L'indagine Nielsen presentata dall'Aie alla Fiera del libro di Francoforte

A Francoforte ha preso il via la Fiera più importante per l'industria libraria. E, come di consueto, l'Aie ha presentato i dati - non proprio confortanti... - dell'indagine Nielsen sull'andamento del settore, alla presenza del ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini.
In concomitanza con il semestre europeo di presidenza italiana, si è tornati a parlare di Iva legata agli e-book e di equiparazione con quella dei libri cartacei: "Il libro è un libro. È logico e coerente che l'e-book abbia stessa Iva dei libri di carta", ha chiarito il ministro, che ha preso un impegno in merito: "Mi batterò perché nel documento del 25 novembre dei Ministri della Cultura dell'Ue ci sia un'indicazione chiara e vincolante su questo tema".
A questo proposito, l'Aie a Francoforte ha lanciato la sua campagna per chiedere l'equiparazione. Ha annunciato il presidente Marco Polillo: "Nelle prossime settimane lanceremo la campagna #unlibroèunlibro, coinvolgendo l'opinione pubblica. Attraverso un sito - www.unlibroeunlibro.org - inviteremo gli autori, i bibliotecari, gli altri professionisti del settore, ma soprattutto i lettori a condividere questa battaglia. Sappiamo che l'impegno dei ministri della cultura europei non basta, serve quella dei Governi. Ci auguriamo così che questa battaglia culturale sia fatta propria in modo esplicito dall'intero Governo italiano, così da diventare capofila di fatto in UE nella battaglia sull'iva parificata tra libri ed ebook. Allo stesso tempo, rilanciamo: chiediamo al Governo italiano non solo di essere motore del cambiamento a livello Europeo ma di agire in autonomia se l'Europa non ci segue".
Nel suo intervento, il ministro ha spiegato che "la lettura è l'unica esperienza temporalmente non comprimibile in quest'epoca in cui tutto è veloce". Ed è dunque "un valore". Inoltre, ha giustamente fatto notare che "è ancora più complicato in questo contesto promuovere la lettura".
Il ministro dei Beni Culturali è tornato poi a parlare nell'assenza nelle fiction italiane di riferimenti ai libri, alla lettura e alle librerie; e c'è stato spazio anche per una riflessione sul diritto d'autore: "E' la grande battaglia dell'era digitale. È fondamentale, perché garantisce libertà alla creazione".
Ma veniamo ai dati presentati dall'Aie.  L'evidenza maggiore dal Rapporto sullo stato dell'editoria 2014 è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013, circa il 5% la stima a fine 2014). Tanti e-book scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro (nel 2013) e con un'iva al 22% che limita di fatto le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale.
Questo in uno scenario di grandi trasformazioni, punteggiato di segni meno: si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori (leggono almeno un libro in un anno solo 43 italiani su 100), si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book, diversamente ci si attesta sul -6,8%), si registra un andamento negativo - per la prima volta - anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). 
Torna a crescere invece - ed è l'altro elemento davvero significativo - il peso e il ruolo dell'editoria italiana in chiave internazionale: aumenta infatti la vendita di titoli all'estero (+7,3%) e torna a crescere l'export del libro fisico (+2,6%). Qualche elemento sul 2014 - Le performance si confermano negative nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati Nielsen: scende infatti rispetto allo stesso periodo del 2013 del -7,3% il numero di libri venduti nei canali trade (sono 4,6milioni di copie di libri venduti in meno in librerie, librerie online e grande distribuzione) e cala del - 4,7% il fatturato a prezzo di copertina (sono 36milioni di euro in meno).

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