È nata a Mumbai "Sister Library", la prima biblioteca femminista di comunità. La sua fondatrice è Aqui Thami, artista e attivista 29enne, che vuole "creare un luogo dove le donne possano riunirsi e organizzarsi per distruggere quella cosa malvagia chiamata patriarcato" - La storia

A Mumbai, in India, nasce una biblioteca femminista di comunità: la Sister Library. La sua fondatrice è Aqui Thami, un’artista e attivista, quando non lavora al suo progetto di dottorato. Thami è famosa per i suoi guerrilla poster, le sue foto e le sue fanzine che affrontano argomenti delicati per le donne, come le molestie sessuali.

“L’arte è attivismo”, afferma la 29enne durante l’intervista riportata da cheFare, dove spiega la nascita di questa particolare biblioteca. Il suo obiettivo è quello di “creare un luogo dove le donne possano riunirsi e organizzarsi per distruggere quella cosa malvagia chiamata patriarcato“.

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Nata come un’opera d’arte interattiva e itinerante, la creazione di Thami ha visitato molte città indiane come Delhi, Pune, Goa e Bengaluru. Una volta raggiunta Kochi-Muziris, e dopo aver letto opere di svariate autrici, ha preso una decisione: “Leggere le donne è stato fondamentale per la mia pratica, poiché mi ha riempito di forza – volevo condividerlo con tutti”.

La giovane proprietaria è riuscita nell’impresa dopo aver raccolto oltre 7.000 sterline con una campagna crowdfunding, tutt’ora aperta per poter permettere alla biblioteca di continuare a esistere.

Sister Library ospita a oggi 600 opere di letteratura di genere, tra cui fanzine, graphic novel, fiction, saggi e poesia. Thami spiega come l’India abbia un disperato bisogno di uno spazio come la biblioteca, per riuscire ad aprire un dialogo: “Poiché la nostra società è segregata nelle caste, la produzione e la condivisione della conoscenza sono sempre state storicamente limitate, quindi anche se ci sono alcune opere create da donne, sono nelle università e librerie private, con accesso limitato o vietato”.

L’intento della biblioteca è anche quello di unire persone di diverse caste e background culturali, grazie alle attività di lettura di poesie, workshop, discussioni su i più vari argomenti: “Le persone dovrebbero voler venire perché è divertente, e perché sono convinti che un altro mondo sia possibile”.

Finora la biblioteca femminista di Mumbai sembra andare bene: circa 60 visitatori si sono presentati il ​​primo giorno. Ma la cosa che più “mi ha dato davvero la vita”, secondo Thami, è la reazione delle giovani donne che si sono mobilitate per fare di tutto: dall’organizzazione di raccolte fondi, al trasporto di scatole di libri, all’uccisione di scarafaggi. Il nome Sister Library sembra proprio perfetto: “Sono così grata per la sorellanza”.

 

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