I pregiudizi sul genere letterario che la vede protagonista, le sue letture preferite, il suo metodo di scrittura, la maternità, il rapporto tra scienza e fantasia, la difficoltà a distinguere tra vero e falso, il ruolo della scuola (e del liceo classico in particolare), e molto altro. Licia Troisi, l'autrice italiana di fantasy più venduta al mondo, nota anche per la sua carriera di astrofisica, si racconta a tutto campo con ilLibraio.it - L'intervista

“La situazione mi pare molto fluida, è difficile capire cosa possa succedere, ma mi auguro che questa tendenza a scambiare le opinioni per fatti si interrompa“, ammette, intervistata da ilLibraio.itLicia Troisi, l’autrice di fantasy italiana più venduta in patria e all’estero, da poco tornata in libreria con Le lame di Myra, il primo volume della Saga del Dominio (Mondadori).

licia troisi

Secondo la scrittrice, “il 90% dei problemi” della nostra epoca deriverebbe dalla “mancanza di una conoscenza base del metodo scientifico: la gente non sa cos’è la scienza, che ci ha permesso di compiere i passi avanti che abbiamo visto negli ultimi cento anni. Sembra aver perso strumenti per distinguere il vero dal falso”. La soluzione, tuttavia esiste: “Educare a capire, perché, anche se il momento non sembra dei migliori e c’è una mancanza di prospettiva per il futuro, tanto che pare che nessuno voglia pensare alla prossima generazione, spero che la scienza e la tecnologia possano continuare a cambiare le cose. Voglio essere ottimista“, confessa Troisi, nota anche per la sua carriera di astrofisica.

Scienza e letteratura nella vita di Licia Troisi

Nonostante possano sembrare due mondi agli antipodi, la scienza e la letteratura, invece, sono molto più vicine di quello che ci si potrebbe aspettare: “C’è grande apertura nel mondo della scienza e gli scienziati spesso si interessano alla letteratura”. Licia Trosi spiega di non sentire alcuno scetticismo da parte dei colleghi nei riguardi della sua attività di autrice fantasy, anzi: “Spesso, ai congressi, dopo essere stata presentata come astrofisica, si cita anche l’attività di scrittrice”.

Negli ambienti più letterari, invece, “capita che venga chiesto quanto l’astrofisica influenzi i romanzi, e sembra così strano che ci si possa interessare sia alla scienza che alla narrativa”. Talvolta anche la critica sottolinea la peculiarità di autori con una preparazione scientifica: “Degli scrittori che provengono da un ambito più letterario non sappiamo quasi mai che lavoro praticavano prima, o quello a cui continuano a dedicarsi“.

intervista Licia Troisi

Riguardo alla reazione dei lettori, invece, Licia Troisi sottolinea di aver incontrato molti giovani che vogliono intraprendere una carriera scientifica: “In particolare quelli usciti dal classico, che vogliono sapere com’è iniziare poi un percorso più focalizzato sulla scienza. Qualcuno si sente rassicurato dal fatto che si possano fare tutte e due le cose”, continua l’autrice, che ha frequentato il liceo classico. E che è consapevole che in Italia non si dia “abbastanza peso alla preparazione scientifica”.

Tuttavia, Trosi riconosce che “la scuola superiore deve dare il metodo; io stessa, entrata all’università, conoscevo il metodo nonostante mi mancassero le conoscenze in matematica e fisica. Inoltre, il liceo classico mi ha insegnato un modo per colmare le lacune e mi ha influenzata nella scrittura: la mitologia e la tragedia greca sono alla base di quello che scrivo”.

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La creazione di mondi

I libri dell’autrice, ben tre trilogie, oltre alla nuova Saga del Dominio, nascono dalla fantasia: “Una caratteristica del mio carattere, un modo in cui vedo il mondo”, evidenzia Licia Troisi. E poi avviene una seconda fase, “la creazione del mondo”, che la scrittrice descrive come “meno artistica di quanto si creda, è un momento d’ispirazione che va fatto fruttare. Mi siedo alla scrivania e faccio ordine negli appunti, di solito parto dai personaggi, organizzo la storia e poi creo il mondo. Per il mio ultimo libro ho creato la mappa e poi mi sono dedicata, regione per regione, a stabilire le caratteristiche del popolo, della lingua, della flora e della fauna”.

Pregiudizi di “genere”

Per quanto riguarda il sessismo, l’autrice cita “una battuta durante un congresso”, ma piuttosto ammette di essersi sentita “sminuire perché autrice fantasy: un pregiudizio legato al genere letterario, piuttosto che a quello sessuale”.

Licia Troisi, oltre che autrice e scienziata, è anche madre e sottolinea come la società condiziona le donne per quel che riguarda la crescita dei figli: “Sono pressioni molto forti che non si riescono a ignorare, nonostante cerchi sempre di fare le scelte che mi sembrano migliori per mia figlia”, spiega la scrittrice che, grazie al suo lavoro, che pratica “da casa”, si sente “avvantaggiata” perché può dedicarsi alla scrittura quando preferisce. Tuttavia Troisi sa di “aver dovuto rinunciare a una parte del lavoro. L’astrofisica la pratico con la divulgazione anche se mi piacerebbe ricominciare a fare di più”.

Le letture di Licia Troisi

“Una lettrice onnivora”, così si definisce Licia Troisi. L’autrice legge “narrativa e saggistica, ma poca poesia” e cita tra i volumi sul comodino La paranza dei bambini di SavianoLe ragazze di Emma Cline. Perché “il fantasy è solo una parte” delle sue letture, anche se recentemente ha letto Il colore della magia di Terry Pratchett.

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