Al di là di come andranno a finire, quelli in corso in Francia verranno ricordati come gli Europei dell'Islanda (che si è arresa ai padroni di casa), piccola magica nazione che ha più libri pubblicati e libri letti a persona di qualsiasi altro paese al mondo...

Al di là di come andranno a finire, quelli in corso in Francia verranno ricordati come gli Europei dell’Islanda (che ieri si è arresa ai padroni di casa), piccola nazione da poco più di 300mila abitanti, terra di vulcani, pecore, cavalli, cascate, ma anche di scrittori, lettori e, visto il recente exploit, d’ora in avanti anche di calciatori.

Un luogo magico, in tutti i sensi, sempre più amato dal turismo internazionale, con tutti i rischi del caso, e in cui la letteratura e il racconto giocano un ruolo fondamentale sin dal Medioevo. Il riferimento, naturalmente, è alle grandi saghe: la più celebre è quella di Njáll.

Islanda

Ma in Islanda la letteratura sta vivendo un ottimo momento anche in questi anni, come conferma questo reportage dell’anno scorso del New York Times. Sono tanti, tra l’altro, gli autori islandesi contemporanei amati dai lettori italiani, anche grazie al lavoro di una casa editrice specializzate nel Nord Europa come Iperborea, che ci ha fatto scoprire, ad esempio, Jón Kalman Stefánsson, e che pubblica anche Thor Vilhjálmsson. Sempre a proposito di grandi autori islandesi, non si può non citare Gudbergur Bergsson (nel 2001 il Saggiatore ha pubblicato Il cigno).

Non solo autori più letterari, ma anche di genere: ad esempio, Guanda ha proposto numerosi noir di Arnaldur Indriðason, tra cui i recenti Le notti di Reykjavík, Una traccia nel buio e Un delitto da dimenticare. Dal canto suo, per fare un altro esempio, Einaudi ha pubblicato Rosa candida, La donna è un’isola, L’eccezione e Il rosso vivo del rabarbaro di Auður Ava Ólafsdóttir.

E in Islanda è molto attiva anche l’industria del libro: tanto per capirci, stando alla Bbc, l’Islanda ha più libri pubblicati e libri letti a persona di qualsiasi altro paese al mondo.

Islanda

Tornando alla nazionale islandese sorpresa degli Europei, la crescita del movimento calcistico locale non è certo figlia del caso: salita in 35esima posizione nel ranking FIFA (ascesa destinata a proseguire), ormai da 20 anni l’Islanda, con la sua Federazione, lavora per migliorare le strutture e aumentare praticanti e tesserati (anche tra le donne). Certo, il clima non aiuta lo sport all’aperto. Non a caso, per molti mesi dell’anno ci si allena al coperto. Sulla crescita del calcio in Islanda segnaliamo “Volcano! The incredible rise of Iceland’s national football team”, reportage di Davis Harper ripreso dal Guardian e originariamente pubblicato da Howler magazine, e quest’articolo del Post. 

Tanto per dare qualche numero, in Islanda c’è un allenatore di calcio “qualificato” ogni 500 abitanti, e ben il 7% della popolazione islandese è un “calciatore registrato”. E se non mancano i calciatori che giocano all’estero, la maggior parte fa altri lavori per mantenersi.

Per chi avesse voglia di visitare l’affascinante (ma cara, per i portafogli ) Islanda, consigliamo la lettura Tutta la solitudine che meritate – Viaggio in Islanda, firmato da Claudio Giunta (le fotografie sono di Giovanna Silva), in libreria per Quodlibet.

islandafoto di Antonio Prudenzano

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