Intervista a Sue Patterson, moglie di James Patterson autore di Bikini ISBN:9788830426733

James Patterson è appena stato proclamato vincitore del Guinness World Record in qualità di autore con il maggior numero di bestseller in classifica sul New York Times. In Italia sono apparse sia le principali serie di thriller, come i casi di Alex Cross (interpretato al cinema da Morgan Freeman) e Le Donne del club omicidi, sia i thriller non seriali (Quando soffia il vento, La casa degli inganni, Honeymoon, Come una tempesta). L’ultimo romanzo pubblicato, Bikini – un thriller ambientato nello splendido scenario hawaiano – è uscito in contemporanea mondiale in più di 20 paesi. Incontriamo a Roma la moglie di James, Sue Patterson, con il figlio Jack, per una chiacchierata sulla famiglia Patterson.

D. James Patterson vincitore del Guinness World Record: ci svela il segreto del successo di suo marito?

R. Cominciamo da lontano: 26 anni fa James mi aveva assunta come art director dell’agenzia J. Walter Thompson. Lui allora era presidente. Pur avendo una posizione importante e un successo notevole, era una persona molto alla mano. Quello che mi entusiasmava di lui era la sua perfetta organizzazione del lavoro. Non sono mai riuscita a capire come facesse a tenere a mente ogni possibile strategia di comunicazione, considerando che si alzava alle 5 tutte le mattine per scrivere i suoi romanzi. Tutti in agenzia sapevano che non gli si poteva consegnare un lavoro se non era almeno perfetto. Era autoritario e si faceva rispettare, ma allo stesso tempo era leale e simpatico. Riusciva sempre a intuire il grande disegno nascosto in un progetto. Era un grandissimo “copy”. Una volta scrivemmo insieme uno slogan pubblicitario per Courvoisier. La grafica riproduceva la silhouette di un bicchiere per il brandy mentre il liquido all’interno era rappresentato in modo molto realistico. Posso ancora ricordarmi quanto aveva scritto James: “It is a beautiful warmth that begins on the lips and travels through the body from head to toe.” Credo che la forte disciplina e capacità di sapere sempre cosa può funzionare a livello creativo sono le due ragioni attraverso le quali ha raggiunto il successo come scrittore. Sa come catturare l’attenzione del lettore e soprattutto sa come inchiodarla definitivamente alla pagina.

D. Ci racconti qualcosa della vostra vita quotidiana.

R. Abbiamo un figlio di 11 anni, Jack, che è il nostro orgoglio e la nostra gioia più grande. A Jim (James Patterson) piace alzarsi presto la mattina, come a tutti del resto in famiglia. Jack si sveglia presto per leggere o per finire i compiti. A me piace alzarmi presto e fare un po’ di ginnastica, leggere il giornale o guardare il telegiornale. Jim si alza e scrive. Dopo aver portato Jack a scuola, di solito vado a giocare a golf. Anche a Jim piace. È divertente giocare con lui, ma il punteggio è sempre il solito: Sue in buca con 3, Jim con 2. La maggior parte dei giorni pranziamo insieme e ceniamo sempre insieme, tutti e tre. Insomma, trascorriamo il tempo come una famiglia qualsiasi.

D. È la prima lettrice dei romanzi di James? Le chiede mai suggerimenti?

R. La maggior parte delle volte sì. Adoro leggere i suoi libri e sono una viziata: dopo aver letto anche soltanto la prima stesura, qualsiasi altro libro io legga lo trovo assolutamente noioso. Adoro anche solamente ascoltare le sue idee non appena si formano. Mi ricordo quella volta in cui eravamo seduti in uno dei nostri posti preferiti a Palm Beach, il Taboo. Jim cominciò a raccontarmi una storia che in seguito sarebbe diventata Honeymoon. Il modo in cui me ne parlò… si poteva quasi racchiudere la storia in un guscio di noce. Me ne stavo completamente imbambolata ad ascoltarlo. Volevo leggere il libro, vedere il film, subito. Gli dico sempre cosa penso. Posso dargli uno o due suggerimenti per un personaggio, ma si tratta sempre di piccole cose. E, certe volte, gli do qualche suggerimento sui dettagli di stile, tipo: “Sì, quel personaggio potrebbe indossare della scarpe di Prada. Anche un abito di Armani. E sicuramente un maglione di Loro Piana”.

D. Viaggiate molto insieme? Quali sono le vostre destinazioni favorite?

R. A entrambi piace fare, almeno un paio di volte all’anno, quelli che chiamiamo i viaggi per i grandi. Abbiamo inaugurato questa piccola abitudine al “One&Only Ocean Club” alla Paradise Island, nelle Bahamas. Qualche volta ci prendiamo anche un paio di giorni a luglio da trascorrere a New York in occasione del nostro anniversario. Oppure viaggiamo con Jack. Durante le vacanze di Natale siamo stati alle Turks. Abbiamo fatto anche un paio di viaggi in Europa e a Los Angeles con Jack, che adora viaggiare: quando aveva due anni sapeva a memoria tutti gli stati e le capitali degli Stati Uniti. Quanto ai nostri posti preferiti, ci sono talmente tanti posti magnifici che è difficile scegliere. Penso dipenda da quello che cerchi. Relax? Vai in spiaggia e portati un gran bel libro. L’Italia? Da voi si potrebbero passare intere settimane a visitare tutti i posti che ho nella mia lista.

D. Perché è venuta a Roma con Jack? James non è con voi perché sta lavorando a un nuovo libro?

R. Jim è molto impegnato: di solito viaggia moltissimo e preferiva restarsene a casa. Ma la cosa migliore è che mi ha detto: “Porta Jack a Roma. La deve assolutamente vedere.” Non si può non volere andare a Roma: sei in aeroporto, guardi il tabellone delle destinazioni dei voli e leggi Roma. Non dice già tutto? Quando questa mattina mi sono alzata e sono andata a fare un giretto alla scalinata di Piazza di Spagna… quei colori incantevoli, le chiome degli alberi e tutta quella storia. È la terza volta che vengo a Roma ed mi sembra la migliore. Un paio di anni fa, durante il primo viaggio di Jack in Europa, lo portammo a Parigi, Firenze e Venezia. E ora Roma. Ma ho la sensazione che non sarà certo questa l’ultima.

D. Jack come vive il successo del padre?

R. Jack è un ragazzino in gamba: è intelligente, sveglio, allegro. E ha un gran bel rapporto con suo padre. Tutto da copione.

D. L’ha mai contagiata la passione per la scrittura? Forse Jack diventerà uno scrittore come il padre?

R. Nel caso non l’abbiate ancora capito: no! Non ho nessuna intenzione di diventare una scrittrice. Sono stata un art director piuttosto brava e ora dovrei cercare di essere un editor decente. Ma lascio la scrittura agli uomini di casa. A Jim piace sempre raccontare la storia del primo racconto di Jack. Si intitola “Morte di un cacciatore di farfalle”. Le darò una breve sinossi di quanto posso ricordare: il cacciatore di farfalle sale sulla barca, non riesce a prendere la farfalla, il cacciatore di farfalle sale su un aereo, non riesce a prendere la farfalla; il cacciatore di farfalle sale su un treno, cattura la farfalla ma viene preso in pieno dal treno che arriva in direzione opposta. Morte del cacciatore di farfalle. Interessante, no?

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