“La paranza dei bambini”, il film diretto da Claudio Giovannesi e tratto dal'omonimo romanzo di Roberto Saviano, presentato alla Berlinale, ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura. È ambientato a Napoli e al centro della vicenda troviamo un gruppo di sei quindicenni che spacciano per il capozona di una famiglia camorrista… - Il trailer e i i dettagli

“E così, nel passaggio dal libro La paranza dei bambini al film, dalla parola concepita per essere letta a quella concepita per essere rappresentata, il faro che ha guidato me, il regista Claudio Giovannesi e Palomar è stato il racconto della strada e dei ragazzi che la popolano. Del modo in cui ci stanno dentro, di come se la sentono addosso, di come la penetrano, la feriscono e ne vengono a loro volta feriti. Di come si trovano immersi in qualcosa che prescinde da loro e che prescinde perfino dalle loro famiglie. Ma che non prescinde da tutti noi, dall’insieme delle persone che dovrebbero prendere atto dell’esistenza di una piaga per portare balsamo, senza nasconderla per vergogna”.

Con queste parole Roberto Saviano presenta sul suo profilo Instagram il film tratto dal suo romanzo La paranza dei bambini (Feltrinelli), presentato in concorso alla 69esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (dal 7 al 17 febbraio, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura: “Dedico questo premio alle Ong che salvano le vite nel Mediterraneo”m ha detto Roberto Saviano alla cerimonia di premiazione) e che arriva al cinema il 13 febbraio.

Il film è stato girato durante la scorsa estate a Napoli, dove è ambientata l’intera vicenda, al centro della quale vediamo un gruppo di sei adolescenti che spacciano per il capozona di una famiglia camorrista. Hanno quindici anni e l’unica cosa che vogliono è fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Utilizzano le armi come se fossero giocattoli e corrono tra le strade del Rione Sanità come se stessero giocando a guardia e ladri. La vita criminale non sembra spaventarli: non hanno paura di niente, nemmeno della morte. Un po’ perché sono ancora giovani e incoscienti, un po’ perché il loro desiderio di potere e di ricchezza si spinge oltre qualsiasi limite.

la paranza dei bambini

E infatti, tra di loro, c’è chi non ha più voglia di sottostare alla Camorra. Nicola è stufo di prendere ordini dagli altri, vuole avere il controllo totale su una piazza e per questo comincia un’attività tutta sua, affiancato dagli amici paranzini. Ma questa scelta ha un prezzo molto alto, perché se da una parte Nicola si comporta come un malavitoso senza scrupoli, dall’altra continua a essere un ragazzino, che si diverte sulle autoscontro insieme alla sua fidanzata e che si imbarazza davanti a un bacio.

Nel 2016, subito dopo la pubblicazione del romanzo, Saviano spiegava a Repubblica perché aveva deciso di intitolare il suo libro proprio La paranza dei bambini: “Nel gergo camorristico ‘paranza’ significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione ‘paranza dei bambini‘ indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti: piscitiell’, proprio come questi ragazzini“.

Ed è così che vediamo i protagonisti del libro e del film, come dei pesci piccoli che provano a diventare più grandi, ma il cui destino è già segnato per natura.

claudio genovesi

La regia de La paranza dei bambini è firmata da Claudio Giovannesi, romano classe ’78, che aveva già diretto alcuni episodi della seconda stagione di Gomorra, nonché i film Alì ha gli occhi azzurri, sulla vita di due adolescenti in una borgata romana, e Fiore (in concorso nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes, due Nastri d’argento, un David di Donatello e due Ciak d’Oro), che racconta la storia d’amore tra due ragazzini in un carcere minorile.

Gli attori, invece, sono giovani napoletani alla loro prima esperienza nel mondo del cinema: Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop), Mattia Piano Del Balzo (Briatò).

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