Che cos’è l’amore? Come si riconosce la passione erotica? Che cosa la distingue dalle altre emozioni? A queste e altre domande (anche scomode), il teologo risponde nel suo nuovo saggio, "Io amo", in cui propone una nuova morale capace di orientare dal basso un giusto esercizio libero della propria sessualità...

“Se ho tutta la fede così da spostare le montagne, ma non ho l’amore, non sono nulla” recita l’Inno dell’apostolo Paolo. Tutti, nel corso delle nostre vite, abbiamo vissuto interiormente questo sentimento euforico e doloroso, carico di paura e speranza. Ma dove ha origine e come agisce la sua forza impareggiabile che sempre ci attrae e respinge? A queste domande fondamentali il teologo Vito Mancuso risponde nel suo nuovo libro,  “Io amo – Piccola filosofia dell’amore” (Garzanti), in cui dà spazio all’amore immateriale, mistico e religioso per Dio ma anche a quello per il prossimo che si esprime nella sessualità.
Nel saggio si ragiona di rapporti prematrimoniali, adulterio, masturbazione, omosessualità: rimanendo sempre fedeli al primato della coscienza e della libertà individuali ed esponendo tutti i limiti dell’etica tradizionale cattolica, l’autore propone una nuova morale capace di orientare dal basso un giusto esercizio libero della propria sessualità. L’amore diventa così la prospettiva privilegiata per guardare all’esistenza: anche se mai come nel nostro tempo il divertimento e lo svago sembrano rappresentare il fine ultimo a cui tendere, con “Io amo” Mancuso ci indica le tracce per raggiungere l’amore autentico e purificatore, l’unica esperienza capace di dare un senso complessivo al percorso delle nostre vite.

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