Esce per Chiarelettere "Più sicuri di sé con Chandler", terzo titolo della collana FeelBook, firmato da Davide Mosca (la prefazione è di Raffaele Morelli) - Leggi l'introduzione

Cosa si può imparare da uno scrittore che fallì, tentò il suicidio, si diede all’alcol e fu ricoverato in una clinica psicologica? A rialzarsi e farcela nonostante tutto. Nonostante tutto, perché non è importante quante volte siamo caduti, è importante rimetterci in piedi ogni volta.  Raymond Chandler ha infatti fatto esperienza del fallimento e da quello ha tratto delle semplici verità che gli hanno permesso di andare avanti e che sono diventate le battute più riuscite del suo eroe, Philip Marlowe.

Ne parla un libro, Più sicuri di sé con Chandler, nuova uscita della collana FeelBook di Chiarelettere. A firmarlo Davide Mosca, romanziere e saggista (la prefazione è di Raffaele Morelli).

Per Chandler devi scendere in strada e sporcarti le mani con la vita: nessuno può essere felice nella torre d’avorio, solo vagando per le strade troverai la tua. Devi rischiare, accettando la paura ma andando oltre, solo così raggiungerai la sicurezza in te stesso e ogni volta rialzarti sarà meno difficile. Devi accettare tutte le tue contraddizioni: se ti definisci in un solo modo, passerai la vita a cercare di corrispondere a quell’immagine, frustrandoti. E se avrai qualcuno di cui occuparti, starai tu stesso meglio: perché se guarisci gli altri, guarirai te stesso.

Chandler

 

Su IlLibraio.it l’introduzione di Davide Mosca

Cadi dieci volte, rialzati undici

Cosa possiamo imparare da uno scrittore che fallì, tentò il suicidio, si diede all’alcol e fu ricoverato in una clinica psichiatrica? L’arte della redenzione.

Dopo aver letto uno qualsiasi dei suoi romanzi è quasi impossibile non sentirsi meglio, non provare una rinnovata voglia di vivere. Nonostante tutto, perché non è importante quante volte siamo caduti, è importante rimetterci in piedi ogni volta. Il minimo che ci possa capitare è di ritrovarci con un amico in più, Philip Marlowe, l’alter ego di Raymond Chandler, il cavaliere errante che attraversa la città degli angeli (o dei diavoli) in sella alla sua vettura sgangherata, con un completo elegante e l’aria da duro, una bocca e un cuore fuori norma. Con la prima si procura molti nemici e con il secondo prova ad aiutare altrettanti amici. Sempre pronto a cacciarsi nei guai, pur di tirarne fuori qualcuno. Chandler sta al poliziesco come Carl Gustav Jung sta alla psicologia. Non è stato propriamente lui a inventarlo, ma di certo l’ha rivoluzionato una volta per sempre, ha sparso il maggior numero di semi in un terreno che si è dimostrato oltremodo fecondo.

Maestro di fatto, prima ancora che di fama, con ogni probabilità Chandler è lo scrittore più imitato degli ultimi cent’anni. Esistono infatti solo due categorie di giallisti: chi saccheggia Chandler e chi non ammette di saccheggiare Chandler. Leggendolo sono tante le lezioni che possiamo imparare e quindi applicare nella vita di tutti i giorni. In pochi hanno saputo scandagliare superfici e profondità dell’uomo contemporaneo con la stessa acutezza ed empatia di Chandler. E tutto grazie a due occhi penetranti: l’ironia e la vena filosofico-sentimentale. La prima gli serve per intaccare la scorza, la seconda per arrivare fino al nocciolo delle cose. In questo libro sarà lui stesso a guidarci per la città della vita con i suoi consigli psicologici, senza mai dimenticare la leggerezza che l’ha reso immortale.

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