"Appartengo al gruppo di tutte quelle bambine che leggendo 'Piccole Donne' si identificava molto in Jo March, la sorella ribelle, schietta e scontrosa, il maschiaccio fra tutte le sorelle. È forse stata una delle primissime figure letterarie femminili nelle quali mi sono rivista e la maggior parte delle donne che nella crescita mi hanno attraversata e arricchita assomigliano a lei, voci fuori dal coro, donne dall’aspetto diverso rispetto all’epoca in cui vivevano". In occasione dell'uscita del libro "Questa è l'ultima volta che ti dimentico", Levante ha raccontato a ilLibraio.it del suo rapporto con la scrittura e dell'esigenza di trattare temi delicati, come l'anoressia: "Sono molte le ragazze e sono molti anche i ragazzi che combattono allo specchio contro se stessi per mille motivi". Qualche accenno anche ai suoi prossimi progetti musicali... - L'intervista

Dopo l’uscita del libro Se non ti vedo non esisti, Levante, cantautrice di origini siciliane che l’anno scorso è stata giudice nel programma tv X Factor, torna alla scrittura di un romanzo con Questa è l’ultima volta che ti dimentico (Rizzoli).

Protagonista è Anna, una bambina che non dimentica nulla: dai commenti velenosi dei compagni, agli sguardi con Giulio tra i banchi di scuola, ai gesti della migliore amica Egle. Tutto quello che Anna vive si riversa sul suo corpo, un corpo sempre più magro e leggero, con il quale cerca di volare via dal paesino siciliano in cui vive, danzando sulle punte. È questo il suo sogno: diventare una ballerina di danza classica, e nell’arco doloroso che è il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, Anna cerca di capire cosa vuole e chi è veramente, al di là dei giudizi delle persone che le sono attorno.

questa è l'ultima volta che ti dimentico

L’autrice (nella foto di Alessio Albi) ha parlato con ilLibraio.it del suo rapporto con la scrittura e dell’esigenza di raccontare una storia di formazione, che fosse in grado di trattare le difficoltà che le ragazze e i ragazzi si trovano ad affrontare nel momento della crescita.

Nella sua semplicità, dal punto di vista di trama e scrittura, Questa è l’ultima volta che ti dimentico è un libro capace di evocare immagini che rimangono impresse nella mente del lettore. Come quella di Anna che dopo scuola corre a casa, si infila in bagno e si fissa davanti allo specchio con un rasoio blu in mano, mentre la voce di un compagno di classe continua a risuonare nella sua testa: “Baffuta!!! Baffuta!!!”. Non è un caso, infatti, che alcune di queste immagini siano state riprese nei numerosi booktrailer che hanno accompagnato l’uscita del libro e che hanno contribuito a delineare il mondo narrativo costruito dall’autrice.

I.“Quanto potere hanno le persone attorno a noi di decidere chi siamo e come dovremmo essere?” “Questa è l’ultima volta che ti dimentico” dal 13 novembre in libreria. Preorder ⤵️Amazon: http://bit.ly/AMAZONqelvctdIBS: http://bit.ly/IBSqelvctd Kobo: http://bit.ly/KOBOqelvctd Itunes Book Store: http://bit.ly/APPLEqelvctdRizzoli METATRON#qelvctd #levantescrive#levantecaos

Pubblicato da Levante su Sabato 10 novembre 2018

 

Questa è l’ultima volta che ti dimentico è il suo secondo romanzo. Cosa è cambiato nel suo approccio alla scrittura rispetto al suo esordio, Se non ti vedo non esisti?
“Non credo ci sia stato un cambiamento nell’approccio alla scrittura, di certo più consapevolezza nello sviluppo della storia, ma anche un po’ d’ansia per un percorso ben riuscito che temevo fosse difficile da replicare. Dimenticate le paure, lo sviluppo del romanzo è avvenuto in modo naturale”.

Il libro termina con una frase nei ringraziamenti: “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale… forse”. Cos’ha ispirato la trama?
“Lo slancio iniziale è stato un sentimento di inadeguatezza che stavo vivendo e che ho voluto cercare nel mio passato, in un episodio specifico che in qualche modo, forse per la prima volta, mi aveva fatta sentire fuori luogo. L’ho ritrovato in prima elementare e così è nata Anna che, non si può negare, mi somiglia molto nell’immaginario e nei sogni. Per il resto ho viaggiato molto con la fantasia”.

Anna, la protagonista, è un personaggio determinato, che fa di tutto per realizzare i suoi sogni. Nelle prime pagine si definisce “un vanitoso maschiaccio”, una definizione originale, soprattutto se riferita una bambina in crescita. Di personaggi di questo tipo ne incontriamo sempre più spesso adesso, nei libri, al cinema e nelle serie tv. Quali sono le figure femminili che l’hanno colpita maggiormente?
“Appartengo al gruppo di tutte quelle bambine che leggendo Piccole Donne si identificava molto in Jo March, la sorella ribelle, schietta e scontrosa, il maschiaccio fra tutte le sorelle. È forse stata una delle primissime figure letterarie femminili nelle quali mi sono rivista e la maggior parte delle donne che nella crescita mi hanno attraversata e arricchita assomigliano a lei, voci fuori dal coro, donne dall’aspetto diverso rispetto all’epoca in cui vivevano”.

Il rapporto tra Anna ed Egle fa pensare a quello di un’altra coppia di amiche, Lenù e Lila de L’amica geniale. Non solo per il contesto paesano in cui nasce la loro amicizia, ma anche per l’affetto e la gelosia che contraddistinguono il loro legame. La quadrilogia della Ferrante è tra i suoi riferimenti?
“La Ferrante l’ho letta e l’ho amata ma temo che sia un po’ approssimativo accostare le due relazioni. L’amica del cuore l’abbiamo avuta e l’abbiamo tutte, tutti. Il rapporto tra Anna ed Egle è molto diverso. Sono sicuramente storie d’amicizia e d’amore ma non credo si parlino. E poi è estremamente imbarazzante per me dover rispondere a una domanda in un cui esiste un micro paragone tra i miei personaggi e quelli di uno dei capolavori letterari degli ultimi tempi”.

Uno dei temi presenti nel libro è l’anoressia. Cosa l’ha spinta a trattare un tema così delicato?
“Racconto di un momento di dolore profondo per Anna, di mancanza di fame, dovuta alla mancanza di gioia. Sono molte le ragazze e sono molti anche i ragazzi che combattono allo specchio contro se stessi per mille motivi. Anna non mangia perché non sa con chi condividere la gioia del cibo. La sua vita all’inizio è fatta di assenze che diventano anche alimentari. Ho sfiorato il tema perché è un problema sempre attuale anche tra i giovanissimi”.

Parliamo del processo creativo di scrittura: come e cosa cambia quando si dedica alla scrittura di canzoni e quando invece a quella di romanzi?
“Cambia il numero di parole. La canzone richiede potenza nella sintesi, il libro richiede potenza nello sviluppo. Si tratta di corsa: i cento metri o la maratona?”.

A proposito di progetti musicali, a quando il nuovo disco?
“Il disco nuovo arriverà nel 2019. Sono entrata in studio circa un mese fa per la produzione e la definizione degli arrangiamenti. Tutte le novità musicali arriveranno il prossimo anno perché ho voluto riservare al libro questi ultimi mesi del 2018”.

Le piacerebbe tornare a fare tv?
“Sì, la tv è divertente!”.

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