Dai dialoghi surreali svelati dall' "Apprendista Libraio" alle vignette satiriche e ai "dolori della giovane libraia", passando per...

Cliente: “Vi sono rimaste agendine del 2014?”
Io: “Sì, eccole.”
Cliente: “Ah, ma sono tutte piccole. Grandi non ne avete più?”
Io: “No, grandi no.”
Cliente: “Solo quelle, quindi?”
Io: “Sì, solo queste.”
Cliente: “Ha capito quali intendo io, vero? Quelle grandi più o meno così…”
Io: “Sì, ho capito quale intende.”
Cliente: “E non ne avete più?”
Io: “No, sono finite.”
Cliente: “Quelle che dico io sono uguali a queste, ma grandi suppergiù il doppio.”
Io: “Ho capito, come quelle che regalano in banca, giusto?”
Cliente: “Esatto! Come quelle che regalano in banca. Dove le tenete?”
Io: “Da nessuna parte, le abbiamo finite. Al momento, del 2014 abbiamo solo queste piccole.”
Cliente: “Mannaggia a me serviva grande. Ha capito quanto grande, vero? Sembrano dei quaderni, ma più spessi.”
Io: “Sì, ho presente.”
Cliente: “E ce ne avete? O sono finite?”
(E via di questo passo per mezz’ora abbondante.)

 

Dialoghi (spesso surreali, a volte autoironici) come quello che trovate qui sopra la fanno da padrone su uno dei più divertenti blog gestiti da librai, “Apprendista libraio”, curato da Stefano Amato, che non a caso è anche uno scrittore (“Il 49esimo Stato”, Feltrinelli/Transeuropa, 2013).

Tra i librai italiani, infatti, non pochi gestiscono un blog e, senza prendersi troppo sul serio, sentono l’esigenza di condividere le proprie giornate (e i propri incontri con clienti non sempre facili da gestire…).

E’ il caso, per fare un altro esempio, di Patrizio Zurru, fondatore a Cagliari di “Piazza Repubblica Libri”, co-ideatore di “Letti di Notte”, molto attivo in rete (su Twitter in particolare) e curatore di un’interessante rubrica per il blog collettivo “Ho un libro in testa”.

Da segnalare anche “I dolori della giovane libraia” (che usa uno pseudonimo, Nathan Ranga): più che un blog, un sito vero e proprio, in cui la satira certo non manca. Tra le sezioni, “Riflessioni serie e semiserie” e “Tragicomica vita di libreria” (uno degli ultimi post, tanto per capirci, è dedicato a “Tutto ciò che un autore non dovrebbe dire ad una presentazione: atteggiamenti da divo consumato, autocompiacimento, provocazioni e suggerimenti per il pubblico. Il mondo è esistito prima ed esisterà anche dopo di voi, sappiatelo”), oltre a uno spazio esilarante, “Vignette e Fumetti!”, che raccoglie  “tutte le migliori perle (realmente avvenute, lo giuro!), dei clienti da me disegnate e vignettate”. Eccone un paio…

 

Una vignetta tratta dal blog http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/
Una vignetta tratta dal blog http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/

 

Una vignetta tratta dal blog http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/
Una vignetta tratta dal blog http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/

 

E chiudiamo questa rassegna parlando di Marino Buzzi, che lavora in una libreria di catena e che quotidianamente aggiorna il blog “Cronache dalla libreria” (da cui è nato un libro, “Un altro best seller e siamo rovinati – Diario semiserio di un libraio”, Mursia): anche in questo caso “dialoghi da libreria”, ironia, nostalgie, analisi dei problemi del settore, passaggi autobiografici e molto altro… tra cui, questa lista proposta di recente  e dedicata ai 20 motivi per cui  Buzzi ama (ancora) il suo lavoro

1.  L’odore dei libri
2.  Il desiderio di sistemare un libro fuori posto (non solo nella mia libreria)
3.  Togliere la polvere dai libri
4.  Lo sguardo felice di chi cerca un libro da tempo e, finalmente, lo trova
5.  Vedere ristampato un vecchio libro fuori catalogo
6.  Le persone che rispondono al mio “buongiorno” o “buonasera” anche solo con un sorriso
7.  I cani che accompagnano i loro umani in libreria
8.  La pausa caffè (ora diventata pausa caffè d’orzo a causa della gastrite)
9. Le persone che tornano e dicono: “Ho letto il libro che mi hai consigliato, bellissimo”
10. I piccoli momenti di solitudine libraria
11. Le battute con i colleghi
12. I clienti che passano il loro tempo a scegliere i libri
13. Il mio settore QUEER
14. Le proposte dei librai
15. Le chicche che ancora capita di avere in libreria
16: La potenza della letteratura
17. I clienti che comprano libri per i propri figli, nipoti, figli di amici ecc…
18. Le piccole menti curiose che chiedono di avere un libro in regalo
19. Gli Adelphi, i Bollati Boringhieri, i Guanda, i Neri Pozza, i Garzanti, i Tunuè, i Saggiatore, i Sellerio e le tante case editrici, grandi o piccole, che non posso citare per motivi di tempo e spazio
20. La passione che, in certi momenti, riesco ancora a sentire

 

 

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