Carlo Emilio Gadda è stato uno scrittore raffinato, autore di romanzi, racconti, poesie e saggi caratterizzati dalla sperimentazione,, all'insegna della ricerca di una lingua adatta per raccontare la realtà italiana, prima quella fascista, poi quella dei decenni successivi alla guerra - L'approfondimento sui suoi libri

Carlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973) è stato uno scrittore, un poeta, un saggista, che ha segnato la narrativa del Novecento con la sua inesauribile sperimentazione linguistica, capace di usare liberamente e fondere insieme dialetto, termini gergali e neologismi. L’opera dell’ingegnere, che Italo Calvino definì “romanzo contemporaneo come enciclopedia“, anche a causa di questa vena raffinata e sperimentale, ha avuto però una storia editoriale movimentata.

La pubblicazione iniziata con le Edizioni di Solaria nel ’31, è passata attraverso Parenti, Le Monnier, Neri Pozza, Vallecchi e Sansoni, per poi dividersi tra Einaudi e Garzanti, finché nel 2011 è approdata ad Adelphi, che ha cominciato a ripubblicare l’intera opera gaddiana, partendo dalla raccolta di racconti Accoppiamenti giudiziosi.

carlo emilio gadda - accompiamenti giudiziosi

I diciannove, temerari racconti radunati da Gadda nel 1963 in Accoppiamenti giudiziosi attraversano l’intera sua attività di narratore votato, come detto, a una incessante sperimentazione, e ne offrono l’essenza. Tanto più che Gadda non ha esitato a includervi frammenti di romanzi quali La meccanica e La cognizione del dolore, quasi a segnalare che questo libro è anche una insostituibile autoantologia. Dove spiccano i frutti urticanti dei suoi furori contro la “sacra e buseccherita città della saggezza moraleggiante … e stentatamente grammaticante”, vere e proprie “fiammate di odio” che gli facevano dire: “Vorrei essere il Robespierre della borghesia milanese: ma non ne vale la pena”. La satira divampa come un rogo, riducendo in cenere moralismo benpensante, logica di casta, incrollabili certezze e virtù, e mettendo in fuga dame imperiose e impettite, professori stolidi e reboanti, apoplettici commendatori mecenatoidi, serissimi e operosi professionisti, industriali ossessionati dalla salvaguardia della loro “privatissima personale proprietà”.

carloe emilio gadda la cognizione del dolore

Intanto torna in libreria La Cognizione del dolore, romanzo incompiuto a causa della guerra, ambientato a Lukones, in una villa isolata, una madre e un figlio si fronteggiano. Lui, don Gonzalo, che le dicerie vogliono iracondo, vorace, crudele e avarissimo, è divorato da un male oscuro, quello che “si porta dentro di sé per tutto il fulgurato scoscendere d’una vita”. Lei, la Signora, è ridotta da una desolata vecchiezza e dal lutto per la morte dell’altro figlio a una spettrale sopravvivenza. Li unisce un amore sconfinato, li separa un viluppo di gelosia, senso di colpa, rancore, dolore, preludio al più atroce degli epiloghi. Intorno a loro una casa dissennata, feticcio ed epicentro di ogni nevrosi, estremo rifugio e tomba, e un’immaginaria terra sudamericana identica alla nostra Brianza. E su tutto, incombe l’Istituto di Sorveglianza Notturna (allegoria del fascismo), che tiene gli abitanti di quella terra sotto un controllo ferreo.

carlo emilio gadda eros e priapo

Non solo narratore, Carlo Emilio Gadda, soprannominato l’Ingegnere, è autore anche di saggi, come Eros e Priapo, scritto fra il 1944 e il 1945, respinto come intollerabilmente osceno da prestigiose riviste e pubblicato solo nel 1967 in una redazione drasticamente edulcorata. Un’opera che ci appare oggi, dopo la scoperta dell’autografo, nella sua autentica fisionomia: vituperante invettiva contro Mussolini, la sua foja di sé medesimo, le sue turpi menzogne, la sua masnada predatrice e la sua claque di femmine fanatizzate. Ma, insieme, freudiano trattato di psicopatologia delle masse, autobiografia di un’intera nazione, micidiale requisitoria contro ogni abdicazione ai princìpi di Logos e contro i tiranni di ogni tempo. Nel compiere questa impresa Gadda non poteva che ricorrere a una lingua sontuosa e abnorme, che gareggia in audacia e insolenza con Porta, Belli, Aretino e che la versione originale ci rivela ancor più violenta, sboccata e oltraggiosa.

carlo emilio gadda l'adalgisa

Fra il 1932 e il 1936 Carlo Emilio Gadda, si cimenta in un’ambiziosa impresa: il romanzo di ambiente milanese Un fulmine sul 220, destinato a mettere in scena, attraverso l’amore di Elsa, moglie del ricco Gian Maria Cavigioli, per Bruno, prestante ex garzone di macellaio, la tragica sorte di due “anime sbagliate”, segnate dalla più dolorosa estraneità alla tribù. Alla fine, Gadda, insoddisfatto, butta tutto all’aria e abbandona il progetto. Ma è solo in apparenza un fallimento: nell’officina gaddiana può infatti persino accadere che un affresco si muti in un “album di straordinari disegni sciolti” (secondo la definizione di Dante Isella): che un romanzo, insomma, generi dei racconti, autonomi, ma al tempo stesso accomunati da un’inconfondibile aria di famiglia. È questa la genesi della raccolta L’Adalgisa, dominata dalla figura dell’imperiosa Adalgisa, vedova Biandronni e cognata di Elsa.

carlo emilio gadda quel pasticciaccio brutto de via merulana

Romanzo poliziesco basato su un fatto reale, Quel pasticciaccio brutto de via Merulana si svolge a Roma durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un’inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana, una via popolare nel cuore di un vecchio quartiere. Nella casa abitano due amici del commissario: i coniugi Balducci, dai quali è solito andare a pranzo nei giorni festivi. Per lo scapolo don Ciccio Liliana Balducci è l’incarnazione della dolcezza e della purezza femminile. Un mattino, Liliana viene selvaggiamente assassinata nel suo appartamento: il furto dei gioielli e l’assassinio sono opera di una stessa persona? Da questi episodi prende il via la narrazione di Carlo Emilio Gadda, che, basata su un fatto di sangue realmente accaduto, costruisce un intrigo poliziesco che è allo stesso un raffinato bricolage letterario.

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