Sarah Waters - Ponte alle Grazie - 534 pagine - ISBN:9788862200837

L’ospite è una raffinata ghost story, che rielabora il tema della casa stregata con ottimi esiti letterari (non a caso questo libro ha consentito all’autrice l’ingresso nella rosa di finalisti del Booker Prize). L’ospite è un romanzo atipico nella produzione di Sarah Waters, che accantona atmosfere vittoriane e amori saffici per raccontare una storia horror alla maniera di Poe e James. La vicenda è narrata interamente dalla prospettiva del dottor Faraday, un medico di campagna dalle grandi qualità professionali e umane. Ci troviamo in Inghilterra negli anni Quaranta. La guerra è finita da poco e nella società inglese sono in atto diversi cambiamenti. L’attenzione della Waters si concentra in particolare sulla famiglia Ayres, un tempo ricca e influente, su cui ora aleggia però lo spettro della decadenza. La crisi degli Ayres è testimoniata soprattutto dalle condizioni della loro antica dimora, Hundreds Hall, semicrollata e soffocata dall’edera. Il dottor Faraday, che da bambino ne aveva ammirato lo splendore, si ritrova vent’anni più tardi – in qualità di medico degli Ayres -, a fissare sgomento i muri incrostati, i gradini traballanti e i tappeti spelacchiati. Hundreds Hall è quasi un personaggio all’interno del romanzo. Non ha soltanto un valore simbolico, ma sembra dotata di vita propria e pienamente in grado di nuocere ai suoi derelitti abitanti. La decadenza è sottolineata anche dalle caratteristiche fisiche degli Ayres che, lombrosionamente, recano su di sé i segni della crisi: la madre è un relitto del passato, il figlio Roderick è claudicante per una ferita di guerra, mentre la figlia Caroline ha un corpo spropositato con piedi enormi e gambe pelose. Sarah Waters racconta la curiosa interazione fra il medico-narratore e i membi della famiglia, privilegiando la dimensione psicologica sugli elementi tipici dell’horror. Nelle tetre stanze di Hundreds Hall accade di tutto, ma le atmosfere paiono contare più dei fatti nell’economia della storia. Non è la trama il punto forte, ma la sensazione di paura quasi concreta, che l’autrice sa trasmetterci attraverso piccoli particolari, inquietanti presenze e comportamenti ambigui. Pur restando saldamente legata alla realtà – L’ospite è un magnifico affresco dell’Inghilterra post-bellica – la Waters strizza l’occhio al soprannaturale e si concede una felicissima incursione nel territorio dell’horror.

24 dicembre 2009

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