L'intervista del Libraio all'autore dei romanzi (tra comico e poliziesco) che hanno per protagonisti i vecchietti del BarLume

Marco Malvaldi è tornato in libreria (e nei piani alti della classifica) con la serie dei vecchietti del BarLume. Il Libraio lo ha intervistato…

Ne “Il telefono senza fili” (Sellerio) comico e poliziesco si intrecciano al meglio, e a farla da padrone è un italiano vernacolare molto amato dai suoi lettori. Si stancherà mai di raccontare le avventure dei quattro vecchietti? Per lei è ancora un divertimento la stesura dei romanzi della serie?
“No, assolutamente no. La vita dello scrittore seriale è dura. Vengo svegliato alle cinque di mattina con una secchiata di acqua gelida e incatenato alla scrivania, dove resterò fino alle otto di sera, con un breve intervallo per una corsetta di un’ora, necessaria per mantenere il tono fisico. L’obbligo contrattuale è di scrivere almeno cinquemila parole al giorno, le quali vengono poi lette da un consiglio direttivo
di editor i quali, per approvare quanto scrivo, devono raggiungere l’unanimità. Quindi, quasi immancabilmente, quello che scrivo viene disapprovato, e si ricomincia… Se non si fosse evinto da quanto sopra, esplicito: sì, mi diverto ancora. Come un cretino”.

La serie tv su Sky (con Filippo Timi nel cast) dedicata ai suoi vecchietti-investigatori l’ha convinta? Proseguirà?
“Di sicuro la squadra di Sky è rimasta molto soddisfatta, visto che a breve andranno in onda altre due puntate. Per quanto mi riguarda, sono un perfezionista… Scherzi a parte, dopo la prima serie abbiamo preso le misure, e ho la sensazione che la seconda sia migliorata parecchio”.

Lei è uno dei pochi autori italiani in grado di pubblicare più di un bestseller l’anno, ed è una garanzia per il suo editore, Sellerio. Malvaldi, cosa la lega alla casa editrice indipendente siciliana?
“Il fatto che sono loro, in realtà, una garanzia per me. Un editore è meritevole sia per quello che pubblica che per quello che non pubblica, e sono piuttosto convinto che Sellerio non mi permetterebbe di pubblicare cose mal riuscite, abbozzate o semplicemente non degne. E’ un bel vantaggio, avere una sicurezza di questo genere”.

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