Marco Vichi, che per Guanda ha appena pubblicato “Fantasmi del passato”, la nuova indagine del commissario Bordelli, ama la natura. E ne parla in quest’intervista
Lo scrittore Marco Vichi (foto di Filippo Milani), che per Guanda ha appena pubblicato “Fantasmi del passato”, la nuova indagine del commissario Bordelli, ama la natura. E ne parla con Cado in piedi…
Lei vive nel Chianti dove, tra l’altro, si prende cura del suo oliveto. Cosa l’ha spinta a dedicarsi alla campagna?
“Sono nato e cresciuto a Firenze, ma fin da quando ero bambino, a primavera la mia famiglia si spostava in campagna, proprio nella casa dove ormai vivo da più di trent’anni. Ho messo un po’ di radici in questo luogo, e quando i contadini, ormai anziani, hanno tirato i remi in barca, ho pensato di non abbandonare l’oliveto e di non darlo in gestione a qualcuno, ma di cercare di occuparmene personalmente. Una grande fatica, ma anche una soddisfazione. E poi, quando si passano molte ore davanti al computer, stare in mezzo alla natura fa bene”.
Veniamo a un altro suo interesse. Non sono pochi gli scrittori italiani con la passione per i pedali: dove la portano le sue frequenti uscite in bicicletta?Â
“Vado soprattutto sule colline intorno a casa, nel Chianti. Molto spesso pedalo con un amico, e ci facciamo un bel po’ di chilometri in strade bellissime. Quando ero bambino andavo molto spesso in bicicletta”.
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Ha mai pedalato in compagnia di altri suoi colleghi scrittori?
“Certo, ogni tanto succede. E ho partecipato a quel bellissimo progetto di Simone Sacco, Il Giro d’Italia in Ottanta Librerie”.
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Un’altra sua passione sono le camminate nei boschi: preferisce spostarsi da solo o in gruppo?
“In due è l’ideale. Si cammina, si parla. Ma vado spesso anche da solo”.
Stare a contatto con la natura in che modo aiuta la sua creatività letteraria?
“Capita spesso che, camminando da solo, mi metta a ‘scrivere’ mentalmente. Pagine intere, con i dialoghi, e quando torno a casa riporto sulla carta quello che ho pensato”.
Un’ultima curiosità : dove trascorrerà le vacanze estive?
“Quasi sempre resto a casa, e viaggio un po’ durante in resto dell’anno”.