Simon & Schuster UK pubblica “Great and Unfortunate Things”, memoir di Jason Arday, il 41enne professore di Cambridge (a lungo celebrato come simbolo d’inclusione) trovato morto lo scorso 14 agosto a Londra, dopo settimane di accuse per presunti plagi e falsificazioni, e mentre il caso continua a far discutere oltremanica e non solo. La famiglia del docente: “Siamo lieti di lasciare che il libro parli da sé e non rilasceremo ulteriori commenti sui suoi contenuti” – I particolari

Mentre nel Regno Unito il caso continua a far discutere, da Simon & Schuster UK confermano l’uscita del memoir di Jason Arday, professore di Cambridge scomparso lo scorso 14 agosto a Londra, e da tempo al centro delle polemiche per presunti plagi e falsificazioni.

Ne scrive thebookseller.com, accompagnando la notizia con una nota dei genitori di Arday: “Jason ha sempre espresso chiaramente il desiderio che le sue memorie venissero pubblicate; è giusto, dunque, che noi rispettiamo la sua volontà. Siamo lieti di lasciare che il libro parli da sé e non rilasceremo ulteriori commenti sui suoi contenuti. La famiglia è ancora sotto shock e sta vivendo un profondo dolore. Chiediamo ai media di concederci lo spazio necessario per elaborare questa terribile perdita”.

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copertina di Great and Unfortunate Things

Il libro di Jason Arday, intitolato, Great and Unfortunate Things, arriverà in libreria il 27 agosto.

Le polemiche sul docente

Dopo le voci emerse nelle settimane precedenti, lo scorso 5 agosto Arday, classe ’85, che nel 2023 era diventato il più giovane docente afrodiscendente dell’università di Cambridge (e che a lungo è stato celebrato come simbolo d’inclusione), aveva dato le dimissioni a seguito di alcune accuse di plagio per i suoi lavori e di aver mentito sulla sua biografia.

Ne è scaturita una pesante polemica, sui social e non solo, che, come ricostruito dal Post, è stata alimentata anche dai media britannici (e non solo). Dopo 22 giorni dalle dimissioni, il docente di sociologia è stato trovato morto nella sua casa di Londra.

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A seguito della sua scomparsa, nel Regno Unito si è aperto un ampio dibattito, che ha superato i confini britannici, per il ruolo dei giornali (e dei social) nella vicenda, che sono stati accusati di aver portato avanti una campagna “ossessiva e razzista”.

Come ricorda Euronews, infatti, “la vicenda aveva rapidamente superato i confini del mondo accademico, trasformandosi in un caso politico e culturale. Le accuse erano state rilanciate soprattutto da media e commentatori conservatori britannici e statunitensi, che avevano collegato la carriera di Arday alle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) adottate dalle università“.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, Nathan Cofnas, l’accademico statunitense che aveva portato alla ribalta le accuse di plagio contro Arday, è stato sospeso in via cautelare dall’Università di Gand, in Belgio.

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Fotografia header: Fiori e biglietti davanti al Senate House il 17 agosto 2026 a Cambridge, in Inghilterra. Foto Getty Editorial

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