La casa editrice Tamu Edizioni, che pubblica testi legati al Mediterraneo, Medio Oriente e altri sud, cambia il suo nome. Dalla primavera del 2026 si chiamerà Tangerin, come il mandarancio che, “nato da incroci e viaggi, portatore di storie che smontano identità fisse”, rappresenta la nuova veste del progetto, che amplia il suo sguardo verso nuove direzioni (tra cui quella dell’area balcanica) – I particolari
Fondata a Napoli nel 2020, Tamu edizioni si è distinta per pubblicazioni “che affrontano i temi posti dal pensiero transfemminista, postcoloniale ed ecologista come nodi centrali per comprendere la società di oggi“. I libri del suo catalogo, che comprende opere di narrativa e saggistica, si fanno spazio tra il Mediterraneo, Medio Oriente e altri sud. Il progetto, indipendente, nasce dall’esperienza dalla libreria omonima, aperta nell’autunno del 2018, sempre nel capoluogo campano.
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La casa editrice, che compie 5 anni, annuncia una significativa: dalla pimavera del 2026 cambierà nome in Tangerin, come il mandarancio. “Una parola diversa per raccontarci, un nome nuovo per un progetto che evolve”.

Il nuovo logo della casa editrice
Il nome è stato scelto per la particolare storia del mandarancio: di origine asiatiche ma percepito come tipicamente mediterraneo, il frutto è approdato sulle coste mediterranee attraverso le rotte dei mercanti arabi, genovesi, portoghesi e inglesi, per ripartire dal porto di Tangeri (da qui il nome inglese tangerine) e arrivare fino al Nord America.
L’identità “ibrida” del frutto, “nato da incroci e viaggi, portatore di storie che smontano identità fisse”, rappresenta quindi la nuova veste del progetto, un qualcosa che “si trasforma e si contamina“.
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Il cambio di nome porta anche ad un ampliamento e a una rinnovazione del catalogo: la casa editrice si occuperà sempre del sud Italia e del Mediterraneo, ma dando spazio anche a nuove prospettive. Restando fedeli a testi che parlano di classe, migrazioni, ecologia, antirazzismo e linguaggi queer, si guarderà anche a nuove direzioni, una delle quali volgerà lo sguardo a sud/est, con la rivista R/est, “un viaggio polifonico e partecipato nell’area balcanica”, con l’intendo di raccontare nuove voci, intrecciando narrazioni, storia, attualità e cultura.
Nei prossimi mesi i libri usciranno con il doppio marchio Tamu Edizioni / Tangerin mentre, a partire dalla primavera del 2026, tutte le pubblicazioni porteranno solo il segno del mandarancio.
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