Il 23 settembre, a Roma, il convegno “Dal sapere fragile al sapere critico – Editoria universitaria, qualità e innovazione”, in cui verrà presentata una ricerca sullo strumento più efficace per lo studio, che la maggioranza dei docenti individua nel libro di testo. Si rifletterà sui cambiamenti nelle abitudini di studio (sempre più studenti, infratti, utilizzano slide e riassunti, senza dimenticare l’AI) e sul ruolo strategico dell’editoria universitaria nella qualità della formazione, con l’intervento di editori, istituzioni e rappresentanti del mondo accademico e politico – I particolari
Stando a una ricerca del 2024, realizzata per l’Associazione Italiana Editori da Talents Venture, dal titolo “Le abitudini di studio all’Università”, per preparare gli esami, più di quattro studenti italiani su dieci, interpellati sui materiali utilizzati, hanno dichiarato di aver fatto a meno di libri e prodotti digitali editoriali, facendosi bastare appunti, propri o di colleghi, riassunti scaricati dal web, registrazioni delle lezioni, slide, dispense, quiz ed esercizi del docente…
Al tempo stesso, come emerso da un incontro tenutosi in occasione del Salone del libro di Torino 2025, la disabitudine degli universitari a studiare sui libri (preferendo, come detto, appunti, slide, materiali online) è una delle cause della crisi dell’editoria scolastica.
Nonostante queste premesse, come emerge da una nuova una ricerca effettuata sempre da Talents Venture per AIE, e che ha coinvolto su 463 docenti di 34 atenei, in merito allo strumento più efficace per l’apprendimento, secondo l’88% dei docenti intervistati, il libro di testo resta il mezzo di riferimento. La ricerca, dal titolo Dal sapere fragile al sapere critico – Editoria universitaria, qualità e innovazione, sarà presentata il 23 settembre, a Roma, in occasione di un convegno promosso dall’Associazione Italiana Editori.
Per chi volesse partecipare è necessaria l’iscrizione entro il 21 settembre. L’evento toccherà temi come l’evoluzione delle pratiche di studio, la qualità della formazione universitaria, il ruolo dei contenuti editoriali e lo sviluppo del capitale umano.
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Rappresentanti di editoria e mondo accademico a confronto
A partire dalle ore 10.30, nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, editori, istituzioni, rappresentanti del mondo accademico, della politica e delle imprese si confronteranno sui cambiamenti nelle abitudini di studio degli studenti, sull’evoluzione dei materiali didattici e sul ruolo strategico dell’editoria universitaria nella qualità della formazione.
La mattinata, moderata dalla giornalista Rai Eva Giovannini, sarà introdotta dai saluti di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, e di Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE.
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Una tavola rotonda sull’editoria universitaria e i suoi obiettivi futuri
A partire dall’intervento del presidente del Gruppo Accademico Professionale di AIE Maurizio Messina, che illustrerà sfide e opportunità dell’editoria universitaria, si passerà alla tavola rotonda Editoria universitaria ed istituzioni: un confronto su strategie e obiettivi per il futuro del settore, a cui parteciperanno Massimo Miscusi, Direttore generale per le specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione post-universitaria del Ministero dell’Università e della Ricerca, Cristina Rossello, onorevole membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei deputati, Alfredo D’Attorre, responsabile Dipartimento Università del Partito Democratico e gli editori Andrea Angiolini, direttore editoriale e amministratore delegato de Il Mulino e Teresa Massara, Sr. Associate Publisher, Global Products di McGraw Hill Professional Group.
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A seguire, un confronto che vedrà la partecipazione, oltre al presidente Messina, di Riccardo Di Stefano, vicepresidente per l’Education e l’Open Innovation di Confindustria, di Alessandra Petrucci, Rettrice Università di Firenze e Delegata CRUI per la didattica e di Eliana Viviano, direttrice del Servizio Struttura Economica di Banca d’Italia.
Le conclusioni saranno affidate al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
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