Nasce “Casa Blackie”: un nuovo spazio, all’interno delle mura di Cascina Cuccagna, a Milano, che accoglie la redazione di Blackie Edizioni (in Italia dal 2020). Un luogo di ritrovo per lettrici e lettori, che potranno “curiosare” tra gli scaffali della casa editrice e “fare due chiacchiere direttamente con chi crea i libri”. La nuova sede ospiterà anche eventi, talk, presentazioni e laboratori. In occasione della nuova apertura, abbiamo intervistato Jan Martí, co-fondatore nel 2009 di Blackie in Spagna insieme ad Alice Incontrada. L’editore (con un passato nella musica) ci ha raccontato, tra l’altro, delle origini della casa editrice (“L’idea era quella di presentare un progetto culturale che parlasse ai nostri coetanei”) e del messaggio che vuole portare avanti (“Essere un po’ controcorrente e lottare per quello che si vuole raccontare e per le cose belle che si vogliono condividere”). Spazio, tra l’altro, per un’analisi del trend positivo nel mercato dei libri spagnolo, e per una serie di curiosità sui libri pubblicati tra Italia e Spagna
A settembre di un anno fa raccontavamo del fermento tra le librerie del capoluogo lombardo, tra nuove aperture e restyling di negozi storici. Un anno dopo, tra le strade della Milano dei libri le novità non mancano, tra inaugurazioni di nuovi spazi dedicati alla lettura e all’editoria e negozi temporanei tematici.
A queste novità se ne aggiunge una targata Blackie Edizioni: la casa editrice, “costola” italiana dell’omonimo marchio indipendente fondato a Barcellona, che da noi ha debuttato nel 2020, cambia sede e si trasferisce all’interno delle mura di Cascina Cuccagna, in zona Piazzale Lodi.
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Blackie inaugura un vero e proprio spazio culturale, dove la redazione è pronta ad accogliere lettrici e lettori per “fare due chiacchiere sui nostri libri direttamente con chi li crea”, come si legge nell’annuncio della casa editrice: dal lunedì al venerdì, durante l’orario di lavoro della redazione, chiunque potrà girare tra gli scaffali di Casa Blackie – Spazio Libri, che ospitano il catalogo della casa editrice, tra saggistica pop e narrativa contemporanea, passando per i noti quaderni dei compiti delle vacanze per adulti (e ragazzi) e i classici rieditati e “liberati”. Lo spazio, tra l’altro, resta aperto anche il secondo weekend di ogni mese, durante la “domenica bestiale” organizzata da Cascina Cuccagna.
In futuro verranno organizzati anche eventi, talk, presentazioni e laboratori legati al mondo del libro e dell’editoria.
Come avevamo raccontato, Blackie Edizioni prende il nome dalla vecchia cagnolina appartenuta ai suoi fondatori, Jan Martí e Alice Incontrada, un personaggio un po’ buffo, mascotte e mito dei cani del quartiere.

Un angolo di Casa Blackie (© Blackie Edizioni S.r.l.)
Proprio con l’editore e co-fondatore Jan Martí abbiamo avuto l’occasione di parlare in occasione della presentazione della nuova sede a libraie e librai.
Com’è nata l’idea della casa editrice che ha co-fondato a Barcellona nel 2009? E come si è evoluta nel tempo Blackie?
“Ho fondato Blackie Spagna insieme alla mia socia, Alice Incontrada, quando avevamo appena 27 anni. L’idea era nata dal background che avevamo alle spalle. Io avevo lavorato come stagista in diverse case editrici, e suonavo in una band che in Spagna all’epoca era abbastanza popolare. Anche Alice lavorava su progetti culturali, come produttrice di eventi, per festival e musei… Avevamo quindi già avuto esperienza di come raccontare un progetto culturale a un pubblico per lo più sconosciuto. L’idea della casa editrice era quella di parlare ai nostri coetanei”.
Quali furono le prime uscite?
“Abbiamo cominciato con quattro libri, molto eclettici, proprio nel 2009: I Simpson e la filosofia, un divertente manifesto di sinistra degli anni ’60, un memoir di un cantante rock e un classico del XIX secolo. Testi molto diversi, ma che col tempo avrebbero avuto un senso all’interno del catalogo. Un altro ambito su cui ci siamo soffermati è quello dell’aspetto del libro”.
In che senso?
“Ci tenevamo a proporre delle belle edizioni, con un gusto artigianale e un’attenzione ai materiali: il libro per noi è importante anche come oggetto”.

Quali furono le prime risposte di lettrici e lettori?
“Due dei primi quattro libri sono andati particolarmente bene, cosa che ci ha permesso di continuare a crescere. Adesso a Barcellona lavoriamo in 20: siamo una realtà molto più grande, ma che continua a essere indipendente: siamo tra i più grandi marchi indipendenti in Spagna”.
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Da dove nasce l’idea di portare il marchio anche in Italia?
“Da un legame speciale che abbiamo entrambi con questo Paese. Alice è per metà italiana, mentre io ho fatto la scuola italiana, così come mio padre. I miei nonni avevano amici italiani e volevano che fosse presente la cultura nella famiglia. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di metterci in contatto con Mario Bonaldi (direttore editoriale della casa editrice, ndr): sapevo che avevamo in comune lo stesso modo di vedere i libri e una linea culturale simile. Così siamo partiti: abbiamo fatto diverse prove e abbiamo cominciato con dei progetti a partire da quelli spagnoli, come il Quaderno di compiti delle vacanze per adulti e alcuni romanzi, come Gli schifosi di Santiago Lorenzo”.
I cataloghi delle due case editrici in cosa si accomunano e in cosa si differenziano?
“Non volevamo semplicemente importare nel catalogo italiano i titoli che avevamo pubblicato in Spagna. Ci interessava tradurre l’essenza della casa editrice, quello che rappresenta sul territorio spagnolo, qui in Italia. Abbiamo studiato il mercato locale e capito in cosa si differenziava rispetto alla Spagna, con in mente l’idea di aprire una Blackie italiana: credo che ci siamo riusciti, ed è la cosa di cui sono più soddisfatto. Il catalogo italiano si è distinto per alcune uscite, come Io che non ho conosciuto gli uomini di Jacqueline Harpman e altri titoli che rappresentano Blackie nei contenuti, ma la rendono unica rispetto alla sua corrispettiva spagnola”.
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Blackie Italia si prepara ad affrontare diverse novità, a partire dal cambio di sede. Qual è il bilancio di questi primi 6 anni?
“Sono orgoglioso della squadra che abbiamo in Italia: Elena Ancordi, Mario Bonaldi e Simone Pappalettera e tutte le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori, che condividono il messaggio di Blackie, ovvero riuscire a rimanere piccoli, eclettici, facendo cose anche molto diverse ma, soprattutto, in maniera quasi artigianale. Il nostro messaggio è quello di essere un po’ controcorrente e lottare per quello che si vuole raccontare e per le cose belle che si vogliono condividere”.

Jan Martí nella nuova sede di Blackie a Milano
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L’editoria spagnola sta vivendo un momento positivo. Quali sono le ragioni principali di questa fase?
“Confermo, si parla di ‘miracolo spagnolo’, e credo sia dovuto a una serie di fattori: sicuramente il buon momento economico che vive il Paese, a cui si aggiunge una solida rete di librerie indipendenti: ciò aiuta anche le case editrici più piccole a emergere. Un altro fattore che influisce è il passaparola via social: i creator e i contenuti sulle piattaforme rendono la lettura ‘di moda’, non solo tra i più giovani. Ma questo sta succedendo anche in Italia, del resto. Al tempo stesso, molti aspetti restano imprevedibili, come ad esempio come ad esempio l’ingresso di alcuni libri in classifica…”.
Per esempio?
“Uno degli ultimi successi è un romanzo di 600 pagine, La península de las casas vacías di David Uclés (in Italia La penisola delle case rotte, edito da Neri Pozza e tradotto da Sara Cavarero, ndr), un libro che racconta la Guerra civile spagnola con uno stile che ricorda il realismo magico di Gabriel García Márquez. Un altro bestseller sorprendente è stato Comerás flores di Lucía Solla Sobral, un’autrice esordiente. Ma ci sono anche tanti altri generi che funzionano bene, come il romantasy. E non solo: noi abbiamo venduto benissimo con la serie di Blackwater (in Italia edita da Neri Pozza, ndr), che ha raggiunto un milione di copie”.
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Parliamo invece dei Classici Liberati, la collana che, tra Spagna e Italia, propone i classici della letteratura in una versione innovativa.
“Il progetto dei Classici Liberati, in effetti, è molto curioso. Potrebbe stupire che una casa editrice come Blackie, eclettica e spinta vero il moderno, pubblichi classici come l’Odissea, l’Eneide o l’Inferno di Dante. Ma è anche vero che l’importante è lo spirito con cui si fanno le cose e l’obiettivo che si ha in mente. Volevamo sottolineare quanto i classici fossero belli e divertenti. ‘Liberarli’ dalla paura e dal senso di colpa che può nascere nell’affrontare un classico, liberare dalla paura di non riuscire a capirlo o leggerlo in versi. A proposito dell’Odissea Liberata, protagonista quest’estate, abbiamo proposto un’edizione in prosa, dalla versione inglese di Samuel Butler: una versione che, secondo Jorge Luis Borges, era quella che più si avvicinava a come i Greci antichi percepivano i versi originali. E poi abbiamo aggiunto delle note che si presentano come una specie di bookclub che attraversa i tempi: chi lo leggeva e cosa commentava nel X secolo, chi nel XII secolo; l’ha letta David Bowie mentre scriveva il testo di tale canzone… e così via. Insomma, una specie di strada segreta che ogni classico percorre e che noi abbiamo voluto riportare alla luce, facendo sì che anche chi legge ne possa far parte”.

L’ingresso di Casa Blackie -Spazio libri (Blackie Edizioni S.r.l.)
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Per concludere, quali autrici e quali autori, italiani e spagnoli, andrebbero, secondo lei, (ri)scoperti?
“Allora, per quanto riguarda la Spagna direi la catalana Mercè Rodoreda (1908–1983), (in Italia edita da La nuova Frontiera, ndr), una delle mie preferite. Mentre come autore italiano non possono non citare Gianni Rodari, legato anche a uno dei nostri primi progetti”.
Cioè?
“Per noi Rodari non è solo un autore da leggere quando sei piccolo, ma da (ri)scoprire anche da adulti. Per questo, uno dei nostri primi progetti è stato quello di portarlo in Spagna. E infatti è stato protagonista di uno dei nostri primi libri: una raccolta dell’autore che si chiama Il libro della fantasia che aveva due segnalibri in tessuto: una per i piccoli lettori e le piccole lettrici e un’altra per gli adulti, così che potessero leggerlo assieme. E poi, in occasione del centenario, abbiamo pubblicato un altro libro, Il gran libro di Gianni Rodari”.
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