Il metodo montessoriano, conosciuto e applicato in tutto il mondo da oltre un secolo, si basa su dei principi cardine che la grande pedagogista, educatrice e medica italiana Maria Montessori ha messo a punto nel corso di una lunga vita di studi ed esperienze sul campo: ecco alcune delle frasi più significative contenute nelle sue opere, per capire meglio e fare nostra la sua prospettiva rivoluzionaria…

Era l’inizio del ‘900 quando Maria Montessori (1870-1952) cominciava a pubblicare le sue prime opere, risultato di numerosi studi e di altrettante esperienze sul campo che, nel corso del tempo, l’avrebbero portata a diventare una delle pedagogiste, educatrici e mediche italiane più influenti al mondo.

Conosciuta per il metodo educativo che prende il suo nome, una volta arrivata negli Stati Uniti, nel 1913, venne definita dal New York Tribunela donna più interessante d’Europa“, a riprova del fatto che il suo approccio stava suscitando sempre più interesse e attenzione, rivoluzionando per sempre la pedagogia scientifica.

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Per osservare più da vicino le considerazioni da cui prese il via il suo pensiero, in questo articolo abbiamo selezionato alcune delle frasi più significative di Maria Montessori, incentrate sul rapporto tra i bambini, le bambine e l’ambiente in cui crescono, così come sulle figure che coordinano il loro sviluppo.

Un’occasione per rimettere al centro dell’osservazione una fase delicata e costitutiva come quella dell’infanzia, in cui è fondamentale concedere a chi sta crescendo la libertà di esprimersi in maniera autentica e di sviluppare una autonomia propria, senza imporre dall’alto ritmi e strategie…

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Cominciamo da una citazione tratta dal saggio Il segreto dell’infanzia (Garzanti), in cui è la stessa Maria Montessori a evidenziare quanto sia importante non scambiare il ruolo del padre e della madre con quello di chi deve forgiare la personalità altrui. Allevare un figlio o una figlia, infatti, non significa sovrapporre le proprie strutture a quelle di chi abbiamo davanti, proprio come evidenzia questa frase lapidaria:

I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi.

Un discorso analogo, e altrettanto cruciale, vale anche per chi svolge una funzione educativa durante il processo della crescita. Lo sottolinea Maria Montessori nell’opera L’autoeducazione (Garzanti), pubblicata per la prima volta nel 1916 e ancora attuale nella sua visione di maestre e maestri non come precettori, quanto piuttosto come facilitatori di un percorso che sta a loro incoraggiare, stimolare e rendere via via più articolato:

Il maestro di scuola, è lui che compone l’intelligenza dello scolaro: lo scolaro cresce tanto quanto lo fa crescere il maestro.

Solo così, secondo Maria Montessori, si diventa più “maestri d’amore” che “maestri di scuola“, benché non si tratti certo di un’impostazione facile da mettere in atto. Per guidare in questa presa di coscienza, la celebre pedagogista marchigiana scrive allora, ne Il bambino in famiglia (Garzanti), ciò che a suo avviso non dovrebbe mancare in chi si relaziona con bambini e bambine, ovvero una grande apertura e onestà intellettuale

L’adulto non può diventare maestro d’amore senza un esercizio speciale e senza aprire gli occhi della coscienza.

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Dopotutto, il compito dell’adulto non consiste nel plasmare la mente, né tantomeno nell’impartire nozioni, insegnamenti e norme. Stando al punto di vista di Maria Montessori, raccontato nel dettaglio in una delle sue opere più famose e più lette ancora oggi, e cioè Il metodo (Garzanti), bisognerebbe piuttosto limitarsi a illuminare la strada, lasciando poi che gli inciampi, le cadute e le rincorse accadano spontaneamente:

Questo è il nostro dovere nei confronti del bambino: gettare un raggio di luce e proseguire il nostro cammino.

Una delle citazioni più famose di Maria Montessori

Si potrebbe pensare, a questo punto, che rapportarsi con le nuove generazioni sia appannaggio di pochi eletti, quando la prospettiva di Maria Montessori va in realtà nella direzione opposta. Come spiega nel già citato Il segreto dell’infanzia (Garzanti), la missione pedagogica ci riguarda sempre da vicino, perché dal suo esito dipende la buona salute di una comunità (di oggi e di domani) e del nostro stare al mondo individuale:

Chiunque voglia conseguire qualche beneficio per la società deve necessariamente far leva sul bambino, non solo per salvarlo dalle deviazioni, ma anche per conoscere il segreto pratico della nostra vita.

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Fotografia header: Maria Montessori (WikiCommons)

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