Strutturato come un album di 10 tracce, più intro e ghost track, il libro “Filosofia degli 883” esplora i temi principali della band – la provincia, l’amicizia, l’amore, il disagio di diventare grandi, la nostalgia, la ricerca di sé – intrecciando i testi delle canzoni di Max Pezzali e Mauro Repetto con il pensiero di Nietzsche, Barthes, Han e molti altri… E dopo il successo della prima stagione, su Sky dal 9 ottobre arriva la serie tv “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”
Dal 9 ottobre, su Sky e in streaming solo su NOW, arriverà la seconda stagione della serie Sky Original dedicata a Max Pezzali e Mauro Repetto, Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: dopo il grande successo della prima stagione, spazio a 8 nuovi episodi, ambientati nel 1993.
In attesa di vedere sul piccolo schermo Max e Mauro interpretati nuovamente da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, e mentre quest’estate si è da poco concluso il tour Max Forever – Gli anni d’oro – Stadi 2026, in libreria per Ponte alle Grazie arriva un saggio che parla a più generazioni, mettendo in dialogo chi è cresciuto negli anni ’90 e chi ha scoperto gli 883 più avanti, magari proprio attraverso la serie tv Hanno ucciso l’uomo ragno. Parliamo di Filosofia degli 883 di Fausto Lammoglia, in cui trovano spazio 10 canzoni del gruppo e 10 grandi temi filosofici.

Un passo indietro. Siamo a Pavia, nel 1988. Massimo Pezzali (detto Max) e Mauro Repetto, compagni di scuola, fondano un duo che da lì a pochi anni venderà milioni di dischi ed entrerà nella storia del costume italiano, seguendo una traiettoria artistica che ancora oggi pare ben lungi dall’esaurirsi.
Gli 883 sono stati capaci di unire generazioni diverse e di entrare nell’immaginario nazionale. Il libro di Lammoglia non è una storia del gruppo: offre invece una “lettura filosofica” del duo pavese.
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Strutturato come un album di 10 tracce, più intro e ghost track, Filosofia degli 883 esplora i temi principali della band – la provincia, l’amicizia, l’amore, il disagio di diventare grandi, la nostalgia, la ricerca di sé – intrecciando i testi delle canzoni con il pensiero di Nietzsche, Barthes, Han e molti altri.

Dagli 883 ai grandi stadi, passando per una delle serie televisive di maggior successo degli ultimi anni: Max Pezzali è la dimostrazione che la musica può superare il tempo e unire le generazioni. Le sue melodie hanno segnato l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di milioni di persone, rendendolo un’icona senza tempo e una leggenda della cultura italiana. Con Magazzini Salani ha pubblicato l’autobiografia I cowboy non mollano mai
Secondo Lammoglia, gli 883 hanno esplorato al meglio un nuovo territorio, in cui trovano voce anche i sogni degli “sfigati“; e sono riusciti a farlo parlando dei grandi problemi di tutti, che sono anche grandi temi della ricerca filosofica di ogni tempo.
L’autore, classe ’88, si occupa di divulgazione filosofica (cura il progetto Marx & the City) intrecciando pensiero critico, cultura popolare e vita quotidiana.
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Fotografia header: Max Pezzali 883 GettyEditorial 8-7-2026