Mentre i dipendenti della casa editrice, in sciopero, scendono in piazza, IlLibraio.it ha chiesto all'Ad Giuliano Bassani di chiarire la situazione e di spiegare il "rilancio" de Il Mulino

Mentre questa mattina i lavoratori della casa editrice Carocci (storico marchio appartenente al gruppo Edifin, proprietario anche de Il Mulino), in sciopero, sono scesi in piazza per far sentire la propria voce (e lo hanno fatto anche su Facebook, come raccontato da IlLibraio.it – la foto in alto è stata pubblicata proprio sui social network), a seguito del piano industriale proposto dalla proprietà che, stando al comunicato, prevede il licenziamento di 17 dipendenti su 32, allo stesso tempo Il Mulino prova a rilanciarsi, con tanto di aumento di capitale da 1,2  milioni di euro: l’obiettivo? Crescere in fretta nell’ambito digitale.

La decisione presa dai vertici della casa editrice bolognese, che chiederà ai soci uno sforzo finanziario, è stata raccontata oggi dall’edizione bolognese di Repubblica. L’Amministratore delegato Giuliano Bassani ha chiarito che in questo rilancio si inserisce una newco, la Edimill, che  raggrupperà le attività legate alla produzione dei testi. Dal vecchio ramo d’azienda saranno trasferiti, tra tecnici e redattori, 14 dipendenti, mentre la direzione editoriale resterà nella “casa madre” (che avrà il 100% della Edimill).

IlLibraio.it ha chiesto ulteriori dettagli a Bassani, sia a proposito della situazione della Carocci sia di quella de Il Mulino. “In realtà l’azienda ha comunicato ai sindacati i potenziali esuberi, prospettando la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, ma ha anche dato da subito dato la disponibilità a ragionare su possibili soluzioni alternative. La trattativa è stata subito interrotta. Capisco la protesta dei lavoratori, un modo per farsi sentire. Dal canto nostro, siamo disponibili a riaprire la trattativa”, ci spiega Bassani, a cui chiediamo conto del possibile “smantellamento” della Carocci: “Ecco, di certo non intendiamo ‘smantellare’ la casa editrice come è stato scritto. Quel che è certo è che dobbiamo raggiungere una struttura dei costi più flessibile. La Carocci sarà rilanciata, ma deve prima diventare un ‘vascello più agile’, ahimé. La Carocci attualmente ha un numero di dipendenti sproporzionato rispetto al fatturato“. Staremo a vedere se la trattativa davvero si riaprirà e se il rilancio prospettato si concretizzerà.

Veniamo al Mulino. E chiediamo all’Ad in cosa consiste questo rilancio: “Parliamo di una casa editrice universitaria, settore in cui i paradigmi stanno cambiando. Per mantenere un ruolo nel mercato pensiamo sia necessario accelerare gli investimenti nel digitale“.

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