Intervista a Bruno Gambarotta autore di Polli per sempre ISBN:9788811670322

Dopo la democrazia spiegata a figlie e nonne, un rivoluzionario passo avanti: la libertà spiegata ai polli. È questo l’ambizioso obiettivo del nuovo romanzo di Bruno Gambarotta, a lungo impegnato in radio e televisione, volto noto di film e fiction, e scrittore di sicuro talento. Polli per sempre racconta in maniera esilarante le vicende di un gruppo di polli di allevamento al quale un incidente regala un’imprevista e non richiesta libertà. Bruno Gambarotta ne fa un divertente romanzo d’avventure, una godibile satira politica e una riflessione quasi filosofica sul valore della libertà. Abbiamo rivolto all’autore alcune domande.

D. Come è nata l’idea di Polli per sempre?

R. Ho covato a lungo questa storia e mai verbo è stato più appropriato, trattandosi di polli e di uova. Lo spunto iniziale è arrivato molti anni fa da una banale notizia letta su un giornale: un camion sgangherato che sta portando verso un mercato polli vivi ammassati in gabbie di legno impilate filo all’inverosimile, sbanda e si rovescia sulla strada. I testimoni dell’incidente, prima ancora di portare soccorso all’autista, si danno alla caccia degli animali superstiti, alcuni dei quali riescono a fuggire nascondendosi in un bosco. Da quella cronaca germinava la curiosità di immaginare il seguito: come potrebbero comportarsi coloro che si ritrovano da un momento all’altro liberi senza averlo desiderato e soprattutto senza sapere che cos’è la libertà, essendo nati ed avendo vissuto fino a quel momento in condizioni di totale cattività?

D. La caduta del camion come la caduta del muro di Berlino?

R. In un certo senso sì, anche se Polli per sempre non vuole essere un fedele ricalco di avvenimenti storici ma un libero gioco della fantasia, che sviluppa tutte le ipotesi di comportamento, in una sequenza di avventure incalzanti. Anche fra i polli c’è chi rimpiange il passato, di fronte alla scoperta che la libertà è faticosa, comporta la necessità di procurarsi il cibo e di difendersi dai tanti nemici.

D. Di tutte le vicissitudini tragicomiche che fa vivere ai suoi polli, qual è quella che l’ha maggiormente appassionata?

R. Il tentativo di raccontare il processo e le fasi attraverso le quali da una massa indistinta nasce un leader e si afferma il suo carisma.

D. In Polli per sempre i leader sono più di uno. Perché?

R. Ben presto i miei polli si dividono sui valori e sulle forme da dare alla loro organizzazione sociale. Ho già detto che alcuni vagheggiano un “glorioso rimpatrio”, altri si affannano a difendere la purezza del pollo d’allevamento dai rischi che derivano dal confronto con altri stili di vita; altri ancora sognano una palingenesi, vogliono costruire “il pollo nuovo”. Il tutto in un gioco di vanità personali e di fraintendimenti, sotto l’incalzare di pericoli e con il costante rischio che qualcuno voglia privarli, “a fin di bene”, della libertà appena guadagnata.

D. Quali sono le ragioni che spingono un narratore ad ambientare il suo racconto fra animali anziché fra esseri umani?

R. Gli animali parlanti, antropomorfi, sono buffi e permettono di trattare temi forti (la libertà, la democrazia, il contratto sociale, la crisi economica, i conflitti religiosi) con leggerezza e con humour. Il lettore, con il suo carico di idee e di passioni, si specchia nelle vicissitudini degli animali ma non si sente coinvolto in prima persona. Senza volermi paragonare a loro, vorrei ricordare che il greco Esopo, secondo la tradizione, sarebbe stato uno schiavo frigio e il latino Fedro arrivò a Roma come schiavo; entrambi dovevano sapere fin troppo bene che cosa significava essere o non essere liberi e scelsero per primi di far parlare gli animali nelle loro favole.

D. A proposito di questi temi – libertà, democrazia, eccetera – quali sono stati i suoi autori di riferimento?

R. Diciamo quali sono state le mie letture. In anni diversi e in diverse occasioni. I primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Norberto Bobbio, Isaiah Berlin, Hannah Arendt, Zygmunt Bauman. Ma sia chiaro che non stiamo parlando di un saggio, che non sarei stato in grado di scrivere, ma di un divertissement.

D. A quale categoria di lettori si rivolge?

R. La ringrazio per questa domanda perché mi permette di dire che, incalzato e aiutato dallo staff della casa editrice, ho esercitato il massimo sforzo per far sì che questo diventasse un testo adatto a lettori di ogni età, dai ragazzi catturati dal semplice racconto di avventure agli adulti informati che possono cogliere riferimenti alle vicende non soltanto italiane e velate allusioni a personaggi operanti sul palcoscenico della vita politica.

D. Un’ultima domanda. Dopo aver convissuto per tanto tempo con i personaggi di Polli per sempre, continua a nutrirsi con uova e carne di pollo?

R. Sì. Come e più di prima.

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