Confermate le indiscrezioni: il mandato di Federico Motta non sarà ulteriormente rinnovato. Il candidato alla presidenza dell'Aie scelto dal consiglio è Ricardo Franco Levi. Che non avrà un compito semplice...

A Milano, in corso di Porta Romana, si è svolto l’atteso consiglio generale dell’Associazione Italiana Editori, in una fase delicata per la stessa associazione. Come abbiamo raccontato, infatti, il successo del Salone del libro, che si è chiuso lunedì al Lingotto, ineluttabilmente ha riacceso il dibattito su Tempo di Libri, e ha fatto ripartire i botta e risposta tra Milano e Torino, discussioni (e polemiche) che ormai da mesi vedono coinvolti gli editori e la politica.

Le indiscrezioni della vigilia sono state confermate: il mandato di Federico Motta, in scadenza, non sarà ulteriormente rinnovato. Il candidato alla presidenza dell’Aie per il prossimo biennio scelto dal consiglio (con 29 voti a 6) è Ricardo Franco Levi, che sarà nominato formalmente il 28 giugno (qui l’intervista “a caldo” de ilLibraio.it, ndr).

Classe ’49, giornalista (nel 1991 ha fondato il quotidiano L’Indipendente, e oggi collabora con il Corriere della Sera) e politico (prima con l’Ulivo, poi con il Pd), noto nel mondo librario per essere stato il primo firmatario della legge che porta il suo nome e che regola gli sconti in libreria, Ricardo Franco Levi (nell’immagine tratta da Artribune.com, ndr) non avrà un compito semplice: non solo dovrà cercare di ricucire i rapporti all’interno dell’Associazione, dialogare con Roma (nei mesi scorsi non sono mancati i botta e risposta tra il presidente uscente Motta e il ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini), individuare la collocazione più sensata per la seconda edizione di Tempo di Libri (dopo le tante opzioni sentite nell’ultima settimana), ma dovrà anche lavorare a un riavvicinamento tra Milano e Torino, visto anche che in questi mesi è nata anche l’Associazione Amici del Salone, che ha il suo peso e che andrà coinvolta. Chi lo ha votato conta nelle capacità di mediazione dimostrate in passato da Levi, fondamentali per smorzare le tensioni.

Arriva il commento deluso di Motta, contattato dall’Ansa: “In Francia nominano un’editrice, Françoise Nyssen, a ministro della cultura e noi invece nominiamo un politico a presidente dell’Associazione Italiana Editori. Non faccio commenti su Levi. È un amico e una persona chestimo. Ma trovo che un’associazione che non sa esprimere un proprio presidente non abbia più autorevolezza”.

Per l’amministratore delegato di Mondadori Libri Enrico Selva Coddè “quella di Levi è una scelta responsabile. Riteniamo che la sua figura sia adatta a propugnare l’unità dell’associazione, ricucendo spaccature che in momenti così delicati è doveroso cercare di evitare. Quanto a Federico Motta, gli vanno di sicuro riconosciutiil coraggio e il merito di aver dato una scossa agli editori delle diverse categorie, cercando soluzioni e affrontando tematiche all’altezza della reale dimensione dei problemi: ha preso decisioni, messo impegno e si è assunto responsabilità come non sempre è dato vedere. Credo che l’Aie non possa che ringraziarlo”.

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