Autrice di romanzi e racconti riconosciuti come classici del genere horror, Shirley Jackson (1916-1965) torna a essere protagonista in libreria con la raccolta "Paronoia" e su Netflix con la serie "Hill House", tratta da un suo celebre romanzo

Un giorno, a metà degli anni Novanta, Laurence Jackson Hyman, il figlio primogenito della scrittrice Shirley Jackson, apre la porta di casa e trova una scatola di cartone senza traccia del mittente. Dentro, immediatamente riconoscibili dai fogli di carta gialla e dai caratteri della sua Royal, una messe di scritti inediti della madre, morta ormai da trent’anni.

Con Paranoia, Adelphi porta in libreria una raccolta di sketch familiari, stranianti conferenze sull’arte dello scrivere, nonché alcuni dei racconti più inquietanti di quella che viene definita “la maestra di Stephen King“.

paranoia

Quasi in concomitanza con l’uscita del libro, il 12 ottobre debutterà su Netflix la serie Hill House, tratta dal romanzo della stessa autrice, L’incubo di Hill House, sempre pubblicato da Adelphi e considerato tra le storie di fantasmi più importanti del ventesimo secolo.

La vicenda ruota attorno a uno dei classici topos della letteratura dell’orrore: la casa infestata dagli spiriti. Al centro della storia ci sono tre fratelli che hanno vissuto da bambini in quella che sarebbe poi diventata la dimora più inquietante del paese: Hill House. Uno di loro, Steven Crane (interpretato da Michiel Huisman, il Daario Naharis de Il Trono di Spade), ha raggiunto la fama come scrittore di fantascienza proprio raccontando alcuni inspiegabili episodi vissuti nella villa insieme alle sorelle (Kate Siegel ed Elizabeth Reaser). Ora, a distanza di anni, i tre si ritrovano di nuovo in quel luogo, costretti ad affrontare i misteri del loro passato e i segreti nascosti tra le mura cadenti della casa.

I dieci episodi della serie diretta da Mike Flanagan oscillano continuamente tra presente e passato e, attraverso numerosi flashback, portano lo spettatore indietro nel tempo, durante il periodo in cui i fratelli abitavano nella villa insieme ai loro genitori, i coniugi Crane (Timothy Hutton e Carla Gugino).

Nata nel 1916 a San Francisco, in California, e deceduta nel 1965, all’età di quarantotto anni, Shirley Jackson è autrice di romanzi e racconti riconosciuti come classici del genere horror. Nonostante la maggior parte dei suoi personaggi siano fantasmi, streghe e creature sinistre, in realtà le sue storie sono in grado di portare alla luce dinamiche psicologiche che non hanno nulla di soprannaturale.

Celebre, in questo senso, è il racconto La lotteria (Adelphi), apparso sul New Yorker il 26 giugno 1948. Il testo divenne famoso soprattutto per lo scandalo che scoppiò dopo la sua pubblicazione: il giornale fu sommerso di lettere di protesta che insultavano Jackson per il contenuto della sua storia, considerata aberrante e oltraggiosa.

La lotteria racconta l’usanza di una piccola cittadina del New England, secondo la quale ogni anno, il 27 giugno, una persona tra gli abitanti viene estratta a sorte per poi essere lapidata da tutti gli altri. La narrazione è costruita in modo che soltanto alla fine si scopre cosa succederà alla persona sorteggiata e, al di là della violenza della scena, il racconto rivela la crudeltà degli esseri umani e il bisogno di trovare sempre qualcuno da sacrificare come capro espiatorio.

Dato che all’epoca non esisteva sul New Yorker una distinzione tra articoli di cronaca e narrativa, tanti lettori si convinsero che la storia fosse vera. Per questo le loro reazioni furono ancora più forti e sconcertate. Il giornale pubblicò allora un messaggio per togliere ogni dubbio, scrivendo che il racconto di Jackson era “solo una favola… L’autrice ha scelto una cittadina senza nome per mostrare come, in un microcosmo, le forze dell’aggressività, della persecuzione e dello spirito di vendetta sono una tradizione perenne dell’umanità e come i loro obiettivi siano scelti senza una vera ragione”.

 

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