Da “Shining” a “Il miglio verde”, da “It” a “Le ali della libertà”, passando per “Misery non deve morire”, le opere di Stephen King sembrano essere le favorite dai registi per trarne adattamenti televisivi e cinematografici: lo scrittore americano, considerato il "Maestro dell’Horror", non è soltanto un bestseller garantito, ma anche una continua fonte d’ispirazione per gli schermi. Attraverso romanzi, racconti e pellicole, su ilLibraio.it un approfondimento dedicato all’opera di un autore di culto, dal suo primo libro, “Carrie”, del 1974, fino a “La lunga marcia” e la serie di romanzi “La torre nera”, i titoli più famosi dello scrittore e i loro adattamenti per grande e piccolo schermo...

Autore di racconti e romanzi horror, thriller, fantasy, e sci-fi tradotti in tutto il mondo, Stephen King, americano, classe 1947, è lo scrittore di culto per eccellenza, con più di 500 milioni di copie vendute.

King è un autore estremamente prolifico, ha una sessantina di romanzi al suo attivo, circa 200 racconti pubblicati in diverse raccolte e, sin dall’uscita del suo primo libro, Carrie (Bompiani, traduzione di B. Gasperini), la sua fama non ha conosciuto battute d’arresto, anche grazie all’incredibile fortuna che le sue opere hanno conosciuto al cinema e in televisione: dai libri di Stephen King sono stati tratti numerosi adattamenti cinematografici, pellicole come Shining, It, Le ali della libertà e Il miglio verde, film cult ispirati a romanzi e racconti dello scrittore che, più di ogni altro, ha ispirato registi e produttori.

Una caratteristica, questa, che si è manifestata fin dal primo romanzo pubblicato dall’autore, Carrie (Bompiani, traduzione di B. Gasperini), la storia di una ragazza all’ultimo anno di liceo che si trova in difficoltà a interagire con i suoi compagni dopo aver passato la gran parte della sua vita rinchiusa in casa per volere della madre, un’integralista cattolica; ma Carrie non è come i suoi compagni, è dotata di capacità telecinetiche che daranno il via a un’inquietante svolta nella sua vita, proprio quando le sue compagne sembrano, finalmente, dimostrarle un briciolo di gentilezza. Inizialmente pensato come un racconto, Carrie divenne un romanzo grazie all’incoraggiamento della moglie di King, Tabitha, che lo aiutò a sviluppare il punto di vista femminile della narrazione e lo convinse a sottoporlo a un editore; due anni dopo, nel 1976, il libro divenne un film, intitolato Carrie. Lo sguardo di Satana, diretto e prodotto da Brian De Palma. Lo stesso romanzo ha ispirato altri tre film, il sequel Carrie 2. La furia, del 1999, e due remake, Carrie nel 2002 e Lo sguardo di Satana. Carrie nel 2013.

Pochi anni dopo, nel 1977, ancora agli albori della sua carriera, Stephen King diede alle stampe un testo destinato a conoscere un enorme successo, tanto in libreria quanto al cinema: Shining (Bompiani, traduzione di A. Dell’Orto), da cui è tratta l’omonima pellicola di Stanley Kubrick del 1980, interpretata da Jack Nicholson, grande cult del cinema horror.

Per quanto leggermente diversi tra di loro, sia il film sia il romanzo parlano di uno scrittore, Jack, ispirato allo stesso King, che, vedendo naufragare la sua carriera, decide di recarsi con la moglie Wendy e il figlio Danny in un gigantesco albergo sperduto tra le montagne del Colorado, dove farà da guardiano invernale dello stabilimento, un luogo sinistro che è stato palcoscenico di numerose morti sospette e suicidi. Come scosso dalla presenza umana, l’albergo sembra prendere vita propria e sopraffare i personaggi con la propria energia negativa, una vera e propria forza del male capace di sottomettere completamente Jack, ma non il figlio Danny, dotato di poteri sovrannaturali.

La lunga marcia Stephen King libri

Pubblicato nel 1979 sotto lo pseudonimo Richard Bachman, La lunga marcia (Sperling & Kupfer, traduzione di B. Della Frattina) si ambienta in un futuro prossimo e distopico negli Stati Uniti d’America, dove ogni anno un governo totalitario di stampo militare organizza una marcia dai confini canadesi fino a Boston; lungo il percorso, intrapreso da cento volontari, le regole sono ferree: basta cadere a terra o sentirsi male per venire abbattuti senza esitazione. Il film, che per anni si è vociferato fosse in arrivo, è stato definitivamente annunciato ad aprile 2018 dal produttore James Vanderbilt.

Ambientato, come la gran parte dei libri di Stephen King, in una piccola cittadina di provincia, La nebbia (pubblicato nella raccolta Scheletri, Sperling & Kupfer, traduzione di T. Dobner) narra di un gruppo di persone che si trovano rinchiuse in un supermercato, mentre intorno a loro una strana nebbia avvolge il paese, nascondendo creature che rapiscono e uccidono chiunque si avventuri al di fuori dell’edificio. Il supermercato, che sembrava un luogo sicuro, diventa invivibile quando la paura prende il sopravvento di tutte le persone che vi sono rinchiuse, una paura angosciante che viene resa alla perfezione anche nell’omonimo film di Frank Darabont, uscito nel 2007.

Sempre di Frank Darabont, grande amante dei libri di King, è il film Le ali della libertà, del 1994, interpretato da Tim Robbins e Morgan Freeman, tratto dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank (1982), pubblicato all’interno della raccolta Stagioni diverse (Sperling & Kupfer, traduzione di P. Formenti, B. Amato e M. B. Piccioli).

Racconto e film mettono in scena la straordinaria amicizia nata tra due uomini tra le mura di un carcere spietato, dove sembra impossibile tenersi stretta anche la più piccola parte di umanità: Andy, che si dichiara innocente, cambierà per sempre la vita di Red, che gestisce il contrabbando della prigione, e di tutti gli altri detenuti, insegnando loro quanto sia importante non perdere mai la speranza, anche, e soprattutto, quando ogni motivo per continuare a sperare sembra perduto. Tanto il racconto quanto il film sono estremamente brutali nel rappresentare la violenza e la crudeltà disumana che si annidano tra le mura del carcere, un luogo dove l’uomo sembra farsi bestia, rendendo ancora più soddisfacente per il lettore e per lo spettatore l’inatteso colpo di scena che conclude la vicenda.

Pietra miliare della letteratura horror, It (Sperling & Kupfer, traduzione di T. Dobner) è il romanzo che può essere identificato come la causa prima del terrore che incutono clown e pagliacci, diventati per molti simbolo sinistro dell’orrore da allora in poi: il libro mette in scena un gruppo di ragazzini, il ‘club dei perdenti’, perseguitati mostro mutaforma capace di assumere l’aspetto delle loro più grandi paure; alle prese con traumi infantili rimasti impressi nella memoria, il gruppo si ritrova ad affrontare il mostro e il passaggio all’età adulta, che si rivela altrettanto spaventosa.

Pubblicato per la prima volta nel 1986, e diventato rapidamente uno dei più famosi libri di Stephen King, nel 1990 il romanzo è stato trasformato in una miniserie televisiva dal regista Tommy Lee Wallace. Tanto il libro quanto la sua versione per gli schermi sono grandi classici: non a caso nel settembre 2017 è uscito al cinema un nuovo adattamento dello stesso romanzo: It, primo di due capitoli diretti da Andy Muschietti, il secondo dei quali è atteso nelle sale a settembre 2019.

Horror psicologico basato sul rapporto fanatico che una lettrice sviluppa nei confronti di un personaggio creato dal suo scrittore preferito, Misery (Sperling & Kupfer) narra la storia di Paul Sheldon, autore di romanzi vittoriani, che viene rapito da una fan delle sue opere, determinata a costringerlo a resuscitare il personaggio di Misery Chastain, a qualsiasi costo.

Il libro, uscito nel 1987, divenne un film nel 1990, diretto da Rob Reiner e interpretato da James Caan e Kathy Bates, che per quel ruolo vinse l’Oscar come miglior attrice.

Pubblicato dall’autore a puntate nel 1996 e successivamente riunito in un unico volume, Il miglio verde (Sperling & Kupfer, traduzione di T. Dobner) è un romanzo che potrebbe essere avvicinato al filone del realismo magico. Adottando il punto di vista di una delle guardie, Stephen King mette in scena l’ala di un carcere dove i detenuti aspettano la pena di morte e, tra questi, un gigantesco afroamericano, accusato di aver violentato e ucciso due bambine, dotato di un’empatia rara e prodigiosi poteri di guarigione. Tra le mura e le sbarre, guardia e detenuto sviluppano un’intesa imprevista, che cambierà per sempre la vita del protagonista. Nel 1999 Frank Darabont ne ha tratto un film, Il miglio verde, interpretato da Tom Hanks nei panni del protagonista; la pellicola si aggiudicò quattro nomination agli Oscar, compresa quella come miglior attore non protagonista per il ruolo del detenuto, interpretato da Michael Clarke Duncan.

E non finisce qui. Qualcuno, magari, ricorderà la commovente scena di Friends in cui Joey e Rachel, accoccolati sulla poltrona, guardano insieme Cujo, un film horror del 1983 diretto da Lewis Teague, tratto dall’omonimo romanzo di King uscito nel 1981. Oppure, più recentemente, il film del 2017 La torre nera, diretto da Nikolaj Arcel  e tratto dal primo di una serie di otto romanzi pubblicati negli anni ottanta, a loro volta ispirati dalla scrittura di Tolkien e dai film western di Sergio Leone. E come dimenticare Stand by me. Ricordi di un’estate, le spericolate avventure di quattro ragazzini nell’estate prima del liceo, un film del 1986 diretto da Rob Reiner e tratto da Il corpo, uno dei racconti della raccolta Stagioni diverse. Oppure ancora il film del 2004, Riding the bullet. Passaggio per il nulla, diretto da Mick Garris e tratto da un racconto che Stephen King rese disponibile online, poi pubblicato nella raccolta Tutto è fatidico (Sperling & Kupfer, traduzione di T. Dobner). La miniserie televisiva del 2016 11.22.63, prodotta e interpretata da James Franco, tratta dall’omonimo libro di Stephen King, in cui un uomo si ritrova a viaggiare indietro nel tempo, nel tentativo di sventare l’omicidio di Kennedy. E tanti altri ancora andrebbero menzionati, come Gli ultimi giorni di Salem, L’ultima eclissi, Cell, Il gioco di Gerald. Diversi sono anche i remake in arrivo, come Pet Sematary (diretto da Kevin Kolsch e Dennis Widmyer, previsto nelle sale per il 9 maggio) e L’incendiaria (diretto da Fatih Akin).

Tutto questo senza prendere in considerazione i nuovi adattamenti tratti dai libri di Stephen King già annunciati e molto attesi dal pubblico, come In the tall grass (diretto da Vincenzo Natali per Netflix), Buick 8 (diretto da William Brent Bell), Doctor Sleep (sequel di Shining diretto da Mike Flanagan e interpretato da Ewan McGregor), Tommyknockers. Le creature del buio (previsto per il 2020), L’ombra dello scorpione (che diventa una miniserie da dieci episodi diretta da Josh Boone), La lunga marcia (diretto da James Vanderbilt), Il talismano (che verrà diretto dal Mike Baker di The Handmaid’s tale) e Revival (di cui si sa ancora molto poco).

Nel frattempo, prolifico come sempre, Stephen King non smette di scrivere e pubblicare libri: la sua ricetta per diventare scrittori si basa sulla dedizione costante, quotidiana, e richiede di dedicare tra le quattro e le sei ore al giorno a leggere e scrivere, ponendosi un obiettivo minimo di pagine da raggiungere. Un metodo che, negli anni, sembra averlo ben ripagato, vista la quantità di opere che ha dato alle stampe, fornendo sempre più materiale a registi e produttori. Il suo romanzo più recente, Elevation (Sperling & Kupfer, traduzione di L. Briasco), narra di uno scrittore affetto da una strana malattia: secondo la bilancia sta perdendo peso, ma il suo aspetto fisico non cambia di una virgola. Nel caso di quest’ultimo romanzo pare che i diritti per trarne un film non siano stati acquistati, almeno non ancora…

Commenti