Ha insegnato agli italiani a cucinare, è stata la pioniera delle ricette sui giornali e in tv, una vera apripista. L’ultima battaglia che ha combattuto è stata quella contro la depressione - Il ritratto di Suor Germana, morta all'età di 81 anni

Prima che diventasse suor Germana e vendesse milioni di copie con i suoi ricettari, Martina Consolaro era una bimba poverissima, nata a Crespadoro, nel Vicentino, il 3 luglio 1938, da padre boscaiolo e madre contadina, che, una volta presi i voti, ai fornelli neanche ci pensava. Tant’è che quando nel 1958 le Suore del Famulato, l’ordine religioso cui apparteneva, le dissero che avrebbe insegnato a cucinare ai corsi per fidanzate si mise a piangere perché non voleva. Poi lo fece, per obbedienza: “Dopo un po’”, aveva confidato nel 2018 al settimanale Credere, “mi resi conto che potevo mettere a frutto la mia esperienza: le ragazze di città non sapevano nemmeno rompere un uovo mentre io, figlia di contadini, avevo imparato a preparare da mangiare con quello che c’era a disposizione”.

agenda di suor germana 2020

È il motto che accompagnerà il suo successo: “Dove non arriva il portafoglio arriva il cervello”. Suor Germana se n’è andata sabato scorso a 81 anni in una casa di riposo vicino a Caronno Varesino dove viveva alzandosi tutte le mattine prestissimo per scrivere i testi della sua Agenda. Ha insegnato agli italiani a cucinare, è stata la pioniera delle ricette sui giornali e in Tv, l’apripista per tutti quegli chef stellati, giornalisti e personaggi dello spettacolo che oggi imperversano ovunque e uniscono ai piatti i loro volti di personaggi famosi. Insomma, ci mettono la faccia. Esattamente quello che suor Germana cominciò a fare nei primi anni Ottanta quando ai consigli culinari univa la sua fede e sapienza di vita: “Il cuore è vicino allo stomaco”, ripeteva alle ragazze, “e se saprete farlo felice a tavola ci sarà armonia in famiglia”.

I suoi libri, a cominciare da Agenda Casa (è uscita anche quella 2020), da dove occhieggiava il suo volto incorniciato dal velo candido, sono entrati nelle case di tutti. Il suo primo ricettario lo scrisse nel 1983, era il celeberrimo Quando cucinano gli angeli (32 ristampe), cui fece seguito, a partire dal 1987, la pubblicazione annuale dell’Agenda di suor Germana, pubblicata dalla DeAgostini, suo editore dal 2001. In tutto ha scritto una ventina di volumi.

Ha collaborato con Radio Maria e con la rivista Famiglia Cristiana dove teneva una rubrica seguitissima, è stata ospite di numerose trasmissioni televisive: Mi manda Lubrano, Forum, I fatti vostri, Che fai mangi?, con Enza Sampò, Uno Mattina, Domenica In, Cominciamo bene e persino, nel 1999, il Festival di Sanremo condotto da Fabio Fazio. Il suo ultimo libro La vita e le ricette di Suor Germana (Editoriale Programma) è insieme ricettario e autobiografia, secondo la collaudata formula che l’ha portata al successo e che dopo le avrebbero copiato tutti. Suor Germana ha inventato più di tremila ricette. Se i cuochi si opponevano si arrangiava lei, come con il risotto dell’eremita: “Il ristorante”, spiegò a Repubblica, “non voleva darmi la ricetta, quindi mi son fatta portare un’altra portata e l’ho assaporato per bene. Era semplicissimo: soffritto con trito di erbe aromatiche e aggiunta di scampi bolliti. Infine un bicchierino di cognac per gli scampi, che son stati in mare tutta la vita, almeno in morte…”.

La cucina di famiglia. Il ricettario di suor Germana

I menu da lei proposti erano semplici, a misura di famiglia (Quando la moglie è al mare, Quando sbagli le dosi) ed economici: “Ho battuto Gianfranco Vissani in una gara in tv: dovevamo preparare un menu a 10 euro. Lui disse che con quei soldi non avrebbe neanche fatto sentire l’odore della sua carta. Contento lui“.

Suor Germana aveva capito che grazie alle ricette poteva allargare e sostenere anche economicamente il suo apostolato. Come quello che la vede coinvolta in un progetto ambizioso: con i domenicani Angelico Ferrua e Giordano Muraro fonda a Torino il Punto Familia, un’iniziativa pionieristica di sostegno al matrimonio cristiano, con corsi per fidanzati ma anche l’assistenza di professionisti quali psicologi, medici e mediatori familiari. “Una volta”, aveva raccontato a Credere, “viene una donna e mi racconta che il marito la picchiava e continuava a metterla incinta. Da poco papa Paolo VI aveva pubblicato l’Humanae vitae (l’enciclica dedicata all’amore coniugale, che esclude la contraccezione, ndr) e lei non voleva disobbedire. Ma io le ho detto: “Non preoccuparti, con un marito ubriaco devi prendere la pillola! Con il Papa ci parlo io”. Con il Punto Familia diceva di aver salvato centomila matrimoni: “Tra le lettere di ringraziamento delle coppie ricongiunte e le visite di quelle che hanno resistito al divorzio grazie ai miei consigli, la cifra è quella”.

L’ultima battaglia che aveva combattuto era stata quella contro la depressione che l’aveva colpita nel 2002 e dalla quale n’era uscita: “La depressione”, ha raccontato a Credere, “è una malattia brutta e si sta veramente male. Non mi vergogno a dirlo: sono arrivata a pensare di farla finita. Si soffre anche perché molti non capiscono che è una vera malattia. Non serve a niente dire: ‘Dai, tirati su, non ci pensare’. Per uscirne ci vogliono dottori e medicine. Ma a conti fatti ringrazio il Signore: ho capito meglio cosa provano quelli che soffrono”.

 

 

 

 

 

 

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