“Renton, c’est moi!”, potrebbe esclamare Irvine Welsh a proposito del suo personaggio più celebre (e celebrato), il protagonista di "Trainspotting" e di altri romanzi, tra cui il nuovo "Morto che cammina", ambientato venticinque anni dopo l'affare dell'eroina e che vede i protagonisti alle prese con nuove vite... - L'approfondimento dedicato ai libri di un autore di culto

“Renton, c’est moi!”, potrebbe esclamare Irvine Welsh a proposito del suo personaggio più celebre (e celebrato), il protagonista di Trainspotting e di altri romanzi, tra cui il nuovo Morto che cammina (Guanda, traduzione di Massimo Bocchiola).

Intervistato dal Guardian la scorsa primavera, lo scrittore scozzese, da anni residente a Miami, ha ammesso di “scrivere con più consapevolezza” quando elegge Renton a narratore dei suoi libri, proprio come nel caso di Trainspotting, il romanzo del 1993 che lo ha reso un autore di culto. E un emblema degli anni Novanta, anche grazie al successo della trasposizione cinematografica diretta nel 1996 da Donny Boyle – e che vede Ewan McGregor nei panni di Renton.

I richiami all’autobiografia di Irvine Welsh in Trainspotting non mancano: ambientato a Leith, nel quartiere portuale di Edimburgo, il libro racconta le vicende di un gruppo di ragazzi della classe operaia dipendenti dall’eroina. Anche Welsh è nato a Leith, da madre cameriera e padre portuale, e a vent’anni, per diciotto mesi, ha fatto uso di eroina. Della giovinezza dei suoi protagonisti, e forse un po’ anche della sua, scrive anche nel prequel di Trainspotting, Skagboys, pubblicato nel 2012, sempre da Guanda, come tutti i suoi romanzi.

In Morto che cammina ritroviamo i quattro amici invecchiati di venticinque anni. Renton ha chiuso con l’eroina e fa il dj, come lo stesso Welsh che, dopo il successo del suo esordio, ha viaggiato per l’Europa suonando nei club.

“Ha finalmente successo: desiderava accadesse, ma non si sente davvero realizzato”, spiega l’autore sempre al Guardian riguardo al suo personaggio. “Una situazione comune a molte persone”.

Bigbie, invece, vive a Los Angeles dove fa l’artista: un richiamo al buen ritiro americano di Welsh nell’altrettanto soleggiata Florida?

Nonostante Trainspotting sia il suo successo più grande – un sondaggio tra i clienti della catena di librerie Waterstones lo ha piazzato al decimo posto nella classifica dei migliori libri britannici del Ventesimo secoloIrvine Welsh continua a sfornare romanzi e collaborazioni con tv e cinema.

Come T2 Trainspotting, sempre diretto da Boyle e con il cast del primo film – Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner -, e tratto da Porno, il primo dei sequel del romanzo, pubblicato nel 2002.

Dieci anni dopo l’affare dell’eroina di Trainspotting, Renton vive ad Amsterdam. Incontrati di nuovo i vecchi amici, i rancori vengono messi ben presto da parte davanti alla possibilità di un nuovo business, quello della pornografia.

Dell’attività di produttore di porno di Sick Boy Welsh scrive anche in Godetevi la corsa, che ha come protagonista Gas Terry Lawson, tassista superdotato e attore per film vietati ai minori.

Invece, dedicato allo stupendamente disturbato Bigbie, è L’artista del coltello: dopo anni in America sotto il nome di Jim Francis, lo psicopatico torna in Scozia per il funerale del figlio e la sua follia omicida non può che risvegliarsi.

In tutti i romanzi che ruotano attorno ai protagonisti di Trainspotting – e non solo – Irvine Welsh continua a raccontare una mascolinità distruttiva fatta di sbronze, scopate, truffe, affari loschi, tradimenti e menzogne. Ad accompagnarla, scene crude quanto lo stile – ormai iconico – di Welsh. Un mix che è diventato simbolo degli anni Novanta attraverso la lente dell’arte britannica, un periodo e una prospettiva sempre più celebrati dalla cultura pop di oggi.

Commenti