Ci sono idee per single, coppie, ragazzi, pensionati e famiglie. A dimostrazione che la sharing economy non è solo un fenomeno per trentenni urbanizzati carichi di entusiamo e di smartphone. In prossimità delle vacanze, si può iniziare a pensare a metodi alternativi per trascorrere l’estate, spendendo meno (o non spendendo affatto). Ecco alcuni suggerimenti (dall'esperta in materia)

Ci sono idee per i single, per le coppie, per i ragazzi, per i pensionati e per le famiglie. A dimostrazione del fatto che la sharing economy non è soltanto un fenomeno per trentenni urbanizzati carichi di entusiamo e di smartphone: sotto al cappello a falde larghe delle pratiche collaborative c’è spazio per tutti.  E allora, in prossimità delle vacanze, si può iniziare a pensare a metodi alternativi per trascorrere l’estate, spendendo meno (o non spendendo affatto) e, soprattutto, regalandosi il privilegio di un rapporto diverso con la propria destinazione. Un modo per essere viaggiatori, e non semplici turisti.

-Couchsurfing, ovvero fare surf sui divani. E cioè chiedere e offrire ospitalità ad altri, incontrati sulla piattaforma (www.couchsurfing.com). È il più famoso dei siti internet nella categoria “scambi senza denaro”, con 10 milioni di persone iscritte in ogni parte del globo.
Come si usa? Intanto, bisogna essere disposti davvero a condividere tempo e spazio con gli altri: il couchsurfing non è un modo per trovare un posto letto a costo zero, bensì un rapporto – lungo o breve non importa – che si instaura con le persone. Poi si compila un profilo sul sito, fornendo informazioni su di sé e sui propri gusti.
A questo punto non resta che digitare la città in cui si è diretti e consultare i profili degli iscritti alla piattaforma in quel posto. È importante chiedere ospitalità a chi, per qualsiasi ragione, si sente affine, facendoglielo presente quando si spedisce la richiesta. Per il resto, non ci sono regole. Gli aderenti al couchsurfing offrono divani, camere e intere dependance, a seconda della casa e della disponibilità che hanno. Quel che conta non è tanto lo spazio, ma l’intenzione.

Scambio Casa. Quanto sarebbe bello avere un posto dove stare in ogni città? Per chi non si concentra troppo sul concetto di possesso, è già così. Esistono piattaforme dedicate allo scambio casa (per esempio www.scambiocasa.com/it/, ma ce ne sono parecchie), in cui gli iscritti mettono a disposizione di altre famiglie il proprio spazio, e in cambio vanno nel loro. Già, un po’ come nei film.
L’iscrizione annuale alla piattaforma ha un costo (normalmente nell’ordine di poche decine di euro, certamente meno di una notte in hotel per l’intera famiglia) e per finalizzare lo scambio serve un po’ di impegno. Bisogna intanto rendere appetibile casa propria agli altri, descrivendole e corredando la descrizione con foto, poi presentare se stessi e infine inviare una serie di richieste ad altre famiglie. Il risultato del processo, che richiede un po’ di impegno e di buona volontà, è trovarsi in un’altra città, nazione o magari persino continente, potendo contare su una casa vera, attrezzata per una famiglia, in cui cucinare, dormire, fare il bucato e guardare la tv. In vacanza, ma sentendosi come uno del posto.

House sitting. “Cercasi custode di casa su due piani, aria condizionata e tutti i confort, a Bangkok, Thailandia, dal 3 al 21 luglio”. Questo è il tenore dei messaggi che fanno capolino nella posta elettronica quando si è iscritti a una piattaforma di house sitting (per esempio mindmyhouse.com), e cioè quando ci si offre per fare da guardiani alle case (o agli animali) di altre persone quando vanno in vacanza.
Le offerte sono sensazionali: da Panama alla Thailandia, passando per la Toscana, l’Inghilterra e gli Stati Uniti, la richiesta è altissima. I contratti di house sitting prevedono di norma che le parti si accordino su quali sono le incombenze che spettano ai custodi (specialmente se si tratta di curare gli animali) e le mettano per iscritto. I rischi sono ridotti al minimo dalle scritture private e dalle coperture assicurative che vengono offerte dai siti che consentono lo scambio. Ovviamente, ci si può proporre come house sitter in coppia: nel mondo anglosassone custodire le case degli altri è considerato un modo per girare il mondo, praticamente agratis, dopo essere andati in pensione.

B&B baratto. Andare in vacanza in un vero bed and breakfast e pagare col baratto al posto che con la moneta. Può fare sentire un po’ strani anche i più pionieri dello sharing, ma non c’è n’è bisogno: sono gli stessi bed and breakfast a segnalare che accettano altre forme di compensazione rispetto a quella economica. Di bed and breakfast di questo tipo ce ne sono centinaia in tutta Italia (qui la lista http://www.barattobb.it) e ogni gestore scrive sulla pagina quello che potrebbe fargli comodo. Tra le cose più richieste ci sono prodotti tipici del territorio (frutta, olio, miele, vino), servizi fotografici e pubblicitari, lavoretti nella tenuta (come imbiancature e piccole riparazioni) e anche scambi di ospitalità con altre strutture.  Anche chi pensa di non avere niente da barattare, tuttavia, non deve scoraggiarsi: i bed and breakfast invitano i potenziali ospiti a far loro proposte, usando un po’ di iniziativa e di creatività.

Work away. Imparare una lingua, entrare in una cultura straniera, conoscere persone nuove che diventino un po’ come una seconda famiglia: queste sono le prospettive di chi partecipa a Work away (www.workaway.info). Sul sito persone di tutto il mondo offrono ospitalità gratuita in casa loro a chi si offra di dare una mano con lavoretti domestici o nelle proprie tenute: si può trovare una sistemazione nel Sud della Spagna per un mese, in cambio di 4 ore al giorno nel maneggio dei gestori, o di qualche settimana in una guest house giapponese in cambio di un aiuto a servire le colazioni e a rifare i letti. Sul sito (molto ben organizzato) i potenziali host si presentano e raccontano di cosa hanno bisogno: chi vuole candidarsi può scrivere e proporsi. Ci vuole qualche email, e magari qualche conversazione su Skype, per iniziare a conoscersi e stipulare un accordo. A quel punto non resta che partire per un’estate insolita.

*Gea Scancarello, l’autrice di questa guida, ha pubblicato con Chiarelettere Mi fido di te che, attraverso una serie di storie reali, racconta la rivoluzione della sharing economy

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