A 10 anni da “Caos calmo”, lo scrittore torna con “Terre rare”, il seguito. E ne parla con Il Libraio: "Il protagonista? Un uomo esemplare di come sia impossibile essere uomini esemplari"

A nove anni dall’uscita di “Caos calmo”, romanzo  pubblicato nel 2005 (da cui è stato tratto un film diretto da Antonello Grimaldi e interpretato da Nanni Moretti) e vincitore del premio Strega l’anno dopo, Sandro Veronesi ha scelto di tornare a raccontare il suo anti-eroe più riuscito, Pietro Paladini, che ritroviamo  alla ricerca della pace improvvisamente perduta, o forse mai davvero conquistata… In poche ore, infatti, infatti, Pietro ha perso  il controllo della propria vita. E ha deciso di fuggire…

Veronesi, quando ha scritto “Caos calmo” aveva già in mente il seguito?
“No di certo. Non sono mica J.K. Rowling… È stato già un miracolo finire Caos calmo, figuriamoci se andavo a cercar rogna con un seguito. L’idea di riprendere in mano il personaggio di Pietro Paladini per un successivo romanzo è nata due anni dopo la pubblicazione di Caos calmo, quando uscì il film di Antonello Grimaldi e io ero già impegnato a scrivere XY. ‘Ma guarda’, ho pensato, ‘Paladini è ancora lì’…”.

Cosa l’attrae di un personaggio come Pietro Paladini?
“Il fatto che sia – come si dice – ‘uno di noi’. Tende al bene, ma non riesce a non fare male. Uomo retto, si ritrova improvvisamente nell’illegalità. Autocritico ma anche autoindulgente. Più tendente alla rimozione che all’espiazione. Un uomo esemplare di come sia impossibile essere uomini esemplari”

Anche da “Terre rare” (Bompiani) sarà tratto un film?
“È un po’ presto per dirlo”.

In Sandro Veronesi cos’è cambiato, a livello stilistico e nell’approccio alla scrittura, nei quasi dieci anni che separano l’uscita dei due romanzi?
“Non lo so. So che non è questa l’occasione giusta per misurarlo, dato che ho fatto un certo sforzo a recuperare la voce di dieci anni fa. So che forse questa volta ho preteso che questa voce – e dunque la narrazione – risultasse più ‘definita’ che in Caos calmo. Più pixel, ecco”.

Dopo il trionfo del 2006, tornerebbe al premio Strega con questo nuovo libro?
“E perché dovrei? Lo so che non è vietato dal regolamento, ma se nessuno che abbia vinto quel premio ci si ripresenta, una ragione ci sarà”.

 

ps. non a caso, alcuni giorni dopo quest’intervista, il Corriere della Sera ha anticipato che, insieme a Dacia Maraini, Sandro Veronesi presenterà al premio Strega 2015 la candidatura di Mauro Covacich, passato recentemente a Bompiani (pubblicava con Einaudi) e autore della raccolta di racconti “La sposa”

 

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