Sempre più realtà dialogano con i clienti su Facebook. E su Twitter i librai prendono posizione sui problemi del settore... - Interviste

Negli ultimi anni il mestiere del libraio è cambiato. Oggi la categoria non solo deve far fronte al calo generale delle vendite, ma deve anche convivere con le grandi trasformazioni che digitale e web hanno portato nel mondo dei libri. La rete, però, può rappresentare anche un’opportunità. E a questo proposito, da Nord a Sud, molti librai italiani stanno dimostrando di saper stare al passo coi tempi. Lo conferma, ad esempio, la crescente attenzione rivolta ai social network.

I librai usano Facebook e Twitter (meno altri social come Google+ Pinterest) spesso con buoni risultati, sia per comunicare iniziative o promozioni, sia per dialogare con i clienti, anche grazie alla condivisione di immagini e video. L’obiettivo è far crescere comunità di appassionati attorno alla propria libreria, e i risultati migliori arrivano nei casi in cui si va oltre il marketing tradizionale e in cui si costruisce un autentico reciproco “ascolto”.

A Catania, da oltre mezzo secolo, le due librerie Cavallotto, pioniere del “self service”, rappresentano un punto di riferimento in città, e quest’anno festeggiano 60 anni di attività. Anna, una delle tre sorelle Cavallotto che, insieme alla madre, le gestiscono, ci spiega: “Nei nostri negozi organizziamo laboratori per bambini, incontri per gli autori, corsi, che promuoviamo sulle nostre pagine sui social (oltre 4mila i fan solo su Facebook, ndr), e i nostri clienti apprezzano questo tipo di comunicazione. Ma non condividiamo solo appuntamenti o promozioni. Segnaliamo anche link interessanti, e facciamo attività di co-marketing“. Anna Cavallotto, che fa parte del direttivo nazionale dell’Associazione Librai Italiani , ci parla poi del ruolo del sito delle librerie e della newsletter: “Periodicamente inviamo mail a circa 30mila contatti, tutti clienti che vivono nel nostro territorio”.

Restiamo in Sicilia, per sottolineare il grande lavoro che la Modusvivendi di Palermo fa su  Twitter, dove può contare su oltre 5mila follower e dove quotidianamente si inserisce nelle conversazioni tra lettori e addetti ai lavori grazie agli hashtag.

Ci spostiamo a Nord, a Reggio EmiliaGiulio Saltarelli è social media manager e web content manager della Libreria All’Arco, e in Italia è tra i punti di riferimento quando si parla di comunicazione via Facebook legata alle librerie (vedi la recente promozione dell’hashtag #altrocheamazon). Ha cominciato tre anni e mezzo fa, ottenendo crescenti risultati nel tempo: “Il consiglio che do ai miei colleghi è di usare i social network in modo non convenzionale. Si deve lavorare di fantasia. L’obiettivo è semplice: creare una comunità in rete  e portare nuovi clienti in negozio“. Ma come riuscirci? “Su Facebook la semplice promozione di una presentazione o di un libro funziona poco. Tra l’altro, l’algoritmo penalizza le pagine fan che non comprano visibilità. Meglio, quindi, inventarsi cose nuove”. Un esempio? “Ha riscosso successo il concorso ‘Scatta un libro’, tanto che stiamo lavorando alla terza edizione, in collaborazione con il gruppo GeMS e con voi de Il Libraio. Le prime due sono andate bene, e abbiamo collaborato con il Festival della fotografia che si tiene a Reggio Emilia e con il Comune, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa, oltre che con la Rizzoli. Proponiamo ai nostri ‘fan’ di  scattare una foto che racconti un libro. E da questo gioco è nata anche una mostra“.

E sempre a proposito di librerie che si muovono bene in rete, come non citare “Il mio libro” di Milano, dove Cristina Di Canio si è inventata il “libro sospeso”, idea diventata subito virale?

Molti librai, oltre al profilo social ufficiale del proprio negozio, in rete utilizzano anche le pagine personali, prendendo spesso posizione sulle discussioni in corso nel mondo dell’editoria (sconti, ascesa dei portali di e-commerce, leggi sul libro…). Tra questi ultimi, il cagliaritano Patrizio Zurru (che nel 2005 ha fondato Piazza Repubblica Libri e che, con la casa editrice Marcos y Marcos, ha ideato “Letti di Notte”) e, ovviamente, anche Alberto Galla, presidente dell’Associazione Librai Italiani: “Preciso che su Twitter dico la mia a titolo personale (al momento l’Ali non ha un suo profilo, mentre ne ha uno su Facebook, ndr). Sul web mi capita di scambiare vivaci pareri con i colleghi sui problemi che vive il nostro settore“.

Al presidente dell’Ali chiediamo anche dell’uso dei social da parte delle librerie italiane: “Vedo molto dinamismo” – sottolinea il proprietario delle librerie Galla, la cui famiglia, vicentina, ha cominciato a lavorare nel settore nel lontano 1880. “Naturalmente le più attive in rete sono le librerie gestite da giovani, e ho notato che su Facebook ottengono molto successo le librerie per ragazzi“.

Sui social network non si trovano solo le pagine delle librerie indipendenti, ma anche quelle delle librerie di catena, come pure dei negozi in franchising. A volte, però, in questi spazi virtuali l’aggiornamento, come pure il dialogo con i lettori, risulta meno intenso. Forse non è un caso…

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