Doppio ritorno in librerie per lo scrittore Andrea Vitali, che al Libraio svela che...

Doppio ritorno in libreria per il prolifico Andrea Vitali. Esce infatti per Garzanti “Biglietto, signorina”, divertente romanzo (ambientato ancora una volta a Bellano) che ci porta nel bel mezzo dell’Italia della ricostruzione, alle prese con la ritrovata libertà. Negli stessi giorni, Salani propone un altro libro scritto dallo stesso autore di “Almeno il cappello”, per citare uno dei suoi tanti bestseller: in “Di impossibile non c’è niente” Vitali propone ai ragazzi una riflessione sull’importanza delle  tradizioni e dell’ecologia.

Ma, come racconta lo scrittore al Libraio, il suo approccio alla scrittura non cambia tra quando scrive per gli adulti e quando lo fa per i più piccoli: “Non ho mai avuto altro obbiettivo, scrivendo, se non quello di giungere alla fine della storia, una fine compatibile con il suo inizio e il suo svolgimento. Ciò significa che non ho mai pensato al lettore, il che vuol dire che l’ho sempre tenuto presente”.

Chiediamo a Vitali di spiegarsi meglio: “Il lettore non ha classi di età. Abbia 10, 50 o 100 anni non è mai stato un bambino lettore, un adulto lettore, un anziano lettore. Che io sappia, e se qualcuno ha  qualcosa in contrario lo dica ora o taccia per sempre, è sempre stato lettore, punto e basta. E, soprattutto, sarà sempre semplicemente lettore. Scrivere per lui vuol dire coniugare la vita al futuro. Stai scrivendo per lui, lui ti leggerà. Fine della storia”. Più chiaro di così…

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