A metà tra romanzo storico e commedia all’italiana: parliamo di "Vittoria", il debutto letterario di Massimo Coppola (co-fondatore di Isbn edizioni, autore e conduttore tv, regista e attuale direttore di Rolling Stone) in libreria a marzo... - I particolari

Viene presentato come un libro a metà tra romanzo storico e commedia all’italiana, come un omaggio ai grandi del Novecento, in cui non manca l’elemento distopico: parliamo di Vittoria, il debutto letterario di Massimo Coppola, in libreria a marzo per Bompiani.

Nato a Salerno nel 1972, Coppola ha lavorato sia nel mondo della televisione (ha esordito a Mtv nel 2000, scrivendo e conducendo il programma cult Brand:New, seguito da Pavlov e dalla serie Avere vent’anni, proseguita poi su La7; è stato coach di Masterpiece su Rai3; dal 2001 al 2003 ha condotto su Rai2 Cocktail d’amore; è stato inoltre consulente della tv di Stato durante la direzione di Antonio Campo Dall’Orto); sia nel cinema (è del 2010 Hai paura del buio, suo esordio dietro la macchina da presa); sia nel giornalismo (attualmente dirige la rivista Rolling Stone).

Nel mondo del libri è invece conosciuto per aver co-fondato nel 2004 Isbn Edizioni, casa editrice dall’approccio innovativo per il panorama italiano, il cui percorso è durato dieci anni, tra alti (non sono mancate le sperimentazioni e i successi, come ad esempio l’esordio di Michela Murgia) e bassi (la crisi dell’ultimo periodo e la chiusura, su cui non sono mancate le polemiche).

Ma veniamo al libro in uscita: inizialmente la trama del romanzo di Coppola ci porta nel 1936. Il Duce è a Milano, dove si inaugura un grande edificio residenziale costruito secondo i più audaci criteri estetici e urbanistici per celebrare le magnifiche sorti che sorridono ai cittadini italiani: Palazzo Vittoria. A girare il filmato ufficiale della cerimonia è un giovane, promettente regista, che si lascia presto distrarre da una bella ragazza di passaggio, con la quale per primo esplora gli appartamenti ancora vergini del palazzo, e scopre la macchia di sangue rimasta, indelebile, sul marmo vicino agli ascensori dopo la morte di un operaio durante i lavori. A partire dalla sua fondazione, nel libro si compongono le schegge delle molte vite che passano da Palazzo Vittoria. Vite pubbliche o piccoli destini, grandi amori e incomprensioni radicali, disperazioni e speranze abitano decennio dopo decennio il palazzo milanese, fino al sorprendente destino che lo attende nel 2036

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