"L'equivoco della famiglia" è un'analisi sui cambiamenti in corso nei rapporti tra i generi e tra le generazioni: "La famiglia - sottolinea Chiara Saraceno- è qualcosa di più complesso che ‘papà, mamma e bambini’, le famiglie sono tante, e non sono una più "vera" dell'altra

L’equivoco della famiglia (Laterza) di Chiara Saraceno, una delle più affermate sociologhe italiane, che da sempre si occupa in modo particolare della famiglia e delle sue trasformazioni, è un’analisi sui cambiamenti in corso nei rapporti tra i generi e tra le generazioni.

chiara saraceno l'equivoco della famiglia

La famiglia in Italia è continuamente chiamata in causa come soluzione di tutti i problemi – dalla povertà alla disoccupazione giovanile, ai bisogni di cura di bambini, anziani fragili, persone con disabilità. Ma è anche indicata come fonte essa stessa di problemi: i giovani che tardano a diventare autonomi, le donne che non fanno abbastanza figli o che, avendo un lavoro, non hanno abbastanza tempo da dedicare alla cura dei famigliari, i padri troppo assenti, ma anche quelli troppo presenti, troppo accudenti, che minerebbero il principio di autorità. Salvo meravigliarsi della violenza anche omicida che può scaturire da modelli di genere, di maschile e femminile quando vengono ridotti a stereotipi.

“La famiglia”, sottolinea innanzitutto Chiara Saraceno ne L’Equivoco della famiglia, “è qualcosa di un po’ più complesso che ‘papà, mamma e bambini’. Non ci sono sempre bambini/figli, anche se la coppia è formata da un uomo e una donna. I figli possono arrivare per via non biologica, come nel caso dell’adozione o di riproduzione assistita con donatore o donatrice. Può mancare un genitore. Si possono avere entrambi i genitori ma vivere alternatamente con l’uno e l’altra, oppure prevalentemente con uno solo. Si può essere in un rapporto matrimoniale o comunque coniugale con una persona, ma avere (avuto) figli da un’altra, continuando ad esserne attivamente genitori, così come si può svolgere una funzione genitoriale nei confronti di figli non propri. Norme che cambiano, così come cambia il modo in cui si intendono e vivono i rapporti tra coniugi, genitori e figli.”

Da un lato, tutti hanno qualche cosa da dire sulla famiglia, su come dovrebbe essere, su che cosa non va in essa e persino su chi abbia diritto di farla o di chiamare la propria una “vera” famiglia, al punto che c’è chi scende in piazza per opporsi a chi chiede il riconoscimento dei propri legami di affetto e solidarietà, perché questi non corrispondono al modello standard della coppia formata da persone di sesso diverso. Dall’altro, in Italia, l’attenzione per le famiglie concretamente esistenti e per i loro bisogni, è molto scarsa sul piano delle politiche sociali. E questo, ci dice Saraceno, rischia di avere conseguenze gravissime per il futuro di tutti.

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