Da "L’ultimo bacio" a "Perfetti sconosciuti", passando per un classico come "Pretty Woman". Sara Gazzini, in libreria con "C’è chi dice di volerti bene", ci parla di film in cui l'amore è protagonista...

C’è qualcosa da cui non possiamo prescindere, ed è quello che vediamo. Perché ciò che si vede, e che magari si ammira, inevitabilmente ci condiziona. Io, oltre a essere un’amante folle della scrittura, lo sono anche dei film, e lì sì che il pensiero si ferma, lì sì che si possono trovare immagini, scene che poi ti scolpiscono, ti accompagnano, ti aiutano.

L'ultimo bacio

L’ultimo bacio, ad esempio, è stata una di quelle pellicole che mi ha fatto restare dieci minuti oltre la scritta “fine” seduta sulla poltrona del cinema, in attesa di un finale diverso. E invece Muccino racconta proprio l’insoddisfazione di questa nostra generazione, alle prese con amori scontati, non corrisposti, irrisolti, saturi o mitizzati. Racconta la facilità del tradimento, la tentazione continua e la difficoltà di avere un equilibrio anche laddove si pensa di averlo trovato.

Perfetti sconosciuti

L’insoddisfazione è quella che si trova poi anche in Perfetti sconosciuti che dà la conferma di come tutto possa essere il contrario di tutto. Di come ognuno di noi ha una zona d’ombra che tende a celare, una parte che non vuole rivelare. Ed ecco che il tradimento, la delusione, il disincanto torna a farla da padrone. Perché in una notte, in Perfetti Sconosciuti, si consuma il dramma di ciò che vorremmo ma che non è. I protagonisti del film sono dipendenti da un telefono. Da un cuore su Instagram, da un retweet, dalla maledizione della doppia spunta di Whatsapp. Da un messaggio che non arriva e da alcune verità che solo a un cellulare si decidono di regalare. E non per forza ci deve essere la negazione dell’amore, ma la realtà è che ognuno ha qualcosa di unicamente proprio, qualcosa che non è possibile dividere con nessuno.

In Perfetti sconosciuti c’è davvero il dualismo assoluto tra quella che sarebbe la verità e quella che è la verità che ci raccontiamo. Per paura, per mancanza di coraggio, per incapacità. Il problema è che poi questo telefono, con tutti i meccanismi social che si porta dietro, diventa la nostra unità di misura per i sentimenti dell’altro. E poi ci si dimentica quali sono le cose che contano e che fanno la differenza.  Le manifestazioni virtuali poco contano, perché in realtà, il sentimento, come la seduzione, passano da atti concreti. Possiamo sculettare all’infinito su Whatsapp, ma il nostro ondeggiare non avrà mai la carica erotica dello spogliarello di una Loren, in Ieri oggi e domani, davanti a un Mastroianni incredulo e incantato. E il nostro desiderio d’amore non potrà mai essere soddisfatto se non dalla favola quella che ti fa dire: “e dopo che lui ha salvato lei, che succede?” “Che lei salva lui”.

Pretty woman
Perché Pretty Woman, quel film che non ci stancheremo mai di vedere, insegna. La favola esiste, basta crederci. Basta mettere da parte l’illusione. Concentrarsi sulla realtà e sopra ogni cosa non smettere di amare. Prima Cenerentola, poi Vivien. Come dire, ce la faremo pure noi.

 

Sara Gazzini

L’APPUNTAMENTO A BOOKCITY – Il 18 novembre, alle ore 17, GAM – Galleria d’Arte Moderna Milano ospita l’incontro “L’amore ai tempi di Whatsapp. C’è chi dice di volerti bene”, con Sara Gazzini, Paola Maraone e Paolo Ruffini.

L’AUTRICE E IL SUO PRIMO ROMANZO – Sara Gazzini, nata a Firenze nel 1976, lavora in banca. Un ex marito, due figli, un cane e un gatto. Scrive d’amore con ironia ed è seguita online (su Facebook è conosciuta come “La Gazza”). È in libreria per HarperCollins Italia C’è chi dice di volerti bene. romanzo dedicato ai consigli d’amore, la specialità dell’autrice in rete.

Qui gli articoli scritti da Sara Gazzini per ilLibraio.it.

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