"Oggi scegliere un autore comporta maggiori responsabilità". IlLibraio.it ha intervistato la responsabile della narrativa italiana Einaudi, per parlare delle difficoltà e dell'evoluzione nella filiera del libro, del 2014 del marchio torinese, dei libri in arrivo l'anno prossimo ("Michela Murgia sta scrivendo un romanzo meraviglioso..."), del premio Strega 2015 e di molto altro ancora

La fine dell’anno si avvicina e, nonostante il calo generale del mercato librario, per gli editori è tempo di bilanci. A Torino, in via Biancamano, questo 2014 ha visto l’uscita di numerosi romanzi apprezzati dalla critica e, tra le altre cose, la vittoria del premio Strega con Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo.
IlLibraio.it ne ha parlato con la responsabile della narrativa italiana Einaudi Paola Gallo (nella foto, di Alessandro Cani).

Si discute tanto di questa lunga fase di crisi nell’editoria e delle prospettive per il futuro: rispetto a qualche anno fa, com’è cambiato il suo mestiere?
“Dobbiamo fare i conti con la contrazione generale del mercato, e insieme con un radicale cambiamento nel mondo della comunicazione culturale. Questo comporta una maggiore selezione, e maggiori responsabilità. Scegliere un autore, oggi, significa più che mai diventare suoi alleati: seguirlo non soltanto nella cura del testo ma in una dimensione più ampia, progettuale. Provare a immaginare un cammino comune”.

Ha fatto discutere un’intervista pubblicata da IlLibraio.it nei giorni scorsi, in cui Michele Rossi, responsabile della narrativa italiana Rizzoli, ha parlato di “sbornia finita” per l’editoria. Anche per lei “è finita l’epoca degli effetti speciali”, e il mondo del libro vive “una fase più conservativa”, in cui la “competizione è più dura rispetto al passato”?
“C’è una cosa che tutti quelli che fanno il nostro mestiere sanno fin da piccoli: finché stai ‘dentro’ i libri, sei salvo. Noi facciamo così, lo facciamo da sempre. Scegliamo i libri che ci piacciono, gli autori che ci convincono, lavoriamo sul testo in modo maniacale, sulla grafica, sulle ‘soglie’, sul publishing. Tutto il resto viene dopo. In certi periodi è sembrato un limite, ora si rivela un grande punto di forza. E’ conservativo come il pane ben fatto, o il vino buono”.

Di Lagioia parleremo tra poco. Tra i libri che avete pubblicato quest’anno troviamo autori come Dario Argento, Corrado Augias, Andrea Bajani, Ernesto Ferrero, Marco Franzoso, Paolo Giordano, Nicolai Lilin, Francesco Maino, Michele Mari, Maria Perosino, Marco Presta, Giulio Questi, Domenico Starnone, Chiara Valerio, Roberto Vecchioni e altri: c’è, tra questi, un autore che avrebbe meritato più attenzione da parte dei lettori?  
“E’ stato un anno miracolosamente privo di grandi delusioni, quasi tutti i libri sono stati ristampati, anche più volte. Ma se devo dirne uno, dico Michele Mari: anche se ha triplicato le vendite, ha partecipato a premi importanti come il Campiello e il Viareggio, ha avuto una rassegna stampa incredibile (quindi non possiamo certo lamentarci), io rimango dell’idea che Roderick Duddle dovesse vendere come Il cardellino di Donna Tartt, per paradossale che possa sembrare. Ecco, l’ho detto”.

Uno dei romanzi italiani Einaudi più apprezzati da pubblico e critica è stato, appunto, La ferocia di Nicola Lagioia. Si parla di una possibile candidatura del libro al prossimo premio Strega: vi farebbe piacere?
“Mi sembra davvero prematuro parlare di Strega quando si pensa alle Strenne… La ferocia è uno dei romanzi più ambiziosi e potenti che siano usciti quest’anno (anzi, da alcuni anni a questa parte). E’ piaciuto alla critica, ai librai, ai lettori. E’ un romanzo che resterà.”.

Guardiamo al futuro: quali romanzi italiani pubblicherete nel 2015?
“L’anno prossimo è lungo, e in gran parte molto lontano! Preferisco segnalare i titoli dei primi tre mesi: per gli altri è presto, e verranno momenti più opportuni… Il nostro 2015 inizia con Cattivi di Maurizio Torchio e Questo viaggio chiamavamo amore di Laura Pariani. A febbraio avremo il nuovo romanzo di Paola Mastrocola, L’esercito delle cose inutili, e L’attentissima di Teresa De Sio, oltre alla nuova pubblicazione di Procedura di Salvatore Mannuzzu. A marzo, L’eco di uno sparo di Massimo Zamboni (già annunciato tra gli “esordi” da IlLibraio.it, ndr), Non va sempre così di Evelina Santangelo e, per chiudere in bellezza, i Momenti di trascurabile infelicità di Francesco Piccolo”.

A proposito di 2015, tornerà anche Michela Murgia?
“Michela sta scrivendo un romanzo meraviglioso. Quando sarà pronto, uscirà”.

 

(Visited 81 times, 36 visits today)

Commenti