E se i robot si sostituissero ai critici letterari? Un futuro di letteratura senza empatia o, al contrario, un ausilio per conoscere meglio, e da nuove prospettive, la letteratura?

Cosa succederebbe se i robot si sostituissero ai critici letterari? Negli ultimi anni sono sempre di più gli esperimenti che avvicinano le intelligenze artificiali alla letteratura, tanto che esistono opere scritte da robot. Tramite gli algoritmi i computer sono già in grado di selezionare e analizzare brani, distinguere le opere in base al contenuto e riconoscere le caratteristiche che accomunano tra loro i bestseller.

L’intelligenza artificiale oggi è in grado di definire le trame di testi differenti, dagli articoli di giornale fino a interi romanzi, quasi come fa la nostra mente ogni volta che leggiamo. La lettura dei robot, tuttavia, è funzionale: decifra il testo letteralmente e in base alla struttura delle frasi e al susseguirsi delle parole. E se da un lato la capacità di analizzare e decifrare i testi dipende dal numero di opere e schemi conosciuti, dall’altro i robot sono in grado di memorizzare un numero infinito di testi.

LEGGI ANCHE – Se un algoritmo sceglie i romanzi da pubblicare e prende il posto degli editori

Non è impossibile, quindi, che un giorno i robot si sostituiscano ai critici letterari e agli studiosi. Grazie alla loro capacità di immagazzinare informazioni e metterle in relazione tra loro, le intelligenze artificiali possono riconoscere i tratti distintivi dei personaggi e indicare a quale archetipo rispondono. Mark Finlayson ha costruito un sistema che, tramite la conoscenza dell’intero corpus di opere di Propp, ha scoperto una serie di nuove strutture narrative.

Sempre un computer, tramite l’analisi di migliaia di opere della letteratura inglese, ha definito le sei principali trame attorno a cui si sviluppano gran parte dei romanzi. Grazie ai robot è stato possibile realizzare analisi sui testi che altrimenti avrebbero richiesto un tempo di realizzazione indefinibile, visto il numero di opere da leggere e studiare.

LEGGI ANCHE – E se i computer si mettessero a scrivere romanzi?

Sul magazine online Aeon Inderjeet Mani, linguista computazionale di base in Thailandia e con alle spalle una carriera agli Yahoo Labs, ha descritto come le intelligenze artificiali potrebbero un giorno non solo scrivere testi di narrativa, ma anche fungere da ausilio per chi si occupa di critica letteraria.

Nonostante alcuni limiti, come la lettura completamente “letterale” dei testi e la mancanza di empatia – che nella comprensione di un testo è necessaria per comprendere le sfumature del testo, in primis l’ironia – le intelligenze artificiali potrebbero essere uno strumento utile ai critici e agli studiosi di domani.

(Visited 101 times, 3 visits today)

Commenti