La 30esima edizione del Salone di Torino, con la grande risposta d'orgoglio dei lettori torinesi, si sta rivelando un successo ed è già (ri)partito il dibattito su Tempo di Libri. Mercoledì 24 maggio è in programma un incontro importante per il futuro dell'Aie e non solo... - Il punto della situazione

Code agli ingressi, pubblico di tutte le età, sorrisi degli editori per le vendite negli stand, incontri partecipati: la 30esima edizione del Salone di Torino in corso al Lingotto fino a domani, con la grande risposta d’orgoglio dei lettori torinesi, si sta rivelando un successo anche superiore alle aspettative, come conferma il direttore Nicola Lagioia intervistato da Repubblica (la foto in alto è stata postata su Facebook dallo stesso scrittore barese, ed è relativa al pubblico in arrivo sabato mattina, ndr).

Un risultato che sta portando a un’inevitabile riflessione tra gli editori, reduci da mesi di polemiche. Non a caso, mercoledì 24 maggio, nella sede milanese dell’Aie, è in programma un incontro importante per il futuro dell’Associazione Italiana Editori, per quello della presidenza di Federico Motta, e ovviamente, anche per quello di Tempo di Libri. A fine giugno si voterà infatti per il rinnovo della presidenza dell’Aie: a questo proposito, negli ultimi giorni è circolato il nome di Riccardo Franco Levi, artefice dell’omonima legge che regola gli sconti in libreria.

Si arriverà alla “pace” tra Torino e Milano? Dopo le divisioni dei mesi scorsi, editori piccoli, medi e grandi torneranno a dialogare, e individueranno dei punti d’incontro? E quali date verranno scelte per l’edizione 2018 di Tempo di Libri, visto che gli organizzatori del Salone di Torino, forti anche del successo dell’edizione in corso, hanno già chiarito che il Salone si tiene e si terrà anche in futuro nelle consuete date di maggio? Quali scelte faranno i gruppi editoriali l’anno prossimo? Domande che, ovviamente, non coinvolgono solo il mondo del libro, ma anche la politica, come pure le società fieristiche. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente della Salani Luigi Spagnol ha dichiarato che “i passi per trovare una soluzione si stanno già facendo”.

Quanto a possibili “integrazioni” tra il Salone e Tempo di Libri (auspicate, tra gli altri, dal ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini e dall’editore Giuseppe Laterza), Lagioia, nella stessa intervista citata all’inizio, si chiede: “Cosa si intende per integrazione? Io non l’ho ben capito. Se poi si dà per scontato che Torino mantenga il suo modello, si valuteranno le varie proposte. Ma questo non spetta a me. Ben vengano anche dieci saloni, purché non ci sia il rischio né della fotocopia né del rito cannibalico”.

Quel che è certo è che nei prossimi giorni al centro del dibattito ci saranno ancora Torino e Milano. Inaugurando il Salone 2017, Franceschini del resto lo aveva anticipato: “Bisogna uscire dallo schema di una competizione tra i due saloni, quello di Torino e quello di Milano… Come si sa ho provato in tutti i modi ad evitare questo. Ora aspettiamo la fine del Salone di Torino e poi vedremo quale soluzione si può trovare per evitare la competizione”.

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