Dalla Birmania allo Yemen, passando per la Russia... Mariagrazia Mazzitelli ama viaggiare. E nei suoi mini-reportage emotivi, ovviamente, non mancano i consigli di lettura

di Mariagrazia Mazzitelli

 

Birmania: il Paese più antico e più spirituale mai visto. Il colore della terra e delle campagne, la valle di Bagan  con le sue pagode e cupole al  tramonto, il ponte di tek  sull’ Irrawaddy, il buddismo Theravada, la tolleranza in un Paese dove nessuno ti negherà un sorriso.

Amitav Ghosh, Il palazzo degli specchi, Neri Pozza;
Aung San Suu Kyi, Clements Alan, La mia Birmania, Corbaccio;
Daniel Mason, L’accordatore, Ponte alle Grazie;

 

 

Cambogia: Angkor Wat, il tempio khmer nel sito archeologico più straordinario al mondo, nell’intreccio più fitto di natura e di arte, la perfezione classica che forse neanche le architetture romana e greca hanno raggiunto, si erge nella maestosità della giungla,  nel contrasto di un Paese che in molte parti sembra ancora appena uscito da un fall-out nucleare.

Tiziano Terzani,  Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia, Tea
Tiziano Terzani, In Asia, Tea;
Tiziano Terzani, Pelle di leopardo, Tea;

 

 

Cina: Pechino, il Tempio del cielo, l’altra metà del mondo, del pensiero, del modo di agire. L’aspirazione alla perfezione, il baricentro che attira verso una cultura che mette in moto altre parti della mente, ed è una palestra di ragione.

Simon Winchester, L’uomo che amava la Cina, Adelphi;
Maurizio Ciampa, Tutto quello che offre il mondo, Bollati Boringheri;
Fabienne Verdier, Passeggera del silenzio, Tea;
Amy Tan, La Valle delle meraviglie, Salani;
Leslie T. Chang, Operaie, Adephi;
Zhang Jie, Senza parole, Tea;
François Jullien, Pensare l’efficacia in Cina e in Occidente, Laterza;
Matteo Ricci, Dell’amicizia, Quodlibet;

 

 

Egitto: la navigazione sul Nilo, dove l’acqua è l’ energia del mondo, paradiso in Terra, e accanto, gli inimmaginabili colori  dell’arte  e le forme delle costruzioni egizie. La nascita della civiltà umana: non c’è fascinazione e mistero più grande, da Alessandria mediterranea al Cairo islamico, da Luxor a Abu Simbel. Il viaggio dei viaggi, il paese dove non si può fare a meno di tornare,  il viaggio da dove iniziare a viaggiare.

Nagib Mahfuz, Miramar, Feltrinelli;
Ala Al- Aswani, Palazzo Yacubian, Feltrinelli;
Albert Cossery, Mendicanti e orgogliosi, E/O;
Thomas. E. Lawrence, I sette pilastri della saggezza, Bompiani;
Brian Fagan, Sulle sponde del Nilo, Corbaccio;
David Roberts, Viaggio in Egitto, Bonechi;

 

 

Etiopia: le chiese ipogee di Lalibela,  una fusione unica di Cristianesimo delle origini, Islam e mondo ebraico. Solo sei anni di colonialismo italiano ma un’impronta molto forte che rende il Paese familiare, pur nella povertà, ma in una natura straordinaria, dal Lago Tan alle sorgenti del Nilo,  dal buio pesto della notte sugli altipiani aridissimi, dagli alberi di acacia e gli eucalipti  alla bellezza delle donne.

Vincenzo Latronico, Armin Linke, Narciso nelle colonie, Quodlibet;
Gianni Biondillo, L’Africa non esiste, Guanda;
Ryszard Kapuściński, Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate, Feltrinelli;

Sorgenti del Nilo - Etiopia - foto di Mariagrazia Mazzitelli
Sorgenti del Nilo – Etiopia – foto di Mariagrazia Mazzitelli
Lago Tan - Etiopia - foto di Mariagrazia Mazzitelli
Lago Tan – Etiopia – foto di Mariagrazia Mazzitelli

 

 

India: l’osservatorio astronomico di Jaipur, dal Rajastan al Kerala, da New Delhi a  Mumbai, da Benares a Calcutta. L’India è tutto: abisso e superficie, odore e colore, stupore e repulsione, valore e annientamento, sovvertimento del tuo modo di essere, mai indifferenza.

Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose, Guanda;
Pier Paolo Pasolini, L’odore dell’ India, Guanda:
Bhajju Shyam, Ram S. Urveti, Durga Bai, La vita notturna degli alberi, Salani;

 

 

Iran: Isfahan e la sua piazza, perfezione assoluta dell’arte e dell’architettura. Tutto, nel resto del mondo islamico,  al confronto, è provincia. Una cultura straordinaria, una continua “stupefacenza”, un paese di immensità tra il profumo delle rose, l’acqua dei  giardini persiani,  il calore della gente, una lingua che è un cinguettare e l’amore assoluto per la poesia.

Hafez, Ottanta canzoni, Einaudi;
Terence Ward, Alla ricerca di Hassan, Tea;
Freya Stark, La valle degli assassini, Guanda; ;
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi;
Vita Sackville-West, Passaggio a Teheran, Il Saggiatore;

Iran - foto di Mariagrazia Mazzitelli
Iran – foto di Mariagrazia Mazzitelli

 

Lituania: Kaunas  tra il fiume e i viali di fine Ottocento, Vilnius barocca tra mondo ebraico, germanico,  polacco, russo, essenza  del Baltico. La città dove è nato Romain Gary non poteva che essere come lui, sempre in fuga da se stessa, con la bellezza fisica della sua gente, la lingua più armoniosa d’Europa, l’eleganza triste della grande provincia mitteleuropea  e una nostalgica aspirazione al mistero.

Jan Brokken, Anime baltiche, Iperborea;
Romain Gary, La promessa dell’alba, Neri Pozza;

 

 

Russia: da Mosca all’Anello d’oro delle città medievali, dalle isole Solovki al Bajkal, in una Terra che sta fra Oriente e Occidente, dove esistono solo gli estremi e le lontananze, il Bene e il Male, il Bello e il Brutto, l’abisso e l’estasi della natura e dei sentimenti.  E’ l’animo russo, quello della sua grande creatività e letteratura. Rimane la nostalgia della  Grande Madre Russia, pur nelle contraddizioni dell’oggi.

Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita (in tutte le sue traduzioni);

Frank Westerman, Ingegneri di anime, Feltrinelli;
Vladimir Nabokov, Cose trasparenti, Adelphi;
Tim Tzouliadis, I dimenticati, Longanesi;
Vassilij Grossman, Vita e destino, Adelphi;
Boris Pasternak, Poesie, Einaudi;
Serena Vitale, Il bottone di Puškin , Adelphi;
Rosa Liksom, Scompartimento n.6, Iperborea;
Orlando Figes, La danza di Natasha, Einaudi;
Gary Shteyngart, Absurdistan e Mi chiamavano piccolo fallimento, Guanda;

 

 

Vietnam: la Baia di Halong nel Nord, indimenticabile navigazione nell’archetipo della natura orientale,  così incredibile da sembrare quella dell’immaginario e delle raffigurazioni. Un sogno, e di pace, dopo un viaggio in un Paese che avanza senza sosta, con una popolazione giovanissima, dove la guerra è già nei musei ormai, ma è storia viva e del mondo.

Marguerite Duras, L’amante, Feltrinelli;
Duong Thu Huong, Dalla Terra di nessuno, Garzanti;

 

 

Yemen: Sana’a e la sua volumetria, punto di contatto con Venezia, nella luce del deserto, nelle ombre della notte, nella verticalità con  terrazze, nei paesaggi di presepe, nelle ingiustizie dei suoi mercati, nella schiavitù delle sue donne, nel canto dei muezzin, nell’appello di Pasolini, nella follia del qat.

Renzo Manzoni, El Yèmen, Un viaggio a Sana’ 1877-1878, EDT;
Thorkild Hansen, Arabia Felix, Iperborea;

 

 

 *L’autrice è direttore editoriale della Salani

 

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