Il 13 marzo 2015 ricorre l’anniversario del secondo anno di pontificato di Bergoglio. Per l'occasione, Raniero La Valle, che torna in libreria con "Chi sono io, Francesco?", su IlLibraio.it spiega la rivoluzione del pontefice argentino

di Raniero La Valle

Ancora una volta, come era già successo con Giovanni XXIII, cui si deve il Concilio, la più grande novità nella Chiesa è venuta dalla sua istituzione più conservatrice, il Papato. Francesco è la novità, per la Chiesa e per il mondo, in questo inizio del terzo millennio. A voler dire le cinque novità più visibili, si potrebbero enumerare le seguenti;
– La prima novità è che un papa si chiami Francesco. Da quando i papi si scelgono il nome, mai nessuno aveva osato chiamarsi così. Sembrava impossibile che un papa potesse assomigliare a Francesco, perché Francesco era stato l’uomo che più aveva rassomigliato a Gesù. Eppure, per un papa, rassomigliare a Francesco è la cosa più necessaria, perché vuol dire “ricordarsi” dei poveri, annunziare la gioia invece del giudizio, passare dalla Legge al Vangelo. Il papa che viene dalla fine del mondo ha voluto dire che proprio questo è il tempo di farlo;
– La seconda novità è un papa che invece di mettersi sopra a tutti, dicendo “sono il rappresentante di Dio”, si presenta dicendo: “Chi sono io?”, e tanto poco pretende di disporre di Dio, che non fa altro che chiedere a tutti di pregare Dio per lui. Per la Chiesa romana, almeno dall’anno mille, è una rivoluzione;
 La terza cosa nuova è che quando è stato eletto, invece di fare ingresso con il suo seguito e i suoi finti armati nella sua reggia a Palazzo, in autobus con gli altri cardinali è tornato a casa sua, che in quel momento era l’albergo di Santa Marta in Vaticano. E lì è rimasto a fare il papa, con due conseguenze: una è che non è prigioniero, e la gente può entrare e uscire da casa sua, la seconda è che ogni mattina dice la Messa non in silenzio con il suo segretario, ma ad alta voce con i fedeli proclamando la Parola, e ogni giorno prima che con i documenti e i discorsi, parla col Vangelo e del Vangelo, e con quello fa il papa in Vaticano e in tutto il mondo;
– L’altra cosa mai vista è che non solo riceve in Vaticano, com’è d’uso, i presidenti, i re, gli ambasciatori e gli altri potenti della terra, ma riceve anche i poveri dei popoli che lottano contro di loro; e come ha fatto quando ha ricevuto nell’aula dove prima si riuniva il Sinodo i rappresentanti dei movimenti popolari di ogni parte della terra, non dice loro di star buoni e rassegnarsi come, secondo il mondo, sarebbe il ruolo delle religioni, ma dice: “continuate la vostra lotta”, perché i poveri non sono solo quelli che patiscono l’ingiustizia, ma quelli che anche lottano contro di essa;

 L’altra cosa inaudita è che non pensa della Chiesa: c’è il papa che comanda con la Curia, e ogni tanto ci sono i Concili e i Sinodi che col papa possono dire la loro, ma pensa che vescovi e papa e popolo fedele debbano sempre tutti insieme condurre la Chiesa, e che la Chiesa sia sempre “sinodale”, che vuol dire, letteralmente, che tutti camminano insieme. Ciò non solo perché è giusto, ma perché il compito è tale che nessuno può farcela da solo: si tratta di riportare, a un mondo che l’ha respinta o rimossa, un’immagine credibile di Dio, e non solo credibile, ma amabile: non come il Dio violento, prepotente e inquisitore quale troppo spesso è stato mistificato dalle religioni, ma il Dio misericordioso, nonviolento, accogliente, pacifico e salvatore, come papa Francesco lo svela ed annuncia;

PonteAlleGrazie

IL NUOVO LIBRO DI RANIERO LA VALLE – Per mille anni, a partire dalla “rivoluzione papale” di Gregorio VII, i papi si sono rivolti al mondo dicendo: “lei non sa chi sono io”, intendendo dominare “su re e regni”, dettare i pensieri dei cuori e determinare le scelte anche più segrete degli uomini e dei fedeli. Ora c’è la rivoluzione papale di papa Francesco che dice: “chi sono io?”, chi sono io per giudicare, per condannare, per escludere dalla comunione sostituendomi a Dio? E perciò come san Francesco si spoglia degli abiti del dominio e degli orpelli del potere, apre le porte, va a cercare gli esclusi, sconfessa i violenti, vuole che il denaro non sia signore ma servo, tira fuori il Concilio dopo 50 anni di morfina e annuncia un mondo dove “buonasera” vuol dire davvero buona sera. E così facendo svela il vero desiderio di Dio. Questo libro racconta questa novità vista da vicino, da Roma, dove dopo due anni di pontificato, si è appena agli inizi.

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