È finalmente uscito “Il libro dell’altrove”, l’atteso ritorno di China Miéville, che segna l’esordio letterario dell’attore Keanu Reeves. Il romanzo, fantascientifico e weird, segue le vicende del guerriero immortale, Unute, e la sua malinconica ricerca della mortalità … Tra paesaggi distrutti, tribù annichilite e oggi dimenticate, la storia di una malinconica apocalisse in frammenti
Fantascientifico, weird, che getta le sue basi nella mitologia e nella cultura cyberpunk… Arriva finalmente in Italia Il libro dell’altrove (minimum fax, traduzione di Assunta Martinese), romanzo che segna il ritorno di China Miéville e l’esordio letterario dell’attore statunitense Keanu Reeves – sì, quello di Matrix e di John Wick, tra gli altri.
Primo romanzo, ma non prima storia: Il libro dell’altrove, infatti, prosegue e amplia l’universo narrativo creato da Reeves, assieme a Ron Garney e Matt Kindt, nella serie a fumetti BRZRKR (pubblicata in Italia da Panini).

Al centro della trama c’è un essere immortale, Unute, che, dopo migliaia di anni vissuti come un guerriero, vuole solo una cosa, diventare mortale: “Non voglio morire. Io voglio la mortalità , e non è la stessa cosa“.
Ma chi è esattamente Unute (che nell’albo ricorda proprio i tratti di Keanu Reeves)?
Un’arma nata nella leggenda, un bambino diverso dagli altri, figlio del fulmine e generato per servire il suo popolo, un uomo il cui cammino è segnato da morte, dolore e distruzione. E così, dopo migliaia di anni, Unute si ritrova a lavorare per il governo degli Stati Uniti, tra ricerche scientifiche e missioni top secret.
Studiato in quanto unico nel suo genere, usato in quanto condannato – dalla sua stessa natura – a uccidere.
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Con queste premesse sembra inevitabile che chi legge, e il libro stesso, si domandino cosa sia la vita e cosa la morte, o, con fare più esistenziale, cosa sia l’essere umano. Soprattutto perché Unute è la scoperta che rompe gli equilibri, che cancella ogni convinzione: la Storia, quella che si studia a scuola con così tante certezze, viene completamente messa in dubbio da Reeves e Miéville. Così la natura, la biologia, e perfino la teologia.
Ed è lo stesso protagonista, che ai suoi compagni di viaggio (scienziati e studiosi che arrivano a definirsi Unutologi), spiega quanto sciocca sia la convinzione umana circa l’universo.
«… la storia come la raccontate voi è una stronzata. L’ignoranza del Paleolitico e poi» – schioccò le dita – «la rivoluzione del Neolitico! Poi fate passare qualche migliaio di anni e puf!, arriva la scrittura. E finalmente comincia la festa». Scosse la testa. «Ve l’ho detto. La storia ha fatto su e giù moltissime volte…
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Il libro dell’altrove non fornisce molte risposte però (non che debba farlo). E non fornisce appigli a lettori e lettrici. Come sa chi ha già letto China Miéville (già vincitore del Premio Arthur C. Clarke e del Premio Hugo per il miglior romanzo), le sue storie si muovono tra un genere e l’altro, tra la fantascienza più classica e l’horror, finendo per essere definite come weird. Strane.
Si alternano le voci, i piani temporali e gli stili. I due autori – conosciutisi nel 2021 attraverso uno scambio di email – giocano con una materia prima che può tutto. Il personaggio di Unute, nel presente chiamato semplicemente B, offre i presupposti per capitoli riflessivi e “freudiani”, che indagano la sua psicologia, ma anche per scene di battaglie furenti e crude.
In un video pubblicato su YouTube dalla casa editrice Penguin Random House, sono gli stessi creatori a riflettere su questi due elementi, l’introspezione e la violenza. Se il fumetto permette una miglior rappresentazione del combattimento (Miéville sottolinea il rischio che le scene di lotta in un romanzo tendano al grottesco, a lungo andare), il racconto testuale permette di rallentare e inserire pause che coincidono con i pensieri di B.
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Tra figure storiche realmente esistite, riferimenti pop e approfondimenti sulla biologia (in ciò ricorda la Trilogia dell’area X di Jeff VanderMeer), la ricerca di una cura per l’immortalità di B cattura tanto chi conosce il suo mondo quanto chi si approccia per la prima volta al berserker di Keanu Reeves.
E rimane impressa una costante: la brutalità dell’essere umano. Paesaggi distrutti, tribù annichilite e oggi dimenticate, Il libro dell’altrove è una malinconica apocalisse in frammenti.
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