A Più libri più liberi debutta il Pen Roma, “un osservatorio permanente sulla libertà di espressione che si estende a tutto il Mediterraneo, ma anche un’occasione di dibattito sulle questioni che riguardano il mestiere di scrittore”. Presieduto da Sandro Veronesi, con il coinvolgimento, tra gli altri, di Jonathan Bazzi e Paolo Giordano: “C’è sempre il timore che ogni iniziativa nuova sia un nuovo gruppo di potere. Le nostre intenzioni sono assolutamente contrarie a questa idea” – I particolari
In occasione dell’edizione 2025 di Più libri più liberi, l’8 dicembre debutterà il Pen Roma, “un osservatorio permanente sulla libertà di espressione che si estende a tutto il Mediterraneo, ma anche un’occasione di dibattito sulle questioni che riguardano il mestiere di scrittore”, come ha anticipato La Lettura, il supplemento culturale del Corriere della Sera.
Presieduto da Sandro Veronesi, affiancato da un Comitato direttivo composto da Jonathan Bazzi ed Elena Stancanelli (vicepresidenti), Mattia De Bernardis (segretario), Paolo Giordano (tesoriere), Teresa Ciabatti e Loredana Lipperini (consigliere), il Pen Roma nasce sulla scia delle polemiche alla Buchmesse 2024, con l’Italia Paese Ospite d’onore (in particolare, il riferimento è allo scontro tra il commissario del governo Mauro Mazza e lo scrittore Roberto Saviano).
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“Il mondo sta andando in una direzione preoccupante che coinvolge tutti e riguarda profondamente il lavoro degli scrittori”, sottolinea Paolo Giordano, che aggiunge: “Durante la Buchmesse ci siamo trovati senza un organismo con cui esprimerci in modo anche formale. Ogni volta che succede qualcosa scatta la raccolta firme, la chiamata, l’appello. A me sembra un modo inefficiente e inefficace di affrontare le questioni. È anche un modo per saggiare se, e quanto, ci sia questo bisogno inespresso di far parte di un collettivo”.
Come spiega il presidente Veronesi, il varo ufficiale del Pen Roma richiede un passaggio formale: “Per ora siamo aspiring, cioè il Pen International valuterà il nostro comportamento, e dopo un anno deciderà se ammetterci”.
“C’è sempre il timore che ogni iniziativa nuova sia un nuovo gruppo di potere. Le nostre intenzioni sono assolutamente contrarie a questa idea”
L’obiettivo è coinvolgere (tramite tesseramento, con una quota associativa “che sarà la più bassa possibile”), scrittori, drammaturghi, sceneggiatori, editori, traduttori, giornalisti: “C’è sempre il timore che ogni iniziativa nuova sia un nuovo gruppo di potere. Ecco, le nostre intenzioni sono assolutamente contrarie a questa idea. L’obiettivo è un organo plurale, aperto a esperienze diverse: autori noti, nascenti, di origini geografiche e età differenti”, chiarisce Giordano.
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“La scrittura? Un mestiere che è sempre più povero”
Tra i temi che verranno affrontati nelle assemblee, oltre alla libertà di espressione, troviamo “i meccanismi dell’editoria, l’intelligenza artificiale, un mestiere che è sempre più povero“. Nel programma, inoltre, “occupa un posto centrale la creazione di una rete di aiuto legale pro bono alle persone che ne hanno bisogno e che non hanno i mezzi per difendersi da sole“.
Intervistato da La Lettura, Veronesi, a questo proposito, fa notare: “Quello che ha dato nell’occhio negli ultimi tempi in Italia è il tentativo di imbavagliare gli scrittori minacciando o dando seguito a battaglie legali che per il singolo possono risultare molto gravose. Non parliamo di una querelle tra uno scrittore e il suo editore, a meno che il suo editore non sia, come è stato per tanti anni, anche il presidente del Consiglio. La censura o la negazione della libertà di espressione riguardano il potere“.
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Un convegno sull’impatto dell’AI
Si pensa poi anche a un convegno legato al mondo editoriale: “Vorremmo mettere in calendario uno o due giorni di lavori internazionali per riflettere sull’onda d’urto che l’uso così indiscriminato che si fa dell’intelligenza artificiale, esercita”, anticipa lo stesso Veronesi.
“È importante che il Pen non diventi un’agenzia sostitutiva degli avvocati o delle associazioni giornalistiche. Ci sono già associazioni in questo senso con cui credo e spero saremo alleati, da Articolo 21 a Amnesty. Il Pen deve concentrarsi sugli scrittori, un ruolo in questo momento fragilissimo perché, a differenza dei cronisti, lavorano sul tempo e non sull’immediatezza“, argomenta Saviano.
A breve sarà online il sito ufficiale del progetto, attraverso cui iscriversi.
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