La storica casa editrice (e libreria) Hoepli ha avviato la proceduta per la cassa integrazione ordinaria del personale, mentre “non è confermata la notizia di una imminente procedura di liquidazione dell’azienda e di una conseguente vendita”. Cresce, inevitabilmente, la preoccupazione tra le lavoratrici e i lavoratori – I particolari sulla crisi di una realtà nata oltre 150 anni fa
Sono giorni di preoccupazione per le decine di lavoratrici e lavoratori della storica casa editrice (e libreria) Hoepli. Come anticipato dal sito del Fatto Quotidiano, e come confermato all’edizione milanese di Repubblica dal sindacalista Dario Emanuele della Fistel Cisl, l’azienda ha infatti avviato la proceduta per la cassa integrazione ordinaria del personale: “La richiesta è già stata inoltrata ai sindacati territoriali di Cgil Cisl e Uil e la prossima settimana si terrà l’incontro fra le parti. Nel caso si dovesse trovare un accordo, con la firma dei sindacati e l’adesione dei delegati interni, la riduzione delle ore di lavoro potrebbe cominciare fin da subito“. Non è ancora chiaro se la cassa riguarderà tutti i dipendenti, attualmente circa 70, o solo una parte, e a quanto ammonterà la riduzione oraria.
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Al momento, invece, “non è confermata la notizia di una imminente procedura di liquidazione dell’azienda e di una conseguente vendita, forse al Gruppo Mondadori (un’assemblea dei soci dovrebbe essere convocata entro fine mese)”. A questo proposito, lo stesso Emanuele ha aggiunto: “La cassa non è necessariamente un preludio alla vendita, può essere anche una misura provvisoria in un momento di crisi. Ad oggi non mi risulta si parli né di liquidazione né di vendita”.
Al tempo stesso, per Il Fatto entro fine mese “si potrebbe tenere l’assemblea straordinaria degli azionisti per decidere sulla possibile richiesta di liquidazione volontaria della società”.
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Oltre alla crisi del mercato librario, peserebbero “le dinamiche interne alla compagine societaria” del capitale (la maggioranza è in mano a Ulrico Carlo Hoepli e ai tre figli Giovanni, Matteo e Barbara; il restante capitale appartiene ai fratelli Nava, figli di Bianca Maria Hoepli, la zia di Ulrico).

Ulrico Hoepli, il fondatore
Come sottolinea anche Repubblica Milano, il clima interno “non è dei migliori”, e non mancherebbero le divergenze su come gestire questa fase difficile.
Il sito del Fatto, tornato sulla notizia, ha anche riportato lo “stupore” dei lavoratori della Hoepli, e non solo.
Le difficoltà non sono di queste settimane. Lo scorso anno era già stata avviata una riduzione del personale, con i dipendenti passati da 100 a 70, a seguito della vendita del magazzino di via Mameli e del trasferimento di oltre 90mila volumi a Grassobbio, in provincia di Bergamo. Tra i coinvolti dal taglio, dunque, molti magazzinieri che, “su base volontaria, hanno firmato un accordo di uscita”.
Da un lato la casa editrice, che ha oltre 150 anni di storia alle spalle, dall’altro la libreria, nel pieno centro di Milano, e punto di riferimento per generazioni di studenti e, in generale, di lettrici e lettori. A rischio, tra l’altro, ci sarebbe anche l’altrettanto storico archivio aziendale. Era infatti il 1870 quando Ulrico Hoepli, appena giunto a Milano dalla Svizzera, inaugurava una libreria in Galleria de’ Cristoforis, nei pressi del Duomo, e, dopo poco, una casa editrice “che seguisse e sostenesse la crescita culturale dell’appena unita Italia”.
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Tra i primi marchi editoriali a importare in Italia il modello inglese e tedesco del “manuale”, la Hoepli ben presto diventata un punto di riferimento nel settore tecnico-scientifico, ha accompagnato la crescita personale e professionale degli italiani, pubblicando testi come il bestseller dell’epoca Manuale dell’ingegnere di Giuseppe Colombo (1877). Nel corso dei decenni, la casa editrice ha confermato questa vocazione e, dopo aver consolidato un’area dedicata a economia, finanza e marketing, si è dedicata, tra le altre cose, alla saggistica scientifica.
Quanto alla libreria, che si sviluppa su più piani, dal 1958 trova spazio nella sede progettata dagli architetti Figini e Pollini.
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Nei prossimi giorni, anche il futuro di questo storico grande negozio – che fa da sfondo a una scena notturna dell’ultimo film di Paolo Sorrentino, La Grazia – dovrebbe chiarirsi.
Ci auguriamo che gli Hoepli, storica famiglia dell’editoria italiana che ha sempre difeso il libro in tutte le sue forme (Giovanni Hoepli, tra l’altro, è vicepresidente dell’Associazione Internazionale degli Editori, mentre il padre Ulrico è stato presidente della Federazione europea), sappia dare una svolta, ormai necessaria, all’attività di famiglia, così come ha dimostrato di saper preservare nel tempo la tradizione più che centenaria del marchio.