Una libreria-caffetteria in cui l’Italia e la sua cultura sono al centro, nel cuore di Cracovia, in Polonia: “Italicus” è nata dalla passione di Krystyna Juszkiewicz-Mydlarz: “L’interesse dei polacchi per la lingua italiana? Una nicchia bellissima, in cui sono felice di aver costruito la mia vita” – La storia e le immagini
Una libreria-caffetteria in cui l’Italia e la sua cultura sono al centro, nel cuore di Cracovia, in Polonia: parliamo di Italicus, progetto nato dalla passione di Krystyna Juszkiewicz-Mydlarz, affiancata dal figlio Michał e dalla socia e amica Magda (che si occupa delle traduzioni e dell’amministrazione).

Come scrive Mauro Tucciarelli sul numero 52 della rivista Italia mi piace! di Poznań, Krystyna, italianista, insegnante e traduttrice, “è una donna che ha sempre dimostrato una naturale apertura al cambiamento“.
Il suo amore per l’Italia “nasce negli anni universitari, all’inizio degli anni ’70”, quando a Cracovia la futura libraia “muoveva i primi passi l’italianistica all’Università Jagellonica”.
Era il 1973, “un’epoca in cui scegliere l’italiano significava scegliere qualcosa di nuovo, ancora incerto, appena abbozzato. Quella decisione, presa quasi per istinto, si rivelò ben presto una vera scelta di vita”.

Krystyna Juszkiewicz-Mydlarz (al centro) con il figlio Michał e la socia e amica Magda
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L’Italia arriverà durante una vacanza-studio in Toscana. Pian piano Krystyna Juszkiewicz-Mydlarz svilupperà un legame profondo con il nostro Paese (ha fatto anche da interprete e traduttrice per alcune aziende italiane) e, soprattutto, con la nostra cultura umanistica.

Dalla fine degli anni ’70, la libraia con la passione per l’Italia si è dedicata all’insegnamento (di italiano) nei licei. Poi, dopo 1989, ancora una svolta. Scrive sempre la rivista Italia mi piace!: “Krystyna capì che in Polonia mancavano libri didattici italiani. Nel 1992 iniziò a importarli lavorando da casa, con un investimento minimo: un fax per raccogliere ordini… (…) Continuava a insegnare e a tradurre, conosceva i suoi clienti e ordinava in base al venduto”.
In un’altra intervista, a Gazzettaitalia.pl, la libraia ha ricordato “quei primi anni eroici, con le casse di libri sotto il tavolo del soggiorno-cucina e l’eterno imbarazzo, quando capitavo in Italia: se far shopping comprando una bella gonna o investendo in un ennesimo libro…”.
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Fino al nuovo millennio, con l’apertura prima di un piccolo ufficio per insegnanti e traduttori, e poi di una libreria-caffetteria (nel 1999 in via Grzegórzecka, poi dal 2004 in via Bronowicka, fino al definitivo trasloco, nel 2012, in via Kremerowska).
Oggi Italicus ospita incontri, corsi di lingua e presentazioni, e offre anche un apprezzato servizio caffetteria (il caffè, ovviamente, è italiano).
Sempre a Gazzettaitalia.pl la proprietaria ha spiegato che tra gli scrittori italiani più noti e tradotti in Polonia ci sono “Fallaci, Saviano, Eco, Camilleri, Terzani, Tabucchi, Rodari con le sue fiabe, e poi Mazzantini, Carofiglio, Ferrante, Martigli e Patrignani”.
Quanto all’interesse dei polacchi per la lingua italiana, “c’è un ampio pubblico fatto di insegnanti, studenti, intellettuali, traduttori e amanti della cultura italiana, ma resta comunque un settore di nicchia, ma una nicchia bellissima in cui sono felice d’aver costruito la mia vita”.
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Fotografia header: Krystyna Juszkiewicz-Mydlarz, fondatrice della libreria Italicus