Annunciate le vincitrici della quarta edizione del “Premio Inge Feltrinelli – Raccontare il mondo, difendere i diritti”, dedicato quest’anno al tema “Scrivere per (r)esistere” (e che avvia una collaborazione con PEN International) – I particolari
Sono state annunciate nel corso della cerimonia conclusiva di premiazione in Fondazione Feltrinelli, le vincitrici della quarta edizione del Premio Inge Feltrinelli – Raccontare il mondo, difendere i diritti, dedicato quest’anno al tema “Scrivere per (r)esistere”.
Il Premio è promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Gruppo Feltrinelli, in collaborazione con i tre soci promotori BookCity, AIE e Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Inoltre, il Premio per le Scuole è in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Quest’anno, poi, la redazione di Scomodo ha ospitato presso la nuova sede milanese la premiazione della categoria Progetti di Podcast delle scuole, nel contesto di una masterclass sul giornalismo e nuovi media.

Più di 100 opere candidate
Tra più di 100 opere candidate in questa edizione, valutate dalla Giuria internazionale , nella categoria Libri – Opere di fiction e non fiction ha trionfato Hanno ucciso habibi di Shrouq Aila, pubblicato da wetlands.
Per la categoria Libri Kids – Letteratura per l’infanzia e la prima adolescenza, che ha visto più di cinquanta candidature, il titolo vincitore è stato Jeanne di Paolina Baruchello (con le illustrazioni di Manuela Mapelli), pubblicato da Sinnosò.
Per la categoria Inchieste, reportage e fotoreportage, l’inchiesta vincitrice è stata Greenland’s painful legacy of forced Inuit contraception di Linda Koponen e Juliette Pavy, pubblicato da Neue Zürcher Zeitung.
Per la categoria dedicata alle scuole secondarie, Podcast d’inchiesta, il progetto vincitore è stato Cutro, tre anni dopo. Voci dal mare, voci di terra, della classe IIIA del Liceo Classico D. Borrelli di Crotone.
A questi primi premi si è aggiunta l’assegnazione di una menzione speciale per la categoria Libri – Opere di fiction e non fiction: la Giuria Popolare ha attribuito la menzione a Nati fuori binario – Infanzie e adolescenze transgender nell’Italia di oggi scritto da Sabina Pignataro, e pubblicato da Il Margine.
Una nuova collaborazione internazionale con PEN International
Da quest’anno il Premio Inge Feltrinelli si arricchisce inoltre di una nuova collaborazione internazionale con PEN International. Nell’ambito del tema “Scrivere per (r)esistere”, nasce la menzione speciale PEN Inge Feltrinelli – Writing as Resistance Award, “che si inserisce nel solco della missione condivisa da PEN e dal Premio: sostenere e dare visibilità a chi utilizza la scrittura come strumento di impegno civile e difesa dei diritti umani”.
La menzione, aperta ad autrici e autori, prevede una prima selezione a cura di un comitato dedicato e l’individuazione del vincitore o della vincitrice da parte di una giuria internazionale congiunta PEN–Feltrinelli. La proclamazione avverrà nell’ambito di BookCity Milano 2026 a novembre.
Le parole di Carlo Feltrinelli
“In questo nostro tempo segnato da una crisi che sembra non conoscere tregua, continuiamo a muoverci come se la normalità fosse ancora intatta, mentre il mondo intorno a noi mostra crepe sempre più evidenti. Diventa per questo essenziale custodire e alimentare tutto ciò che rappresenta cultura alternativa: uno spazio critico, spesso minoritario ma vitale, capace di opporsi alla narrazione dominante di chi detiene il potere. È da queste premesse che nasce formalmente da oggi la collaborazione tra il Premio Inge Feltrinelli e il PEN International, due istituzioni che fanno della tutela della libertà di parola e della difesa dei diritti la loro cifra distintiva. Difendere le voci di coloro che con inchieste, libri e reportage, tengono accesi i riflettori su luoghi e vite che troppo spesso restano ai margini della nostra attenzione, vuol dire sferrare un piccolo ma tenace gesto di resistenza contro la disumanizzazione. E in questo gesto c’è qualcosa che parla profondamente dello spirito di Inge Feltrinelli: in gioventù una fotoreporter e poi un’editrice che ha sempre creduto che i libri non fossero soltanto oggetti culturali, ma strumenti per tendersi la mano”, ha spiegato Carlo Feltrinelli, presidente della giuria (e del gruppo editoriale).
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Anche quest’anno, i premi assegnati alle vincitrici e alle menzioni speciali sono i LibriBianchi, “espressione artistica di una ricerca personale ispirata all’oggetto libro che si sviluppa da oltre vent’anni per sancire il binomio libro/cultura come sinonimo di civiltà”.
Gli artisti sono Lorenzo e Simona Perrone, che hanno realizzato i libri dedicati a questa edizione del Premio Inge Feltrinelli: il soggetto “Parole che resistono” per la categoria Libri; “Avrò cura di te” per la categoria Libri Kids, “Tra le pagine chiare e le pagine scure” per la categoria Inchieste e reportage; “Chi parla è il mio cuore” per la menzione speciale Libri.
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Le motivazioni delle opere vincitrici
Opere di fiction e non fiction
Hanno ucciso habibi
Motivazione della giuria: “Vivere accompagnati dalla morte. Eppure, è vita. È la storia dell’annichilazione di un luogo e di una coscienza, che però resiste aggrappandosi all’amore. È il libro più chiaro e più semplice di una sopravvivenza – quella di un quadrato di terra, dentro la caduta libera di una distruzione. A questa distruzione si oppone la limpidezza della vita. Per chi volesse capire l’epica di un piccolo grande popolo”.
Libri Kids
Jeanne
Motivazione della giuria: “La storia di una donna libera, curiosa, anticonformista che ha reso con il suo lavoro un grande servizio e facilitato un passo in avanti per la botanica e l’evoluzione della scienza. Era dopotutto una donna del ‘700, non a caso il secolo della ragione e della rivoluzione”.
Inchieste, reportage e fotoreportage
Greenland’s painful legacy of forced Inuit contraception
Motivazione della giuria: “Questa inchiesta porta alla luce una vicenda poco conosciuta, che scandaglia il colonialismo occidentale: pratiche imperialiste del dominio di uomini bianchi. Un lato nascosto e crudele della politica danese nei confronti della Groenlandia”.
Podcast
Cutro, tre anni dopo. Voci dal mare, voci di terra
Motivazione della giuria: “Questo progetto unisce memoria civile, testimonianze dirette e forte radicamento territoriale. A tre anni di distanza, rilegge la tragedia del naufragio di Cutro attraverso le voci di sopravvissuti, soccorritori e abitanti del luogo, trasformando un evento mediatico in un racconto di memoria collettiva e responsabilità civile. La prospettiva degli studenti, legati emotivamente a quel mare, aggiunge inoltre una dimensione umana che rende la narrazione particolarmente potente e significativa”.
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