“Lea Melandri ha dedicato la sua vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini. Lo ha fatto con il suo attivismo, con il suo pensiero, con la sua scrittura…”: i particolari sulla raccolta di firme per sostenere l’assegnazione del contributo economico a vita previsto dalla Legge Bacchelli per la giornalista, autrice e attivista classe ’41, oggi indigente, e che rischia di non avere i mezzi per curarsi
“Lea Melandri ha dedicato la sua vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini. Lo ha fatto con il suo attivismo, con il suo pensiero, con la sua scrittura. I suoi testi teorici, spesso tradotti all’estero, sono oggi considerati manifesti del femminismo italiano e riferimenti imprescindibili nello studio dell’oppressione di genere. Il suo Come nasce il sogno d’amore è stato incluso tra i quindici libri più significativi del Novecento. Le riviste che ha fondato — L’erba voglio, Lapis — rappresentano passaggi fondamentali nella riflessione femminile e nella pratica antiautoritaria della scuola. Ed è incensibile la quantità di collaborazioni, seminari, conferenze alle quali ha preso parte nel corso di un’attività pluridecennale. Intere generazioni hanno potuto incontrare la ricchezza delle analisi di Lea Melandri nelle assemblee dei movimenti, durante la sua attività di divulgazione o nei suoi corsi di ‘scrittura di esperienza’. Una presenza di infinita generosità, votata a un impegno che ha sempre seguito strade lontane dal denaro e dal potere. È arrivato il momento di dirle grazie”.

Lea Melandri nel ritratto di Valentina Merzi
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E ancora: “Oggi Lea è anziana e indigente. Rischia di non avere i mezzi per curarsi. Sosteniamo la sua candidatura per l’assegnazione del contributo economico vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli a favore di persone che si sono distinte per meriti eccezionali nei campi della cultura, delle arti, della ricerca scientifica e dell’innovazione ma si trovano in condizioni di particolare ristrettezza. Sarebbe il dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica nei confronti di una vita spesa per cause giuste e per un’opera che oggi è patrimonio della cultura italiana”.
Quello riportato sopra è il testo disponibile sul sito, realizzato per l’occasione, che permette di apporre la propria firma per sostenere la causa.
Autrice di numerosi libri, per Bollati Boringhieri Lea Melandri ha pubblicato Le passioni del corpo – La vicenda dei sessi tra origine e storia (2001), Come nasce il sogno d’amore (2002, 2025), Amore e violenza – Il fattore molesto della civiltà (2011, 2024), e il recente Dialogo tra una femminista e un misogino.
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