15 autori irlandesi si confrontano con il capolavoro joyciano

A cent’anni dalla pubblicazione di “Dubliners” di James Joyce – tra le più importanti raccolte di racconti del Novecento europeo – minimum fax presenta un’opera polifonica che lo celebra, “Dubliners 100”, antologia di racconti che riunisce alcune delle migliori penne dell’Irlanda contemporanea (da John Boyne a Pat Mc Cabe, passando per  Donal Ryan, Eimear McBride e Paul Murray, fino ad arrivare a Peter Murphy, che ha riscritto “I morti”). Giovani e meno giovani, talentuosi esordienti e autori consacrati, queste “quindici voci d’Irlanda” si confrontano con il capolavoro joyciano che si fa pretesto, suggestione per dar voce alla nuova “Gente di Dublino”.

La paralisi, il desiderio di fuga, il profondo senso di stagnazione e la frustrazione dei “Dubliners” di Joyce proiettano la loro luce obliqua sull’odierna vicenda esistenziale dell’isola di smeraldo e del suo popolo ferito, scosso dalla violenta perdita d’identità e da un senso di regressione e isolamento

 

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