Le lettrici e lettori di Alessia Gazzola, già autrice della serie "L'allieva", possono stare tranquilli: la protagonista di "Questione di Costanza", primo romanzo di una nuova trilogia, li conquisterà. Ecco perché...

È inevitabile che la pubblicazione di una nuova serie di romanzi di un’autrice affermata sia anticipata da aspettative e timori. Specie se la serie precedente (L’allieva) è stata un grande successo, grazie a una protagonista molto amata (Alice Allevi), che ha ispirato anche una fiction omonima, in onda su Rai1.

Diciamolo subito. Le lettrici e lettori di Alessia Gazzola (nella foto di Yuma Martellanz, ndr) possono stare tranquilli: la protagonista di Questione di Costanza (Longanesi), il primo romanzo di una nuova trilogia, saprà conquistarli.

Alessia Gazzola

Che Alessia Gazzola sia un asso nel raccontare le ragazze di oggi, nella loro precarietà emotiva, familiare e lavorativa, è dato certo. Alice Allevi, la giovane specializzanda in Medicina legale protagonista de L’allieva, è entrata nel cuore dei suoi fan grazie alla sua genuina imbranataggine, la sua perspicacia nel risolvere i casi più difficili e il suo carattere caparbio, che le ha permesso di rendere realtà il suo sogno: diventare un Medico legale ed essere (finalmente) presa sul serio.

Nel suo nuovo lavoro, Questione di Costanza, Gazzola mantiene alcuni elementi tipici del suo immaginario per trasportarli in una narrativa nuova: abbiamo i cadaveri, abbiamo una protagonista medico, abbiamo una sorta di “giallo”. Gli elementi in comune, però, si fermano qui.

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Costanza Macallè ha ventinove anni, una laurea in Medicina che vorrebbe utilizzare davvero, magari oltremanica grazie all’iscrizione all’ordine dei medici a Londra, e ha appena vinto un bando di ricerca di un anno nell’Istituto di Paleopatologia di Verona. Vinto, in realtà, è un parolone, diciamo che è arrivata seconda e la prima classificata ha declinato l’offerta. Diciamo anche che a partecipare a quel bando erano state in due. Con queste premesse Costanza è costretta a lasciare la sua amata Messina e raggiunge sua sorella Antonietta a Verona. Ma non è sola: con lei c’è Flora, la sua bambina quasi treenne iperattiva e dolcissima, patita di macchinine e centro del suo mondo.

“Montessori, flagellami, ripete la ragazza ogni volta che, nel tentativo di educare la sua piccola meglio che può, sgarra con un pacchetto di patatine o un regalino da un euro e novantanove all’edicola sotto casa. Ma la perdoniamo, perché se crescere un bambino è difficile, farlo da sola è un’impresa. Da qualche parte c’è anche un papà, ma Costanza non sa nemmeno il suo cognome, né come reagirebbe, ammesso che lo ritrovasse, alla notizia di avere una figlia.

La paleopatologia “è un po’ come la medicina applicata all’archeologia, si studiano le malattie del passato a partire dai resti umani. Mummie, roba così”. Il lavoro che Costanza vede come temporaneo, in attesa di ricevere una posizione migliore a Londra, si rivelerà presto più interessante del previsto. Nella Chiesa del castello di Montorio, infatti, il team con cui lavora trova, insieme ai resti mummificati di quello che appare un cavaliere, una grossa treccia di capelli rossicci, risalenti al Trecento. Chi li ha tagliati? E soprattutto, perché? Costanza ha parecchi misteri da risolvere: alle sue vicende si intrecciano quelle di due personaggi che la Storia ha dimenticato.

Con una scrittura delicata, ma non priva del piglio ironico che contraddistingue i romanzi dell’autrice, Questione di Costanza è un’occasione, pienamente colta, di raccontare nuovi lati dell’essere donna oggi, ma anche ieri: alle vicende di Costanza, infatti, Gazzola alterna quelle di due figure realmente esistite, Selvaggia di Staufen, figlia di Federico II, e la sorellastra Biancofiore.

Questione di Costanza non ha certo la pretesa di essere un’opera storiografica, ma si pone come “incursione nel territorio del romanzo storico, in cui fatti realmente avvenuti si mischiano ad altri immaginati” (lo chiarisce l’autrice stessa in una nota).

Per l’autrice messinese il 2019 è stato senza dubbio un anno impegnativo. A maggio è uscito, con Garzanti, il suo romanzo Lena e la tempesta; a luglio Il ladro gentiluomo (Longanesi) ha vinto il Premio Bancarella. Ora l’inizio di una nuova avventura narrativa. Benvenuta, Costanza Macallè.

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