Nella biografia che Gaia Ginevra Giorgi ha dedicato a Sylvia Plath, l’analisi della breve e travagliata esistenza della poetessa diventa un’occasione per riflettere sulla società patriarcale dell’epoca e non solo...

Nella biografia che Gaia Ginevra Giorgi ha dedicato a Sylvia Plath (L’altare scuro del sole, Edizioni della Sera), l’analisi della breve e travagliata esistenza dell’autrice (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963), delle sue poesie e delle sue prose, diventa un’occasione per riflettere sulla società patriarcale dell’epoca e non solo.

Silvia Plath

Nel volume di Giorgi, che studia Teatro e Arti Performative all’Università di Venezia e che si esibisce come poetessa performativa sia in Italia sia all’estero, il ritratto della scrittrice di Boston che, con i suoi versi e la sua angoscia mortale, è diventata un mito, cangia di continuo in altri profili, lacera in verticale altre biografie e storie. Nel libro la lettura poetica del personaggio si sovrappone all’esame delle sue opere, in un intervallarsi di memorie e componimenti sempre tenendo conto del contesto sociale e culturale in cui visse, scrisse, amò, si ribellò e si tolse la vita a soli trentuno anni.

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