Bompiani è stata ceduta da Mondadori a Giunti. In questi mesi, però, la casa editrice ha perso moltissimi autori, "salpati" sulla Nave di Teseo - Il commento e lo scenario

Se ne parlava da settimane, nel piccolo mondo dell’editoria libraria. E oggi è arrivata l’ufficialità: la contesissima Bompiani è stata ceduta da Mondadori a Giunti (“il corrispettivo complessivo dell’operazione è pari a 16,5 milioni di euro, comprensivo di 5,3 milioni di euro relativi ad asset trasferiti all’acquirente”, qui tutti i dettagli). Si chiude, quindi, l’ultima puntata della discussa acquisizione di Rcs Libri da parte di Segrate, con tanto di intervento dell’Antitrust, a seguito del quale Mondadori ha ceduto prima la Marsilio, e ora la casa editrice fondata a Milano nel 1929 da Valentino Bompiani.

valentino bompiani

A interessarsi alla Bompiani sono state tante case editrici, nei mesi scorsi: dalla Nave di Teseo al gruppo editoriale Mauri Spagnol (editore de ilLibraio.it, ndr), senza dimenticare Amazon Publishing e Harper Collins, come pure Feltrinelli, Neri Pozza e De Agostini. L’ha spuntata, con un’offerta davvero molto alta, il gruppo fiorentino Giunti, la cui storia ha inizio nel lontano 1841.

Ma quanto vale oggi (quel che resta di) Bompiani? Sì perché va ricordato che, con la nascita della Nave di Teseo guidata da Elisabetta Sgarbi, ex direttore editoriale della stessa Bompiani, molti importanti autori hanno lasciato la casa editrice.

Staremo a vedere quali scelte farà ora Giunti, che può contare sulla sua rete di librerie, e che potrebbe affidare il nuovo corso della casa editrice ad Antonio Franchini, che proprio un anno fa lasciava Mondadori per Giunti

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