7 grandi storie d'amore "consumate sulla carta": dai poeti Robert Browning ed Elizabeth Barrett a Frida Kahlo (nella foto) e Diego Rivera, passando per Elsa Morante e Alberto Moravia, fino ad arrivare a Ingrid Bergman e Roberto Rossellini...

Stanley Owens non ha amici, e a lui va benissimo così. E comunque non ha mai trovato nessuno che condividesse il suo amore sconfinato per i libri, i numeri e, soprattutto, per l’enigmistica: inventare cruciverba è il suo sogno, la sua ragione di vita. Un giorno, però, incontra Vera, una ragazza diversa dalle altre: diversa come lui. La loro sintonia è talmente profonda che Vera non si stupisce quando lui le propone di sposarlo (per finta) e di rivendere i (veri) regali di nozze, così da pagarsi un biglietto per la libertà. E accetta. Anche perché è davvero innamorata di Stanley. Ma lui non lo capisce e, dopo la cerimonia, la lascia andare.

La vita li separa, ma non c’è nulla come la lontananza per far emergere la verità. Col tempo, Stanley si rende conto che la sua vita è piena di caselle bianche che possono essere riempite solo da Vera. Decide allora di riconquistarla, usando l’unico linguaggio che conosce: semina i suoi cruciverba d’indizi comprensibili soltanto a lei, sperando che, prima o poi e ovunque lei sia, la sua dichiarazione d’amore giunga a destinazione…

Due verticale (Nord, in uscita a metà aprile), romanzo di Jeff Bartsch, ci rivela che è sempre possibile trovare la strada verso la felicità, se si è disposti a risolvere quell’enigma che è l’amore. E che non bisogna essere “solutori più che abili” per riuscirci, perché la chiave è alla portata di tutti: basta ascoltare la voce del cuore.

In occasione dell’uscita del romanzo, abbiamo ricordato 7 celebri amori consumati sulla carta…

ELIZABETH BARRETT E ROBERT BROWNING

Robert Browning è già un poeta affermato quando scrive alla collega Elizabeth Barrett per complimentarsi per il suo ultimo libro di poesie. È il 1844, ed è l’inizio di una delle storie d’amore più feconde della storia della letteratura: con i Sonetti dal portoghese, Elizabeth regala a Robert (e a noi lettori) versi d’amore che non hanno nulla da invidiare a quelli di Petrarca. Da vera donna moderna, Elizabeth cerca per tutta la vita di conciliare il suo ideale di donna-artista con quello di donna innamorata; una volta stabilitasi a Firenze col marito, non smette di seguire i suoi ideali artistici e politici, diventando un punto di riferimento per poeti, scrittori e patrioti italiani e stranieri.

PIERRE E MARIE CURIE

Maria Skłodowska ha sempre nutrito una profonda sfiducia nei confronti degli uomini, da cui sa di non potersi aspettare nulla. Scettica, determinata e dotata di un’intelligenza brillante, viene ammessa a studiare scienze alla Sorbona, dove conosce l’uomo desinato a fare breccia nella sua corazza: Pierre Curie. Un anno prima del matrimonio, che avverrà nel 1895, lui le scrive: “La prospettiva di passare due mesi senza avere vostre notizie è davvero sgradevole. L’idea di passare la vita insieme, ipnotizzati dai nostri sogni, è così bella che quasi non oso crederci”. E i loro sogni li portano lontano, fino al premio Nobel per la fisica nel 1903.

GEORGE SAND E FRYDERYK CHOPIN

Come molte altre autrici dell’epoca, la scrittrice francese Amantine Dupin ricorre a uno pseudonimo maschile per superare la diffidenza del pubblico: George Sand. Anticonformista e spregiudicata, arriva a vestirsi da uomo per poter entrare in luoghi che altrimenti le sarebbero preclusi. Ha numerosi amanti, ma è con Fryderyk Chopin che scatta il vero colpo di fulmine. Reduci entrambi da dolorose storie d’amore, i due viaggiano a lungo per l’Europa, per poi stabilirsi a Nohant, nella residenza della scrittrice. La loro è una relazione tormentata, segnata dall’aggravarsi della tubercolosi di lui e dalla gelosia di lei; si lasciano in modo brusco e amaro, ma restano per sempre l’uno il grande amore dell’altra, come testimoniano le loro numerose lettere.

FRIDA KAHLO E DIEGO RIVERA

Legatissima al padre, che la incoraggia sempre, Frida Kahlo è anticonvenzionale sin da giovane: pratica sport solitamente destinati ai maschi, cambia la sua data di nascita per farla coincidere con l’inizio della rivoluzione messicana, ed è una delle pochissime ragazze a iscriversi alla migliore scuola superiore del Messico. La disapprovazione materna non basta a dissuaderla dallo sposare il collega pittore Diego Rivera (di vent’anni più vecchio di lei). Nonostante le ripetute e reciproche infedeltà, il loro è un amore travolgente, che ispira e fomenta il loro talento artistico. In ventisette anni, Frida gli scrive numerose lettere liriche e struggenti, in cui gli dà il soprannome di “Auxocromo” (colui che cattura il colore) e chiama se stessa “Cromoforo” (colei che dà il colore).

GERDA TARO E ROBERT CAPA

Quando Gerda Pohorylle lo incontra, nel 1935, Endre Friedmann è un fotografo bravissimo, ma sconosciuto. Del resto, chi pubblicherebbe le foto di un povero rifugiato ebreo? È allora che lei ha un’idea per raggiungere il successo: lui sarà Robert Capa, un americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. L’inganno funziona e insieme si lanciano alla conquista del mondo. Gerda impara in fretta e in breve tempo diventa anche lei una fotografa di grande talento. Al punto che, allo scoppio della guerra civile spagnola, decide di partire per il fronte con Robert. Ma non tornerà mai a casa: è la prima reporter della storia a cadere sul campo di battaglia. Il loro amore però non muore con lei: Robert Capa la piangerà per tutta la vita e non si sposerà mai.

ELSA MORANTE E ALBERTO MORAVIA

Un amore tormentato e discontinuo, quello tra i romani Elsa Morante e Alberto Moravia, complicato dall’iniziale povertà e dalla mancata maternità di Elsa. Nonostante gli alti e bassi, due dei più grandi scrittori italiani del Novecento vivranno insieme ventisei anni di viaggi, romanzi, avventure, dissapori e tradimenti. Si conoscono nel 1936, si sposano nel 1941, si allontanano e si cercano in continuazione con carta e penna, lei col postumo Diario 1938, lui con innumerevoli lettere, che spesso rimangono senza risposta. Il loro è un rapporto tumultuoso, segnato da passione travolgente e dall’incapacità di viverla, dove non c’è spazio per l’indifferenza.

INGRID BERGMAN E ROBERTO ROSSELLINI

È una lettera a farli conoscere: affascinata dal neorealismo, Ingrid Bergman scrive al regista italiano per chiedergli di lavorare insieme; Roberto Rossellini la legge quasi un anno dopo, il giorno del suo compleanno, e la definisce “il regalo più prezioso”. Si conoscono a Parigi, si innamorano sul set di Stromboli e lei resta incinta. Ingrid però è sposata con un altro, e scoppia lo scandalo. Il marito chiede il divorzio, e nemmeno l’America le perdona questo passo falso: sei anni dopo, l’Oscar come migliore attrice per Anastasia, lo deve ritirare il suo amico Cary Grant. Ma Roberto si rivela un compagno e soprattutto un regista geloso: non sopporta che la sua stella venga diretta da nessun altro. E ben presto Ingrid si sente soffocare in quella gabbia dorata. Torna a Hollywood, ma il rapporto con Roberto è compromesso e si concluderà nel 1958, lasciandoci però capolavori immortali come Europa ’51 e Viaggio in Italia.

 

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